Spesso l’affrontare per la prima volta un gioco di carte è accompagnato da un certo timore nel dover imparare ed immagazzinare decine e decine di informazioni, costruire un mazzo e lanciarsi in un mondo dove le prime ore di gioco sono un susseguirsi di frustrazione e paura di commettere errori. Magic: The Gathering è forse il gioco di carte in cui questo fattore incide maggiormente sulla creazione di una nuova player base vista l’enorme complessità strategica alla base del gioco dovuta non solo alla vasta gamma di scelte all’interno dei singoli turni, ma anche alle meccaniche estremamente peculiari che ne compongono il gameplay.

Per questo motivo è sempre piuttosto complesso riuscire ad introdurre nel modo corretto un giocatore all’interno del mondo di Magic, un po’ perché spiegare il gioco è decisamente complesso e un po’ perché è estremamente difficile trovare un mazzo giusto che sappia essere allo stesso tempo istruttivo e “competitivamente” valido. Quello che spesso accade è che si introducano giocatori con mazzi eccessivamente ostici da capire o con mazzi che risultato troppo semplici per comprendere pienamente quello che sarà il gioco dopo le prime partite introduttive. E nonostante gli esperimenti di Wizards of the Coast e dei vari negozianti in giro per il mondo, il “problema”, se così vogliamo chiamarlo, è rimasto pendente.

Proprio da Wizards stessa però arriva una risposta, la migliore fra le risposte possibile. Si chiama Jumpstart ed è a tutti gli effetti un nuovo formato di gioco che non solo riesce ad essere perfetto (sottolineiamo perfetto più volte) per introdurre un nuovo giocatore a Magic, ma riesce addirittura ad essere un ottimo formato per passare una serata divertente fra amici e, come se non bastasse, un eccezionale alternativa competitiva (competitiva vera eh) a tutti gli altri formati esistenti. Di cosa stiamo parlando, però, nel concreto? Jumpstart è una modalità di gioco in cui ogni giocatore prendere due bustine (appartenenti proprio a questo set), le apre e ha già in mano tutto il necessario per comporre un mazzo, funzionante, e iniziare a giocare.

Archetipi per tutti i gusti

Ognuna di queste buste contiene un particolare archetipo (scelto casualmente fra 121) divisi in 46 tematiche. Ogni bustina contiene 20 carte comprensive di un pacchetto “core” della strategia dell’archetipo, le terre base necessarie a farlo funzionare e qualche carta di supporto. Unendo due buste avremo quindi in mano un mazzo, tipicamente bi-colore, di 40 carte già pronto all’uso. Il mazzo in questione è perfetto per imparare a giocare in quanto non conterrà troppe carte “complicate” da capire sia fra quelle giocabili solo nel proprio turno sia nei counter e negli istantanei, prediligendo le carte più semplici da assimilare e garantendone comunque una pool limitata.

Allo stesso tempo il mazzo risultante dalla fusione delle due bustine darà soddisfazioni, enormi, anche ai giocatori più competitivi un po’ perché al loro interno è possibile trovare alcune carte estremamente forti e legali negli altri formati e un po’ perché in effetti quello che si ha in mano è un mazzo decisamente non banale e dalle mille sfaccettature. Nella nostra prova su strada abbiamo avuto a che fare con un mazzo “Gatti-Maghi”, “Liliana-Gatti”, “Angeli-Predatori” e “Minotarui-Archeologi” tutti con la loro ragione d’essere e ognuno dei quali decisamente in grado di competere con l’altro senza eccessivi problemi.

Se l’archetipo Angeli poteva risultare decisamente oppressivo per gli altri tre visto il grande proliferare di creature volanti, in ognuno degli altri tre mazzi abbiamo trovato risposte, più o meno valide come Fronde Stritolanti per quel che riguarda i Gatti, la possibilità di evocare dei Draghi 2/2 volanti per i Maghi grazie all’abilità di Talrand. Inoltre tutti gli altri mazzi, soprattutto gli Archeologi, erano in grado di rimbalzare le creature in mano ai proprietari. Ci ha lasciato decisamente stupiti quindi il livello di bilanciamento generale dell’esperienza che Wizard ha voluto creare con questo particolarissimo formato, anche e soprattutto contro il mazzo Liliana, unico della serata a poter contare su un fortissimo Planeswalker senza riuscire però a risultare opprimente nei confronti degli altri tre.

Un buon lavoro di bilanciamento

Al contrario di altri esperimenti simili, come può essere Keyforge ad esempio, Jumpstart riesce ad essere un formato estremamente vario, poco frustrante, competitivamente valido e ben bilanciato nonché il migliore dei modi per introdurre un giocatore al meraviglioso mondo di Magic. Persino il biglietto di ingresso nel formato è bassissimo: con 12 euro (6 a bustina) è possibile iniziare subito a giocare e, perché no, iniziare a dire la propria anche nel resto dei formati (magari avendo cura di trovare letteralmente quel paio di carte giocatissime da tutte le altre parti).

Il formato è decisamente ben riuscito in cartaceo quanto poco studiato su Arena però, che nel suo unico evento disponibile non ha saputo gestire al meglio quello che Jumpstart aveva da offrire. L’evento aveva un costo eccessivo (2000 monete d’oro) e delle ricompense misere e quasi esclusivamente legate al formato Historic. Non ci è dato sapere se Wizard abbia intenzione di riproporre o meno l’esperienza su Magic: The Gathering Arena, ma una cosa è certa: quando accadrà il sistema dovrà essere ripensato per poter essere fruito in modo eccellente anche su questa piattaforma che, purtroppo, peccava anche di qualche archetipo disponibile vista la mancanza di alcuni set all’interno del gioco.

Concludendo, Jumpstart potrebbe essere l’idea del secolo per Wizards of the Coast e Magic potrebbe aver guadagnato l’ennesimo formato eccezionale che, ne siamo certi, farà da sfondo a ben più di una serata di gioco allegro fra amici. A metà fra un draft e un costruito, si tratta di certo del formato più adatto non solo ai novizi ma anche a tutti quei giocatori occasionali che per un motivo o per un altro si concedono semplicemente qualche draft ogni tanto per passare una bella serata, con la variante che non sono necessarie abilità di deckbuilng: il mazzo c’è, basta solo divertirsi.