C’è stato un periodo, tanto tempo fa, in cui andavano alla grande un bel po’ di tie-in tratti da serie animate molto apprezzate, come Bugs Bunny Lost in Time e compagnia: videogiochi dall’altissimo potenziale, alcuni anche parecchio belli, altri completamente dimenticabili. Fra questi c’è anche una particolarissima avventura con protagonista SpongeBob Squarepants, pubblicata per PlayStation 2, GameCube, Xbox e Game Boy Advance (una conversione piuttosto stramba per altro) che aveva la particolarità, oltre l’essere un gioco del tutto godibile, di avere un doppiaggio (in lingua inglese) ottimo con le voci originali della serie.

Il titolo non eccelleva troppo per livello tecnico, ovviamente, e la pigrizia nella costruzione di certe ambientazioni e modelli era piuttosto lampante, ma non era questo a funzionare nel gioco, ricordato ancora oggi come la migliore produzione con protagonista la famosissima spugna gialla. A funzionare era proprio… SpongeBob, con il suo umorismo da quattro soldi che, volente o nolente, una risata riusciva a strappartela sempre. Questo e un gameplay comunque piuttosto solido che si lasciava giocare al netto di qualche sbavatura su cui, generalmente, si soprassedeva in titoli di questo tipo e con certi scopi.

Oggi, SpongeBob Squarepants: Battle for Bikini Bottoms riceve una remaster, che porta il nome di “Rehydrated”, e si pone come uno di quei prodotti di quegli anni “vittima” dell’operazione nostalgia che sta colpendo un bel po’ di produzioni del tempo, specie fra i platform in tre dimensioni. Questa nuova versione presenta due importantissime novità rispetto all’epoca: un doppiaggio completamente in italiano (con le voci ufficiali della serie) e una modalità multigiocatore inedita che, spera, di offrire maggiore longevità al prodotto e un maggiore divertimento (e in parte è vero).

Quello che questa versione di gioco non riesce a fare è rendere un titolo mediocre come questo adatto al 2020: se diciassette anni fa Battle for Bikini Bottoms era un videogioco vagamente accettabile, la riproposizione di quella formula, oggi, non funziona, chiaramente, più rendendo quello che è un lavoro estremamente pregevole… inutile. Il grande pregio di questa versione di gioco è lo stesso che aveva vent’anni fa: SpongeBob è un personaggio che funziona, sia per i grandi che, soprattutto, per i piccini. Il suo caratteristico umorismo non può non strappare una risata per questa o quella battuta e le sue movenze sono eccezionali.

Ma perché funziona?

Non è del tutto raro che prodotti del genere, al netto della loro qualità, riescano a funzionare proprio per la verve dei loro protagonisti: lo stesso Bugs Bunny Lost in Time è un gioco estremamente mediocre che funziona solo ed esclusivamente perché c’è di mezzo il più famoso dei Lonney Toons: se dovesse uscire una versione rimasterizzata del gioco affronterebbe gli stessi problemi di SpongeBob, che si ami follemente il gioco per PlayStation o meno.

Nonostante questo però non possiamo non rimanere estremamente colpiti e affascinati dal pregevolissimo lavoro svolto dagli sviluppatori che sono riusciti a mantenere intatta la natura del gioco riuscendo, al contempo, a garantirgli un’estetica piacevolissima da vedere. Estetica che, purtroppo, va a scontrarsi con ambienti troppo grandi e spogli e con una pochezza di dettagli unica, un difetto che non possiamo imputare però a questo particolare sviluppo: ne soffriva anche il gioco originale e ci si è limitati, semplicemente, a rendere più bello e gradevole il tutto.

Inutile stare a dilungarsi eccessivamente su questo o quell’aspetto del gioco: parliamo di un gioco vecchio, figlio dei suoi tempi, che presenta un design di vent’anni fa, partendo dalla struttura dei livelli, finendo a tutte le queste secondarie che ci serviranno per raccogliere abbastanza spatole utili per sbloccare i livelli successivi. Insomma la tipica struttura di un platform in tre dimensioni degli anni ‘90, senza nessun reale guizzo di novità o estro artistico che non sia legato, come già detto, alla caratterizzazione dei personaggi.

Non funziona nemmeno troppo bene la modalità in multigiocatore, che presenta un numero importante di livelli inediti in cui affrontare ondate e ondate di robot fino ai classici boss di fine livello: interessante avere a che fare con personaggi differenti, ognuno con le sue abilità (non giocabili nel gioco normale), ma piuttosto blanda la realizzazione che potremmo definire interessante solo nell’ottica di un giocatore molto giovane che si approccia al titolo.

...

Difficile bocciare però SpongeBob Squarepants: Battle for Bikini Bottoms, in fin dei conti è un giochino molto semplice che si lascia giocare con molta tranquillità e riesce a non annoiare troppo nonostante la sua eccessiva ripetitività. Di certo il lavoro di rimasterizzazione è eccellente e ci sentiamo di premiare di più questo aspetto rispetto al contenuto del gioco in sé che, di certo, è uscito fuori tempo massimo… anche 17 anni fa.