Se Naughty Dog ci ha ormai abituato ad una certa familiarità con le tecniche cinematografiche, dalla regia delle sequenze d’azione ai dialoghi tra personaggi, e dal grande schermo eredita anche la profondità di composizione in fase di sceneggiatura, in The Last of Us Parte II ci sono tanti videogiochi da scoprire, ad un occhio allenato.

Cosa significa? Ogni produzione di qualsiasi medium si influenza l’uno con l’altro, è normale. Tra produzioni la cui qualità setta dei nuovi standard che gli altri devono inseguire, o chi magari ha l’intuizione geniale di trama, messa in scena o questo caso gameplay, i film, i videogiochi, i fumetti e la musica si influenzano per forza di cose.

The Last of Us Parte II è opera di uno studio di sviluppo che, per altro, di standard ne ha settati molti nel corso della sua carriera, e all’interno dell’ultima esclusiva per PlayStation 4 abbiamo visto molte idee, suggestioni e somiglianze (magari a volte anche tirate, lo ammettiamo) con tante produzioni videoludiche coetanee e del passato.

Ovviamente: una marea di spoiler in arrivo. Siete avvisati.

console

The Last of Us/Uncharted

Ovviamente, direte voi. Ma non del tutto scontato, perché The Last of Us Parte II non solo è ovviamente ispirato dal suo predecessore, ma in questo secondo capitolo ci sono più influenze da Uncharted.

Ci riferiamo alle scene d’azione che, coadiuvate da un gameplay più ricco e pieno d’opzioni che in passato, rendono gli scontri di Ellie molto più coreografici e spettacolari da vedere. Ma anche le arene, così come il comportamento dei nemici, ed in generale tutta l’azione che viene messa a schermo. Un po’ per il notevole lavoro a livello grafico, un po’ per scelte stilistiche, in The Last of Us Parte II c’è molto più Uncharted di quanto non ce ne fosse nel primo capitolo.

Ma soprattutto, nel momento in cui Lev accompagna Abby, il gioco vuole chiaramente restituire delle vibrazioni da The Last of Us originale. Abby forte ed armata pesantemente (con tanto di lanciafiamme) come Joel, mentre Lev la aiuta colpendo i nemici che la aggrediscono, arrampicandosi dove la ragazza non riesce ad esempio, proprio come faceva la giovane Ellie.

metal gear solid 2

Metal Gear Solid 2

Pensando a come la presenza di Abby come personaggio giocabile viene nascosta, e come per assurdo questo personaggio diventi immediatamente centrale non appena entra in scena, non possiamo non pensare a Raiden in Metal Gear Solid 2.

Nascosto da Kojima fino al day one, con recensioni che non ne menzionarono minimamente la presenza, che diventa l’unico protagonista del gioco. Proprio come Abby che, al netto dei maledettissimi spoiler, diventa protagonista completamente a sorpresa e, in un certo senso, The Last of Us Parte II si potrebbe dire che parla proprio di lei, della sua sfortunata vicenda e del rapporto con un personaggio protagonista, Joel. Proprio come Raiden e Snake.

The Legend of Zelda: Twilight Princess

Rimanendo su Abby, The Last of Us Parte II ci fa ricordare Twilight Princess perché sotto alcuni punti di vista, e per alcune tematiche, l’ultima fatica di Naughty Dog parla principalmente di lei.

Proprio come Twilight Princess non è affatto la storia di Link o Zelda, ma della sciagurata Midna, volendo fare un po’ di filosofia si potrebbe dire che TLOU 2 non è la storia di Ellie o Joel, ma di Abby. È una persona che all’inizio viviamo come antagonista, poi protagonista, possiamo provare empatia per lei, capire perché fa quello che fa e le sue motivazioni. Non è un personaggio positivo, ma proprio perché è così centrale (Ellie è lei che vuole uccidere dal primo all’ultimo minuto) ci ricorda molto la Principessa del Crepuscolo, maledetta ed ossessionata.

resident evil 2

Resident Evil 2 e 3

Un richiamo videoludico molto forte è quello con il franchise di Resident Evil, per via dell’ovvia somiglianza tra l’infezione del cordyceps e del T-Virus. Ma The Last of Us Parte II non ci ha ricordato il franchise di Capcom solo ed esclusivamente per le mostruosità che Ellie affronta nella sua storia, ma per due aspetti particolari presenti nel secondo capitolo.

Il primo è la battaglia con il cordyceps alfa, il Re dei Ratti, che si affronta nei livelli inferiori dell’ospedale. Uno scontro che ci ha fatto tornare alla mente per un attimo la cattiveria del Nemesis nel recente Resident Evil 3 Remake, nonché fatto immaginare come potevano essere costruiti gli scontri con l’arma biologica se solo fossero stati ansiogeni ed adrenalinici la metà di quanto lo sono nei panni di Abby.

Il secondo è un richiamo agli Scenari A e B di Resident Evil 2. Quando giochiamo Abby, infatti, ripercorriamo quasi la stessa identica storia di Ellie ma da un altro punto di vista, e le azioni che compiamo con una delle due protagoniste influenza e viene influenzata dall’altra.

Tomb Raider (2013)

Il paragone con la nuova Lara Croft, quella re-immaginata da Crystal Dynamics dall’episodio del 2013 in poi, è relativo ad Ellie ed alla tenacia che le due eroine riversano nella loro storia, nonché la propensione di entrambe ad essere al centro di maltrattamenti di ogni tipo.

Certo nel caso di Ellie c’è una cattiveria inaudita che la spinge, e molte delle cose che le accadono (forse tutte) possiamo dire che se le cerca ampiamente. È interessante però come entrambe siano vittime degli eventi, subiscano violenze fisiche di ogni tipo e si rialzino, ogni volta. Un paragone del tutto estetico chiaramente, anche perché tendenzialmente ciò che succede ad Ellie è visivamente molto più crudele e forte delle ripercussioni sulla nuova Lara Croft. In entrambi i casi, però, ci ritroviamo di fronte a due ragazze fisicamente nella media al centro di angherie fisiche di ogni tipo, il che rende molto interessante la fisicità di Abby a questo proposito.

Assassin’s Creed

Una delle feature di The Last of Us Parte II è la possibilità di nascondersi nella vegetazione, anche a più livelli, per sfuggire ai nemici. Una caratteristica che non può non farci tornare in mente tanti stealth game del passato, soprattutto Assassin’s Creed che per primo ha sfruttato proprio l’idea della vegetazione.

Nel titolo Naughty Dog, però, non c’è una soluzione binaria visibile/nascosto come negli AC, perché i nemici sono in grado di vedere il giocatore se sono a due centimetri dal loro viso. Una vera e propria evoluzione, potremmo dire, di quell’idea di stealth ambientale introdotta nella saga Ubisoft che a sua volta era un’evoluzione di quanto visto nei videogiochi stealth. Evoluzione che serve a rendere il tutto ulteriormente più credibile, così da donare ai nemici una IA in grado di fare sentire il giocatore davvero in trappola, dove un cespuglio non può garantire la salvezza totale in ogni caso.

God of War Atreus può morire

God of War (2018)

Il primo The Last of Us ha influenzato evidentemente God of War, che di quella narrazione basata tra padre-figlio, con una grande attenzione al dialogo tra i due, ha fatto uno dei suoi più grandi punti di forza. Il nuovo Kratos ha colpito i giocatori di tutto il mondo anche, e soprattutto, per una cura molto maggiore nella sua caratterizzazione che si rivede soprattutto nel rapporto con Atreus.

A sua volta, l’idea della mappa aperta di Seattle somiglia molto a quella di God of War. Ovviamente mancano le interazioni ambientali così come l’idea dei potenziamenti e degli equipaggiamenti da ottenere per avanzare, in stile simil-metroidvania diciamo, ma per un attimo l’esplorazione di Seattle non ha potuto non ricordarci quella di Kratos ed Atreus. Con tanto di interazioni e dialoghi dinamici tra Ellie e Dina, che ricordano proprio i racconti che il Dio della Guerra condivide con suo figlio.

Zelda

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Come anche il nostro Paolo Sirio ha accennato ad un paragone con il capolavoro di Nintendo nella sua recensione, in The Last of Us Parte II abbiamo sentito sul finale una sensazione molto simile a quando abbiamo portato a termine l’ultima epopea di The Legend of Zelda su Nintendo Switch.

Come la Hyrule liberata dalla Calamità Ganon è in realtà sempre lo stesso regno distrutto e ferito, dove la morte è sovrana e non se ne andrà mai del tutto nonostante la fanfara finale, alla fine della storia di Ellie non si sente nessun tipo di soddisfazione reale. Se Breath of the Wild usa l’idea di una devastazione da cui non si può tornare indietro, The Last of Us Parte II si concentra sull’idea dell’inutilità della vendetta, di come sia un fuoco che si autoalimenta ed alla fine non porta a nulla. Alla fine del gioco Ellie perde ogni cosa per colpa delle sue azioni, mentre Link e Zelda “vincono”, ma si ritrovano comunque a dover scendere a patti con la realtà.