Oggi vi racconto una storia, e, come succede ogni volta che nel titolo di un mio pezzo compare il nome di Fortnite, il protagonista di questa storia è il mio fratellino. Lui è il mio personale occhio sul mondo dei videogiocatori giovanissimi, il mio punto di intersezione fra la mia generazione e quella nuova di giocatori, è quella torcia con cui riesco ad esplorare gli angoli più reconditi e bui di un mondo che non riesco più a comprendere troppo bene: troppo spesso lo sento parlare di cose di cui disconosco completamente il significato e di argomenti di cui non avevo mai sentito parlare prima. E Fortnite è sempre fra questi: ascoltarlo equivale ad essere sempre e costantemente aggiornato su una porzione del mondo videoludico che altrimenti, per scelta personale, mi precluderei.

La storia di oggi inizia a fine agosto, quando mi trovavo a casa dei miei per le ferie, e chiacchieravo sul balcone di casa di nonna con mio fratello. “Mamma mi ha detto che per il compleanno (avrebbe compiuto 11 anni da li a breve) mi regala la PlayStation 4. Tu ce l’hai?” Una frase che suonava piuttosto strana nella mia testa: mamma solitamente mi coinvolge negli acquisti videoludici per mio fratello e questa promessa di una nuova console era piuttosto bizzarra. Mio fratello ha già Nintendo Switch e, soprattutto, mio fratello gioca solo ed esclusivamente a Fortnite, che diamine deve fare con una PlayStation in casa? Ovviamente giocare lo stesso gioco che ha sull’ibrida della grande N, ma ci arriviamo con calma.

“La voglio perché così posso giocare a Fortnite con i miei amici e posso parlare con loro con l’applicazione della PlayStation”. Niente, riesce a farmi sentire vecchio anche in una frase così semplice: perché non usano tutti Discord e devono usare questa qualsiasi-cosa-sia della PlayStation che non ho mai visto e non ho nemmeno idea di cosa possa essere? Perché non può giocare il battle royale di Epic sulla sua piccola console, trasportabile ovunque, ma deve giocarlo anche su una console fissa quando il gioco è pressoché identico? Perché diamine se vuole giocarlo su una console fissa deve spendere così tanti soldi invece di comprarsi una Xbox One S e con il GamePass avere accesso anche ad altro oltre che a Fortnite? Ah sì, la chat vocale… Credo.

E dico “credo” perché non è solo la chat vocale, c’è qualcosa di più. Fortnite su PlayStation, almeno osservando le foto che gli amici gli inviano della loro versione del gioco, ha qualche schermata differente nei caricamenti e ha una selezione rapida della modalità prima di entrare nel menù di gioco. Una caratteristica che non sono riuscito a ritrovare nella copia Nintendo di mio fratello, nonché una caratteristica chiaramente fondamentale per l’acquisto di una nuova console utile per giocare allo stesso gioco che possiede per un hardware differente. Chiaramente, vero? No, è ovvio, ma nel loro piccolo mondo funziona così: se i tuoi amici hanno qualcosa, nel gioco, che tu non hai tu sei ovviamente escluso da quella piccola cerchia di esclusività di cui loro fanno parte.

playstation 5 la console

Brand Awareness

“Salva, io voglio una PlayStation 4 però anche per giocare CoD e GTA V con i miei amici”. Mi sono dedicato quindi ad una piccola indagine: perché tutti i suoi amici hanno scelto la console Sony come regalo da chiedere ai genitori? Fra le risposte che ho ottenuto c’è quella del mio cuginetto, e di suo padre, che mi hanno fatto riflettere parecchio: “perché avevo voglia di avere una PlayStation in casa” e “perché ai miei tempi c’era la PlayStation, conoscevo quella e quindi l’ho scelta per esperienza”. Aggiungiamo a questo la presenza del battle royale più amato dai ragazzini sulla console e il gioco è fatto: la brand awarness di PlayStation, una campagna pubblicitaria ben mirata di Fortnite e hai piazzato magicamente un bel po’ di esemplari nelle case di parecchi giocatori, complice l’esperienza circoscritta a Sony dei genitori.

In fondo anche Nintendo Switch è riuscita ad entrare in parecchie case proprio grazie al battle royale firmato Epic Games e, come il titolo di questo pezzo vi avrà suggerito, sarà lo stesso motivo per cui un buon numero di PlayStation 5 entreranno nelle case di altrettanti ragazzini, alcune a sostituire la versione precedente della console, spesso e volentieri utilizzata solo ed esclusivamente per Fortnite, altre semplicemente come nuove installazioni. Ecco, sembrerà strano ma l’annuncio della presenza del gioco al day one sulla nuova console Sony è forse uno fra i più importanti fatti ieri per assicurarsi un buon numero di vendite nella finestra di lancio.

Parliamo, in effetti, di un gioco in grado di smuovere completamente le vendite di questo o quell’apparecchio e di una potenza comunicativa sui ragazzini imbarazzante (mio fratello è una richiesta di ricariche continua per intenderci). Parliamo di un gioco digitale che ben si sposa con la versione “piccina” di PlayStation 5 che si sposa perfettamente con il nuovo servizio annunciato di PlayStation Plus in grado di farci godere le uscite più importanti della scorsa generazione tramite un abbonamento mensile. Che motivi ci sono per quei genitori come i miei, che si trovano continuamente tartassati dai loro figli con l’acquisto di una console e di Fortnite, per preferire altro rispetto alla next gen di Sony? Esistono motivi per cui non dovrebbero fare “uno switch” di console all’ennesima richiesta dei pargoli? No, nessuno. Ecco perché Fortnite al day one di PlayStation 5 è il titolo più importante del lancio mostrato ieri.

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Ah, no. Mio fratello non ha ricevuto una nuova console al suo compleanno. Per fortuna.