Wales Interactive non è nuova nell'ambito dei titoli indie horror. Suo è, per esempio, Don't Knock Twice, un gioco per la realtà virtuale nella quale dovremo aggirarci per una casa infestata con il fine di trovare degli oggetti necessari a compiere un particolare rituale.

Sempre suo è The Bunker, un titolo che come Late Shift prova ad unire il film o telefilm al videogioco. Da qualche tempo a questa parte, la software house ha deciso di mettersi al lavoro su un gioco che portasse un contributo della cultura folkloristica gallese. Parliamo per l'appunto di Maid of Sker.

Un nome che non è assolutamente casuale, praticamente identico lo ritroviamo in un racconto di fine '800 ad opera di R. D. Blackmore. Scrittore forse non troppo conosciuto in Italia, ma molto più famoso in Inghilterra.

Se questo racconto ci parlerà della misteriosa storia di una ragazzina trovata su una spiaggia da un pescatore, il Maid of Sker di Wales Interactive proverà a raccontarci un'altra storia altrettanto intrisa di mistero e orrore. O almeno questa è l'intenzione, ma ne riparleremo.

Un po' di storia

Maid of Sker è ambientato nello stesso periodo e ci racconta il viaggio di Thomas, un compositore musicale diretto verso lo Sker Hotel. Qui è dove si trova la sua amata, la quale gli ha inviato un accorato invito a venire da lei, non prima di aver composto un brano musicale.

Le ragioni di questa richiesta non ci vengono date e fin da subito la storia offre un lato misterioso ed intrigante, che porta il giocatore ad essere effettivamente curioso rispetto a quanto mostrato, man mano, a schermo.

Una volta giunti a destinazione, ci troviamo di fronte all'imponente edifico e qui capiamo fin da subito che qualcosa è andato storto, o comunque, che c'è effettivamente un problema. L'hotel sembra abbandonato ed in rovina, oltre che, all'apparenza disabitato.

Attraverso un primordiale telefono la nostra amata Elisabeth ci contatterà chiedendoci di aiutarla a recuperare quattro cilindri musicali sparsi per l'hotel, ma ci avverte che gli ospiti dello stesso ed i suoi parenti sono diventati “diversi”.

Ed, infatti, la situazione prende subito una brutta piega con l'hotel che si scopre decisamente abitato da queste persone con il volto completamente coperto e che sembrano muoversi seguendo o essendo attirati da suoni o rumori.

L'unica nostra arma, per ora? La nostra capacità di essere silenziosi. Qui iniziamo a capire qual'è effettivamente la struttura del gameplay di Maid of Sker, che si struttura in due generi principali: lo stealth ed il survival horror.

Entrambi fin da subito appaiono estremamente amalgamati, con una struttura di gioco che fa un grande occhiolino a Resident Evil 7, o comunque alle principali caratteristiche del franchise di Capcom.

A partire dal modo con la quale viene utilizzata la prima persona, fino alla gestione dell'esplorazione. Avremo, di fatto, un unico grande hotel da esplorare, diviso per piani e di cui potremo trovare le mappe di ognuno.

Resident Evil style

Ogni stanza rimarrà “oscurata” fino a quando non la esploreremo, rivelandoci anche eventuali elementi od oggetti interessanti. A ciò si aggiunge la presenza di chiavi che in base al simbolo rappresentato su di esse, apriranno determinate porte.

Insomma, fino a qui se avete giocato una qualsiasi degli ultimi titoli survival horror di Capcom, vi sentirete decisamente a casa. L'impianto, come detto prende molta ispirazione da essi, riuscendo nell'intento non troppo semplice di non sembrare una scopiazzatura venuta male.

Anzi, il gioco risulta avere una progressione abbastanza lineare e divertente, che garantisce il giusto compromesso di attenzione e voglia di proseguire nella storia, che questi titoli minori tendenzialmente non riescono ad avere.

Ovviamente ci troviamo di fronte ad una componente survival estremamente smussata e limitata. Di fatto, a parte alcuni tonici necessari a ripristinare la vita, l'unico altro oggetto veramente importante che troveremo per la mappa è una ricarica per una sfera sonica.

Questa è un'arma che se attivata emanerà una melodia in grado di stordire temporaneamente tutti i nemici. E si tratterà anche della nostra unica arma offensiva. Per il resto doveremo affidarci allo stealth più completo.

Di conseguenza muoversi a chinino e non correre rimarranno degli elementi cruciali, per il proseguo del gioco. Come detto, infatti, i nemici verranno attirati da ogni suono che produrremo, allertandoli e facendoci localizzare.

Questa eventualità non si tramuterà immediatamente in un game over, in quanto la nostra barra della vita sarà in grado di resistere a diversi colpi dei nemici, prima di cadere definitivamente a terra.

A questo punto, è bene accennare all'intelligenza artificiale dei nemici. Per il semplice fatto, che viene notevolmente evidenziata dagli stessi sviluppatori nella promozione del gioco. E a guardarci bene qualcosa di interessante c'è, ma è decisamente poca roba.

Nemici "sonori"

In pratica il tutto si basa su un sistema che da una parte offre una grande capacità del gioco di rendere la spazialità sonora degli ambienti, dall'altro una IA pensata per “seguire il suono”. Con qualsiasi tipo di cuffie riuscirete a capire da dove proverranno i passi dei nemici o i suoni prodotti dall'ambiente.

Purtroppo, però, non si tratta di un elemento affidabile al 100%, per il semplice fatto che i muri vi inganneranno. O meglio, provocheranno parecchia confusione. Avere un nemico dietro ad un muro, in un'altra stanza o di fianco al nostro personaggio non farà esattamente una grande differenza.

Il suono sembra semplicemente diminuire, in base a dove saremo rivolti e alla distanza da esso. Eventuali muri produrranno un effetto abbastanza strano che in più di un occasione ci ha ingannati, facendoci credere che il nemico fosse molto più vicino di quello che sembrava.

Lato nemici, invece, abbiamo una IA gestita in maniera abbastanza semplice e che non rappresenta una sfida eccessivamente elevata. Alla difficoltà di gioco “normale” potrà tranquillamente capitare di vedersi passare di fianco un nemico, senza che si accorga di noi a patto di trattenere il fiato.

Questa è un'altra possibilità offerta dal gioco. Alcune zone, infatti, presenteranno un'aria “sporca” piena di polvere o fumo che provocherà tosse al nostro protagonista e di conseguenza rivelerà la nostra posizione. Solo trattenendo il fiato potremo evitare ciò.

A ciò si aggiungono anche delle trappole sparse in giro per la mappa, che se attivate rilasceranno una nube di pollini, anch'essi in grado di provocare tosse nel nostro Thomas. Aggiunte interessanti, che incrementano leggermente il livello di difficoltà, ma senza esacerbarlo troppo.

Ovviamente l'esperienza sonora non si esaurisce solo in queste aggiunte, ma è anche ricca della sonorità e delle musiche tipiche gallesi. La nostra protagonista canterà a più riprese e come si può capire dalla trama, la musica sarà fondamentale per portare a compimento la nostra missione.

Narrativamente parlando, non ci troviamo di fronte ad una storia troppo sviluppata e anche qui se vogliamo fare i pignoli troviamo una grande strizzata d'occhio a Resident Evil 7, con la richiesta d'aiuto dell'amata e la casa infestata da esplorare.

Lovecraft? Perché no

La narrazione viene portata avanti grazie ai telefoni sopra descritti ed alcuni grammofoni che salveranno il nostro progresso di gioco, ma allo stesso tempo ci aiuteranno a capire meglio cosa è successo, facendoci ascoltare spezzoni di conversazioni tra i proprietari dell'hotel

Troviamo anche almeno un paio di citazioni alla narrativa di Lovecraft, ma sono per lo più degli omaggi che faranno sorridere i fan dello scrittore di Providence. In generale, si può notare che la storia sia alla fine dei conti leggera, facile da seguire e con un finale abbastanza chiaro e che non lascia quasi nulla in sospeso.

Maid of Sker è purtroppo un titolo estremamente breve, in quanto lo potrete completare tranquillamente in meno di 4 ore, ma le statistiche di fine gioco ed i collezionabili presenti lungo tutto la mappa potrebbero spingere una fetta di utenza a rigiocarlo.

Sempre in quest'ottica esiste anche la possibilità di avere dei finali multipli, anche se sono esperibili semplicemente completando tutti gli obiettivi che ci verranno dati lungo il corso del gioco e facendo una scelta finale.

Ultima nota è quella tecnica. Graficamente Maid of Sker se la cava egregiamente anche su PC di vecchia data, certo rinunciando ad un maggiore dettaglio. Il frame rate è abbastanza stabile nonostante il massiccio utilizzo in alcuni punti di effetti particellari.

A ciò si aggiunge una grafica ricca di dettagli ed un design degli ambienti estremamente curato e caratteristico, nonostante la dimensione totale della mappa. Ogni piano dell'hotel ha per così dire il suo mordente e molto spesso, questo si trasmette anche a specifiche stanze.

Per concludere, si può capire che Maid of Sker è un titolo abbastanza interessante nel mercato indie. Non ci troviamo di fronte ad un titolo rivoluzionario, ma semplicemente con un gioco che sa sfruttare delle meccaniche quasi classiche del genere, con qualche ottimo guizzo a livello di gameplay, ma soprattutto che non annoia e alla fine diverte.

Purtroppo ne intaccano la qualità una durata esageratamente limitata, oltre che una difficoltà anch'essa decisamente bassa. Proprio per questo, forse, anche il prezzo di lancio non è dei più azzeccati e risulta alla fine dei conti fin troppo alto, pur contenendo al suo interno le fantastiche colonne sonore del gioco.

Giocato su PC