Come sapete, da queste parti oltre che di videogiochi siamo molto appassionati di giochi di ruolo. Quelli cartacei, con i dadi e le matite e tutta quella roba lì. Ve l’abbiamo dimostrato raccontandovi la storia editoriale di Cyberpunk, e di come CD Projekt Red è partita dalla passione per quel gioco di ruolo per lavorare a Cyberpunk 2077. Ma anche spiegandovi come, secondo il sottoscritto, gli interactive drama come Man of Medan e Detroit: Become Human siano paradossalmente molto più dei giochi di ruolo dei veri videogiochi di ruolo. Una cosa che anche il nostro Salvatore Pilò (altro grande giocatore di ruolo della vostra redazione preferita) ha provato a fare su The Outer Worlds, per esempio.

D’altronde, il videogioco ed il gioco di ruolo hanno un background che li porta ad avere delle fondamenta molto simili. Pensate alla matematica di un Final Fantasy (peraltro nato dall’amore per Dungeons & Dragons di Sakaguchi) della vecchia generazione, o meglio ancora di un Dragon Quest, tutta fatta di bonus all’attacco, punteggi di armatura, punti ferita e tanto altro.

E Ryuutama, edito da Isola Illyon Edizioni per il nostro paese, rappresenta esattamente il tipo di unione tra i due mondi di cui parliamo.

ryuutama final fantasy speciale

Il gioco di ruolo alla giapponese

Ryuutama è un gioco di ruolo giapponese del 2007, approdato nel 2015 su Kickstarter con un’edizione inglese. Si definisce un table-talk role playing game (TTRPG), ovvero un gioco di ruolo incentrato sulla narrazione e sull’interazione dei personaggi. Quella dei TTRPG è una filosofia squisitamente nipponica per quanto riguarda il gioco di ruolo tabletop, fatta di esperienze più legate appunto alla narrazione condivisa che al completamento della quest o il potenziamento del personaggio. Qualcosa che possiamo rivedere anche nei JRPG, dove i dialoghi tra personaggi, l’evoluzione degli stessi e dei loro rapporti, sono una parte molto importante dell’economia di gioco, a tal punto da rischiare di essere prolissi in alcuni casi.

L’idea di Ryuutama è quella di un "gdr natural fantasy", un mondo creato da quattro draghi, ognuno rappresentante una delle stagioni. L’avventura tipica vede i giocatori come degli esseri umani che intraprendono un viaggio attraverso terre sconosciute, perché nel mondo di Ryuutama c’è un’usanza: tutti gli uomini e le donne almeno una volta nella vita lasciano la loro città e partono per un lungo viaggio.

Vi ricorda qualcosa? Esatto, è l’incipit di buona parte dei JRPG. Ryuutama pesca a piene mani da quell’immaginario, in primis dall’estetica del manuale i cui disegni ricordano fortemente l’art design di un Final Fantasy di qualche generazione fa, con alcune occhiate anche al lavoro dello Studio Ghibli.

ryuutama gdr final fantasy

Il viaggio dell'eroe

Gli stessi Viaggiatori (i personaggi creati dai giocatori) possono essere creati a partire da alcune professioni, più che delle classi vere e proprie. Tra Artigiano, Cacciatore, Contadino, Guaritore, Menestrello, Mercante e Nobile, ognuno di essi ha peculiarità e capacità uniche che possono tornare utili in vari momenti del viaggio. Il tema principale di ogni avventura è infatti il viaggio, e tutto ciò che succede nel frattempo e come questo evento cambia i personaggi alla fine.

Il tutto supervisionati dal narratore che, in questo caso come raramente succede nei giochi di ruolo, ha anche un suo personaggio presente nella fiction del gioco: il Ryuujin. Questi è un uomo drago, che si può scegliere tra quattro diverse tipologie ognuno relativo ad alcune tematiche e toni particolari, che ha il compito di seguire i Viaggiatori, prendere nota delle loro imprese e dare letteralmente in pasto le avventure ai draghi delle stagioni, che solo così possono sopravvivere.

Se tutto questo non urla “JRPG” a squarciagola ci pensano anche i combattimenti strutturati in una griglia proprio come uno scontro a turni dei JRPG d’epoca, così come la necessità di stare attenti alle condizioni dei personaggi, oppure le capacità di trasporto e l’usura degli oggetti. Ci sono anche delle chicche, rese possibili da una lungimirante localizzazione in italiano, come alcuni degli incantesimi che sembrano presi di peso da un Dragon Quest come Draconica, a Me! (una sorta di Scan in formato enciclopedia), Cura Più Più, Coro delle Cicale Cri Cri o Ricordo Dolceamaro.

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Ryuutama è anche un gioco il cui mondo viene creato collettivamente da tutti i giocatori, narratore compreso. Questo significa che a parte le pochissime basi del mondo di gioco, il gruppo ha piena libertà di inventare città, struttura del regno, villaggi, personaggi secondari, e così via. Questo significa che potreste anche davvero ispirarvi fortemente ad un Final Fantasy o Dragon Quest, se non addirittura ambientare le vostre avventure all’interno di uno di quei mondi per completare il giro ed arrivare a rinsaldare fortemente il rapporto videogiochi-giochi di ruolo di cui parlavamo.

Il regolamento poi è molto snello e facilmente alla portata di chiunque, con tantissime azioni che si risolvono facilmente con pochissimi tiri di dado perché in fondo, come dicevamo, Ryuutama punta fortemente sulla narrazione. Dategli un’occhiata se siete neofiti dei giochi di ruolo e siete fan delle suggestioni dei JRPG, o se cercate qualcosa di fresco e sperimentare le vostre abilità di narratori interpretando il Ryuujin come un discreto (ma molto discreto) deus ex machina nelle vite dei vostri Viaggiatori.