Sono anni che girano e rigirano i rumor su un esistente, poi no, poi c’è una bozza te l’ho giuro che l’ho vista, nuovo capitolo di Splinter Cell. La stessa Ubisoft, di tanto in tanto, ci si è messa non spiegando mai con chiarezza il futuro del franchise con protagonista Sam Fisher.

Ad un certo punto l’azienda fu molto chiara: non c’erano fondi per sostenere un ritorno del franchise. Ma poi ogni tanto qualcuno diceva che, da qualche parte in un hard drive, uno Splinter Cell esiste. Nel nostro paese ci si mette anche Luca Ward, doppiatore ufficiale di Sam Fisher da sempre, a rimarcare dalle sue pagine social, di tanto in tanto, un improbabile ritorno ai lavori sulla spia di Ubisoft.

Ma se i canali social di Luca Ward pare, nel sottobosco, che siano gestiti da un grandissimo fan di Splinter Cell che ogni tanto si diverte a fare del teasing sul nulla con la fanbase, recentemente l’attore e doppiatore ci ha messo il carico dai microfoni dei colleghi di Multiplayer.it.

sam fisher luca ward

Ospite dell’Ultrapop Festival, l’attore ha dimostrato ben pochi dubbi sull’esistenza di un futuro episodio della saga in arrivo:

"C'è questo ritorno di Splinter Cell che dovrebbe avvenire credo per un episodio conclusivo, ma non sono sicuro di questo, però non hanno ancora capito bene se farlo nel 2021. Prima doveva essere 2020, poi è successo quello che è successo e nel 2020 diversi grossi progetti si sono bloccati. Altri sono andati avanti come Cyberpunk 2077 su cui ho quasi terminato di lavorare. Però io sono sicuro che Splinter Cell ritorni, questo è un dato di fatto."

Senza voler mettere in dubbio le parole di un professionista di questo calibro, ma c’è evidentemente qualcosa che non quadra. Perché, se addirittura previsto inizialmente nel corso del 2020, Ubisoft continua a mantenere questo strano silenzio nei confronti della produzione?

sam fisher mario rabbids switch

Un Sam Fisher prezzemolino

Nell’Ubisoft Forward di qualche tempo fa non si è fatta minimamente menzione di un ritorno della saga. Un ritorno che da tanto tempo si attende, e su cui ad ogni mancato annuncio non si può far altro che mettere un nuovo chiodo sulla bara. Anche perché Sam Fisher è dappertutto, ma non in Splinter Cell.

C’è stata la collaborazione con il franchise di Ghost Recon, la presenza di Sam Fisher nel videogioco per smartphone Elite Squad ed ora, completamente a sorpresa, addirittura Sam Fisher in persona come personaggio della nuova stagione di Rainbow Six Siege.

Si presenta con un breve teaser l’invecchiato Sam Fisher, con una estetica molto poco ispirata che strizza l’occhio fortemente al Punisher di Netflix, che ci ricorda però quanto lui sia una spia cazzuta e noi non valiamo niente.

Sorprende anche che un annuncio del genere sia stato lasciato ad una presentazione di Rainbow Six Siege, quando nel citato Ubisoft Forward avrebbe fatto faville. Va detto che la community dello shooter è molto estesa, forte e chiusa come ogni altra community dei videogiochi multiplayer, ed un annuncio così fa molto più effetto nella cerchia di giocatori di riferimento ma, a voler essere onesti, è un po’ triste vedere Ubisoft trattare così uno dei suoi franchise più iconici.

Perché se Assassin’s Creed è diventato, ad esempio, una IP che genera ogni tipo di gadget possibile ed immaginabile, ha fatto un percorso che l’ha portata da essere un elemento di cultura pop. Splinter Cell non ci è mai arrivato, perché è un brand squisitamente legato al mondo videoludico, ed è strano vedere Sam Fisher sbattuto qua e là. Ci piacerebbe molto che diventasse un elemento di cultura pop, perché questo significherebbe un palmares notevole di videogiochi usciti.

sam fisher rainbow six

Ma, dall’altro lato, quello di Splinter Cell è un franchise legato alla Ubisoft che sperimenta, che lavora sulle nuove IP per dare loro una forte identità. Quindi, col senno di poi, forse la massificazione del franchise non è l’obiettivo migliore. Ci piacerebbe solo vedere che non è stato dimenticato. Allo stato attuale siamo fermi a Splinter Cell Blacklist, classe 2013. E con la fine di Metal Gear Solid manca esattamente quel tipo di esperienza stealth in ottica moderna o fantapolitica che sia che può offrire Splinter Cell.

In quest’ottica c’è una flebile speranza che l’apparizione di Sam Fisher in Rainbow Six Siege non sia solo una skin per un operatore del gioco fine a sé stessa.

Il 16 agosto alle ore 20 ci sarà infatti la presentazione della nuova stagione competitiva chiamata Operation Shadow Legacy. Un nome che rimanda alle ombre, l’immagine con cui Splinter Cell è da sempre legato visto che fu uno dei primi videogiochi a sfruttare attivamente l’illuminazione (e la mancanza di essa) come elemento di gameplay. È troppo sperare che l’aggiornamento di Rainbow Six Siege faccia da ponte per l’annuncio di Splinter Cell, magari in una sorta di universo condiviso in stile Control con Alan Wake?