Al netto di tutti i leak che ha subito non solo l’evento di Ubisoft Foward ma anche l’annuncio di Far Cry 6 stesso, le immagini mostrare del gioco sono riuscire ad essere talmente tanto impattanti da aver azzerato quasi completamente il mancato “effetto wow” che avrebbe dovuto avere l’annuncio del titolo: se si pensava che conoscere già ampiamente (dove ampiamente è un termine volutamente esagerato) le vicende narrate, il volto del nuovo villain e il contesto socio-culturale della nuova ambientazione avrebbe generato certe perdite nell’evento… beh, ci si sbagliava di grosso.

Vedete, i due trailer che Ubisoft ha confezionato sono talmente tanto belli, espressivi, impattanti e forti che riescono a fare un lavoro doppio: azzerare completamente il lavoro malevolo dei leak e generare un’ondata di sentimenti estremamente potenti nello spettatore. Questo si traduce quindi in un lavoro estremamente gigante nella comunicazione in grado di confezionare qualcosa che, oggi, non ci saremmo aspettati di poter commentare in questo modo e con questi termini. Possiamo quasi dire che proprio grazie a quei leak, Far Cry 6 appare ancora più potente e gigante di quanto non possa essere, insomma quanti prodotti possono vantare una similile gestione comunicativa?

Cos’è che rende questi due filmati del nuovo capitolo di Far Cry così importanti ed imponenti? Possiamo rispondere con un banale “tutto” ma, siccome non possiamo chiudere un pezzo così presto, proveremo a fare un’analisi un po’ più dettagliata del trailer principale, relegando il teaser con i nomi di tutti gli attori presenti all’interno del fattore “artistico” che sembra permeare la produzione di questi filmati: si tratta di un video molto ben fatto e ben confezionato che scimmiotta molto la sigla di apertura di una qualsiasi serie tv, un espediente notevole con un risultato altrettanto notevole.

Il secondo filmato, quello in cui possiamo vedere più da vicino sia Anton che Diego Castillo, rispettivamente padre e figlio, invece è di gran lunga molto più interessante e pieno di sfaccettature: con poche e semplici inquadrature e un paio di dialoghi, infatti, Ubisoft è riuscita a disegnare un Paese in crisi, un popolo stanco delle oppressioni del suo governo, un dittatore (Anton) che ha a cuore solamente la sua persona e suo figlio (Diego) che ha quasi paura dell’ondata di odio e violenza che suo padre sta generando ma che suo malgrado deve seguire ed esercitare.

Scelte espressive particolari

C’è una particolare scena nel trailer, una di quelle che restano subito impresse, in cui vediamo Diego costruire un modellino di un’auto e Anton che entra nella stanza esordendo con “Bella. Bella ma inutile” consegnando nella mani del figlio una granata a cui toglie immediatamente la sicura generando una paura tremenda nello sguardo del figlio. Questo gesto ci verrà spiegato qualche secondo più tardi con tutte le immagini delle rivolte per strada e del dialogo fra padre e figlio, un monologo più che altro, volto a giustificare quella violenza e quello che arriverà da li a breve.

Anton è El Presidente e in quanto tale deve essere odiato per essere rispettato, una lezione che cerca di insegnare anche al “piccolo” Diego che sta per essere iniziato alla violenza gratuita, all’odio insensato e all’omicidio a sangue freddo. Bastano pochi sguardi, poche parole e poche immagini, ben montate, per descrivere pienamente lo spaccato di un regime totalitario di cui il popolo è estremamente stanco. Pochi frame per sentirsi oppressi quanto loro di fronte ad un’interpretazione sublime di Giancarlo Esposito, una scelta di casting non del tutto campata per aria.

È noto che dopo Vaas i villain dei successivi capitoli di Far Cry non sono riusciti a brillare della stessa luce apparendo quindi come semplici macchiette o tentativi di copia falliti dell’estro e della follia di quel personaggio tanto amato: Esposito nei panni di Anton Castillo vuole chiaramente provare ad avere lo stesso impatto narrativo, provando a resettare momentaneamente l’idea di “cattivo” che i giocatori hanno per la serie di Far Cry. E crediamo fortemente che la scelta sia infinitamente corretta visti i ruoli più iconici ed importanti che l’attore ha avuto negli ultimi anni, da Breacking Bad a The Mandalorian.

Difficile sbilanciarsi su idee di gameplay o particolari elucubrazioni sulle vicende narrate, c’è troppa poca carne al fuoco e senza alcun dubbio Ubisoft saprà stupirci su entrambi i fronti: insomma, l’attenzione per il progetto c’è tutta così come ci sono tutte le carte in regola per un titolo capace di segnare la storia della serie e, perché no, offrirle qualcosa di più rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere negli anni. Potremmo essere di fronte ad un Far Cry rivoluzionario come ha provato ad esserlo Primal (con pessimi risultati) che possa provare quanto la serie ha ancora da dire e da mostrare.

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Certo è che dopo una presentazione di questo livello con trailer di questo impatto ci si aspetta un titolo notevole, capace di convincere chiunque sotto ogni singolo aspetto. Insomma viene naturale aspettarsi un piccolo capolavoro nel genere: non resta che aspettare la prossima presentazione (che Ubisoft ha già confermato esserci) e, perché no, la prossima ondata di leak che possa dirci qualcosa di più si Far Cry 6 e la sua formidabile ambientazione.