In maniera non del tutto inaspettata Sony ci presenta, durante l’evento di presentazione di PlayStation 5 il secondo capitolo della storia di Aloy. In modo, invece, decisamente inaspettato il nuovo gioco si chiama Horizon: Forbidden West, un titolo decisamente molto particolare che in effetti sembra non richiamare in nessun modo lo Zero Dawn, l’evento apocalittico “protagonista” della prima avventura che tutti abbiamo imparato ad amare così tanto.

Forbidden West non sottolinea solo l’essersi completamente allontanati dagli eventi del primo capitolo di gioco ma ci dice qualcosa di più, qualcosa che riguarda la vastità del mondo di gioco creato da Guerrilla che in questo momento appare ben più ampio e misterioso di quanto non lo sembrasse già in passato, ma è la parola “forbidden” che continua a farmi accendere piccole lampadine nella testa anche se si tratta di luci sconnesse che sicuramente troveranno un collegamento con i trailer futuri del gioco con i quali impareremo qualcosa di più di questi nuovi luoghi.

Quel che sappiamo, per adesso, è che c’è qualcosa nell’aria, una nuova minaccia, che sta minando alla tranquillità dell’umanità. Questa volta sembrerebbe che questo qualcosa abbia un’origine più”naturale”: continuiamo a vedere l’opera di corruzione di una misteriosa pianta rossa che sconvolge i raccolti, uccide gli animali e sembrerebbe anche far impazzire le macchine. Una minaccia a cui Aloy sta cercando una cura che la spingerà ad esplorare i luoghi più reconditi di un mondo che sembrerebbe essere caduto oramai in rovina.

Lo scenari oche ci pone davanti questo primo trailer di Horizon: Forbidden West è decisamente preoccupante e fin troppo desolato, quasi come a voler sottolineare l’avvento di un evento che ha sconvolto completamente l’ecosistema distruggendo e facendo sprofondare ogni cosa nell’oblio. Rispetto al primo capitolo sembrerebbero essere molti di più i luoghi di natura incontaminata, persino priva di macchine, che ci troveremo ad esplorare e tutti hanno in comune una cosa sola: l’essere terribilmente vuoti e spogli.

Un ambiente ostile

La vastità delle zone che Aloy esplora in questo trailer è decisamente indicativa di quanto questo secondo capitolo abbia una natura diversa rispetto al primo: non siamo qui per scoprire la storia, non siamo qui per apprendere e per conoscere. Siamo qui, ad affrontare l’ignoto per sopravvivere, ancora una volta, e per lottare contro una natura ostile che, semplicemente, non ci vuole e ci sta rigettando via. Solo nelle fasi conclusive del trailer, dopo aver appreso il nome del gioco, veniamo a conoscenza di un secondo nemico, una seconda minaccia.

Se da una lato ci ritroveremo a combattere semplicemente l’ecosistema naturale che ha semplicemente bisogno di tranquillità, dall’altra ci scontreremo con una tribù umana i cuoi intenti sono, al momento ignoti, ma che evidentemente vanno ad intrecciarsi con la pianta rossa che sta sconvolgendo il pianeta. Ne sono indicativi gli occhi rossi del mammut meccanico che utilizzano, analoghi a quelli della gigantesca tartaruga che vediamo poco prima agitarsi a contatto con la particolare pianta.

Non è ben chiaro il ruolo che ricopriranno all’interno dell’avventura anche se è probabile che la loro ostilità sia da ricercare proprio nell’aggettivo “forbidden” del titolo, “proibito”. Che Aloy si sia spinta nella sua ricerca di una cura all’interno di un territorio in qualche modo “sacro” per qualcuno? O più semplicemente, come ci insegna un certo pagliaccio, a qualcuno piace semplicemente il caos e deve sconvolgere periodicamente i piani di qualcun altro per sentirsi felici.

O, più semplicemente, stiamo “over-pensando”: gli elementi a nostra disposizione per farci un’idea del gioco non sono, ovviamente, ancora abbastanza nemmeno per provare a formulare ipotesi più interessanti, esotiche e coinvolgenti. Difficile ricamare moltissimo su quanto abbiamo visto, altrettanto difficile e non essere rimasti colpiti, positivamente, da quello che ha già l’aria di essere un grandissimo capolavoro, pieno di promesse e pieno di aspettative.

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Non vediamo l’ora di vedere la nuova declinazione della serie di Guerrilla, non vediamo l’ora di vedere qualcosa di più di questo Horizon: Forbidden West ma soprattutto non vediamo l’ora di scoprire come PlayStation 5 abbia aiutato gli sviluppatori a concretizzare, nuovamente, questo sogno. Non c’è dubbio che siamo di fronte ad un grandissimo titolo, ora datecene semplicemente di più.