In pienissima tradizione Devolver Digital, che sembrerebbe non sbagliare mai un colpo nella scelta dei titoli da pubblicare, Disc Room è un titolo definibile come folle, divertentissimo, velocissimo e così squisitamente frustrante da tenervi incollati allo schermo per ore, ore e ore senza che voi abbiate il minimo segnale del tempo che sta passando. Ma non ci si aspetta niente di meno da un prodotto che presenta il loro logo nei titoli di testa, nevvero? Difatti le aspettative per questo “giochino” dalle tinte arcade non erano troppo diverse da quello di un qualsiasi altro gioco pubblicato dalla medesima casa, la domanda di rito era semplicemente la stessa: “come faranno a farmi perdere ore di sonno questa volta?”.

La risposta la ritroviamo in una delle sceneggiature più stupide (in senso positivo) di sempre: alcuni scienziati trovano aleggiare su Giove una sottospecie di stazione orbitante a forma di disco all’interno della quale ci sono delle “forme di vita” a forma di seghe circolari. Per amore della scienza quindi si prepara una spedizione e si manda questo nugolo di omini a controllare cosa si nasconde dietro questo misterioso luogo spaziale e questi strani dischi rotanti (e assassini) che lo popolano. Proprio all’interno di questa stazione orbitante ha inizio la mattanza di scienziati che, fra le varie cose che vogliono testare, c’è anche il come queste seghe circolari sono in grado di uccidere gli esseri umani.

Il gameplay del gioco è estremamente arcade e punta solo ed esclusivamente ad una particolarissima nicchia di videogiocatori: gli hardcore, completisti e ricercatori di un primo posto nelle classifiche. Quello che ci viene richiesto è sopravvivere il più possibile all’interno delle varie stanze della struttura mentre continuano ad apparire seghe nuove che riempiono l’ambiente, ognuna delle quale ha il suo moveset e la sua abilità particolare. Completando micro-obbiettivi nelle stanze (che vanno dal farsi uccidere da un certo numero di seghe differenti al riuscire a sopravvivere per X secondi) è possibile avanzare nel gioco sbloccando nuove stanze, nuovi boss e nuovi… poteri. Già, all’inizio di ogni stanza ci è richiesto di selezionare un’abilità, fra quelle che abbiamo precedentemente sbloccato, per affrontare il livello in questione.

Un gameplay... semplice

Le abilità vanno dal classico scatto con il quale possiamo anche passare attraverso alle seghe, alla possibilità di rallentare il tempo per qualche secondo in modo tale da sgusciare fra le pericolose lame che continueranno a venirci addosso. Il gameplay si riduce essenzialmente a questo, con l’aggiunta di una classifica di record, per ogni stanza, in base al tempo di sopravvivenza del giocatore. In questa classifica sono presenti anche i tempi degli sviluppatori, creati appositamente per spingere i giocatori più competitivi a superiore i propri limiti (n.d.r senza accorgermene una sera ho fatto le quattro del mattino nel riuscire a superare uno di questi record. No, non ci sono riuscito anche se l’ho eguagliato).

Disc Room non offre nient’altro al giocatore ma quello che offre è decisamente abbastanza per garantire un’esperienza godibile, complessa, divertente e con un grado di sfida molto affascinante. I tentativi si susseguiranno naturalmente e il pericolo “dell’ultima e poi basta” è costantemente dietro l’angolo. La formula, quindi, funziona decisamente bene anche se, ovviamente, non c’è nulla di nuovo rispetto ad altri videogiochi simili se non l’idea narrativa alla base che ci regalerà qualche siparietto comico e qualche citazione geek qua e la nell’avventura. Eppure funziona, come d’altronde era molto facile immaginare.

Esteticamente ci troviamo davanti ad una grafica cartoon abbastanza sporca e semplicistica che ben si sposa con la natura arcade mordi e fuggi dell'intera esperienza di gioco. Le vignette di intermezzo, per quanto "spoglie" e "semplici" riescono a risultare estremamente efficaci, così come è efficace lo stile grafico nel momento in cui cercheremo di sopravvivere all'ennesima sega che ci è passata vicino un pelo di troppo. L'occhio non si affatica e con uno sguardo veloce abbiamo di fronte letteralmente tutto quello che ci serve per proseguire, nessun fronzolo aggiunto, così come deve essere.

Proibitivo ma non troppo?

Al netto di un livello di difficoltà proibitivo è molto semplice riuscire a cadere nel suo tranello e perdere decine di ore dietro al tempo in una stanza, necessario poi per proseguire all’interno dei livelli di gioco e quindi per arrivare a vedere i titoli di coda. Un’esperienza decisamente non per tutti ma allo stesso tempo così semplice da poter essere affrontata da chiunque visto il costo del suo biglietto di ingresso: due meccaniche in croce e la semplice richiesta di sopravvivere in una stanza con delle seghe circolari che continuano a muoversi in lungo e in largo. Cosa potrebbe mai andare storto, vero?

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Disc Room è esattamente questo, quel gioco nelle fiere di paese che ti invita a vincere il pupazzone semplicemente lanciando degli anelli sopra a dei vasi. Niente di più semplice fino a quando il portafogli a fine serata vi chiede se ne sia valsa davvero la pena e voi non sapete cosa rispondere guardando il vostro misero portachiavi. La sensazione è esattamente la stessa quando, a tarda notte, una vocina dentro di voi vi ricorderà che il giorno dopo si deve lavorare mentre state maledicendo chiunque abbia dato vita a questo gioco. Ma lo sapete già, il giorno dopo sarete nuovamente davanti allo schermo, a fare le ore piccole, osservando i secondi che avanzano sullo schermo: questa è la partita giusta. Faccio questa e poi chiudo.