Serious Sam 4: Planet Badass è la quarta iterazione nell’arco narrativo principale di Sam “Serious” Stone e si pone, cronologicamente parlando, prima del terzo capitolo (che a sua volta si inseriva come primo nell’ordine degli eventi narrati). Siamo quindi di fronte a quello che, ad oggi, è l’inizio di una guerra sanguinaria e “budello-centrica” fra l’umanità e l’esercito di Mental, una razza aliena con il semplice scopo di distruggere tutto e tutti. Niente di nuovo sul fronte Occidentale, insomma. Niente di nuovo anche sulla sceneggiatura di questo quarto capitolo che offre al giocatore una struttura del tutto analoga a quanto visto nei capitoli precedenti della saga e, fra alti e bassi, ci accompagnerà per una quindicina di ore circa.

Il Sam che impersoniamo in questo quarto capitolo è ancora arruolato nelle forze dell’Earth Defence Force e strabuzza gioventù da tutti i pori. Un po’ come è sempre successo in ogni altra iterazione del brand Sam è un concentrato di testosterone pronto ad esplodere in faccia (circa) ai numerosi alieni (questa volta numerosissimi) in giro per le aree di gioco, i suoi dialoghi sono ridotti all’osso sottolineando in ogni momento di gioco il suo essere uno stronzo epocale dalle palle d’acciaio. Sì, un Duke Nukem ante-litteram insomma, ed in effetti Croteam non ha mai nascosto assolutamente la somiglianza caricaturale fra i due personaggi anzi, capitolo dopo capitolo ha enfatizzato sempre di più questi particolari tratti del protagonista fino al suo apice con Serious Sam 4 in cui fra monosillabi, battute laconiche e i muscoli sempre in bella vista il personaggio appare più cazzuto che mai.

Similmente agli altri capitoli della saga, anche in questo Planet Badass siamo di fronte ad una struttura narrativa che verte sui soliti cliché e snodi principali: gli alieni ci attaccano, noi diamo voce alle nostre bocche di fuoco, nuotiamo in un mare di sangue e budella, cerchiamo un artefatto alieno e facciamo il culo a Mental, di nuovo e di nuovo. Analogamente alla struttura narrativa anche quella del gameplay rimane pressoché invariata e assieme a lei la ripetitività dell’azione tipica di Serious Sam. È pur vero che giocare un titolo del genere per la sua profondità narrativa o per la sua struttura ludica è come pretendere di fare una gitarella nel deserto senz’acqua e non morire di sete: Serious Sam si gioca proprio in virtù di queste caratteristiche che in rari casi, come questo, rappresentano più che altro un pregio all’interno della produzione.

Cosa c'è di nuovo?

Anzi, le novità introdotte sono forse quelle verso cui più si storce il naso proprio perché vanno a minare quel tipo di struttura a cui si è abituati e che si esige essere presenti anche in questo nuovo capitolo. Proprio per questo idee interessanti come il poter cavalcare creature stordite o il dual-wealding (che avevamo per altro già visto in un capitolo VR della serie) passano in secondo piano rispetto a tutto il resto dell’esperienza che si pretende avere esattamente lo stesso sapore di circa vent’anni fa. E i ragazzi di Croteam, fortissimi di questa convinzione, hanno creato un quarto capitolo che è esattamente questo: un gioco adatto solo ed esclusivamente ai fan di vecchia data della serie e che non vuole scendere a compromessi, mai, con i nuovi giocatori.

Difficile non eseguire un parallelismo con Doom che nelle sue due nuove iterazioni ha modificato radicalmente la sua struttura per rinnovarsi in tutto e per tutto, sia sulla scrittura che nel pregevolissimo gunplay, proprio per potersi inserire all’interno di un contesto moderno che non avrebbe mai accettato la natura classica del franchise. Ma guardate un po’ il successo di Doom. La formula ha convinto tutti, sia i nuovi giocatori che quelli con qualche anno di più sulle spalle cresciuti a pane e Cacodemoni. Serious Sam 4 invece questo compromesso non lo cerca, prova pigramente ad inserire qualche elemento nuovo qua e la senza riuscire però a staccarsi da quello che di fatto è: un fps caciarone in cui vogliamo semplicemente correre a destra e sinistra per macinare ossa e muscoli.

Proprio per questo troviamo un gunplay che non ha ricevuto particolari innovazioni se non per qualche arma aggiuntiva che mira semplicemente a spettacolarizzare maggiormente le uccisioni, come uno spara buchi neri giusto per citarne uno. E, come si diceva poc’anzi, laddove sono state introdotte delle novità il titolo inizia a risentirne in termini qualitativi. Esempi di ciò sono da ritrovarsi nelle mappe enormi (che vogliono far fronte ad una quantità imbarazzante di nemici) che risultano eccessivamente dispersive o alle missioni secondarie di cui il titolo è costellato che se da un lato premiano il giocatore con ricompense interessanti e piacevoli (come ad esempio una moda lanciagranate per il nostro fucile) dall’altro lo costringono ad un back-tracking piuttosto fastidioso nel deserto di ambientazioni eccessivamente vuote che vanno a spezzare il ritmo frenetico dell’azione di cui la saga di fregia oramai da tanti anni.

Un gioco per appassionati

Non per questo però il gameplay risulta essere spiacevole, anzi, per chi è abituato ad un gunplay così tanto arcade e ad una serie di movimenti tipici degli fps degli anni ‘90 non è altro che un piacevolissimo ritorno a casa, che poi è semplicemente quello che Serious Sam 4 vuole essere. Un gioco per pochissimi appassionati, con tutti i pro e i contro del caso (n.d.r solo pro ai miei occhi visto che proprio questa serie mi ha iniziato al genere). Sgradevoli sono invece tutti i difetti tecnici che costellano la produzione, unico vero neo forse di tutta l’esperienza. Il design troppo “plasticoso” dei personaggi, i glitch continui e i cali di frame rate assurdi in battaglia sono semplicemente inaccettabili, che si sia fan o meno dell’universo di Sam.

Anche gli ambienti troppo spogli, i dettagli poco curati soprattutto nei cadaveri (che spariscono in una nuvoletta di polvere poco dopo la loro morte) che dovrebbero essere al centro della disgustosa ed esagerata violenza del titolo non sono altro che elementi che fanno pendere il piatto “sbagliato” della bilancia verso un giudizio leggermente più negativo. Mettendo da parte, infatti, il fattore nostalgico non resta che un titolo che lascia il fianco esposto a tanti, troppi difetti, al punto da risultare difficile da consigliare a chiunque. Sì, è verissimo che Serious Sam 4 è un gioco confezionato appositamente per gli appassionati ma qualche coccola in più ce la saremmo meritata anche noi, non trovate?