C’è una cosa che contraddistingue la presentazione di PlayStation 5 più del design della console stessa, ed è Ghostwire: Tokyo. Sorpresi, vero? Ovviamente non è un’esclusiva PS5, ma è la crasi di tutto quello che rappresenta questo evento: il nuovo a tutti i costi. Un gioco di Mikami che è la versione cyberpunk di un horror con i fantasmi in prima persona: o lo ami, o lo odi. Dal maestro dell’horror videoludico ci si aspettava tutt’altro, e questo action in prima persona è una roba che fa ribrezzo oppure si adora. Io lo adoro, ma non apprezzo granché il design della nuova ammiraglia Sony.

Ma è giusto, e comprensibile, che Sony abbia scelto un design così particolare. In queste ore colleghi e influencer si stanno esprimendo ed è tutto un “cesso” o “meravigliosa”, perché un’estetica così è fatta proprio per rompere. Dalla next gen ci si aspetta questo, che sia nuova. Allora via al Dual Sense, la tecnologia audio innovativa, SSD ed una PlayStation 5 bianca con una versione full digital dal day one.

L’estetica, e la sua ricercatezza, è stato il leit-motiv di buona parte di quanto abbiamo visto in questo evento di lancio della console.

Abbiamo visto la grafica muscolare di Gran Turismo 7, quella coloratissima e piena di cose in movimento di Ratchet & Clank Rift Apart, la più adrenalinica di Marvel’s Spider-Man Miles Morales, e quella sognante ed avvolgente di Horizon: Forbidden West. Questi per citare i first party, ma tra gli altri titoli presentati ce ne sono stati altrettanti di eclettici in quanto ad estetica come Little Devil Inside, Deathloop di Arkane Studios (uno dei pochi a mostrare tanto gameplay, tra l’altro), Solar Ash, il già citato Ghostwire: Tokyo, e Kena: Bridge of Spirits che è diventato rapidamente uno dei più apprezzati qui tra i ragazzi della redazione.

Guardando ai titoli presentati insieme a PlayStation 5 rimane l’estetica il punto focale, che possa spaziare dalla prova di forza alla direzione artistica. Questo perché, va detto, di gameplay ce n’è stato poco, così come di date o finestre di lancio. Dei first party solo l’avventura di Miles Morales arriverà insieme alla console, mentre gli altri sono missing in action per ora.

Al momento, infatti, PlayStation 5 è una console che al day one offre pochi titoli in esclusiva. Una situazione che sembra replicare quella del lancio di PS4, in un momento in cui il brand Sony è più forte che mai e dove, forse, l’azienda può davvero permettersi in serenità di partire non esattamente con i fuochi d’artificio per capitalizzare ancora la base installata gigantesca della console current gen.

Sull’evento in sé, tolto l’appunto sul poco gameplay e le ancora meno date di uscita, c’è poco da dire. Tanti annunci, un ritmo serrato ben distribuito tra software di prime e terze parti, con produzioni minori selezionate con cura per colpire al cuore e agli occhi. Insieme a sorprese come Hitman III e Demon’s Souls finalmente confermato dopo i rumor, e a proposito di voci di corridoio finalmente vediamo Resident Evil 8 (confermato tutto quello che sapevamo) che è il personalissimo favorito di chi vi scrive.

Senza l’E3, Sony confeziona un evento che non avrebbe affatto sfigurato dal palco di uno dei teatri di Los Angeles. La next-gen ha compiuto un altro, grande balzo in avanti.

Attendiamo al varco Microsoft con Xbox Series X che con l’evento di luglio non se ne starà certo a guardare. Per ora Sony ha, come sempre, mostrato a tutti una dichiarazione di intenti molto chiara, l’ormai tipica sfacciataggine unita ad una prova di forza non indifferente in termini tecnici ed estetici.