Con il nuovo story trailer di The Last of Us Parte II pubblicato da Sony, Naughty Dog sancisce la fine delle informazioni importanti che ci consegnerà in mano prima dell’arrivo del titolo sugli scaffali e con esso vuole mettere un po’ qualche puntino sulle i di tutte quelle domande che ci siamo posti nel corso degli anni, dal primo annuncio fino ad oggi.

Il trailer, complice un montaggio sublime, vuole comunicarci qualcosa di più sulla storia di Ellie che ora, più forte che mai, appare essere l’unico vero perno attorno al quale ruoterà l’intero arco narrativo della vicenda. Non siamo qui, però, per speculare su quanto Naughty Dog ci ha mostrato con questo nuovo filmato e non tanto perché non ci sia molto da dire, quanto perché non abbiamo niente da dire in merito.

E non abbiamo niente da dire in primis per via dei recentissimi avvenimenti che hanno riguardato il gioco che rendono, purtroppo, superflue determinate analisi e infine perché, di fatto, nonostante la carne al fuoco sia proprio tanta, abbiamo in mano così tante informazioni da essere in grado, autonomamente, di delineare a grandi linee la vicenda che andremo a vivere all’interno di The Last of Us Parte II.

Parliamo però di un elemento narrativo particolare di questo trailer, un elemento che ci ha accompagnato fin dalla prima apparizione del gioco e che è stato utilizzato da Naughty Dog per raccontare non tanto quello che succede “fuori” dai personaggi quando quello che accade al loro interno: parliamo dello sguardo, della sua importanza e di come gli occhi degli attori principali siano così potenti da riuscire, da soli, a raccontare il gioco.

Uno scambio di sguardi silenzioso...

In questo story trailer la cosa che più colpisce e affascina non è tanto quello che accade attorno ad Ellie, non è tanto il gameplay che si mescola con le cinematic e di certo non lo sono gli spunti narrativi dei dialoghi che fanno parte di scene che abbiamo già avuto modo di conoscere in passato, soprattutto con il trailer che ci comunicava la vecchia data d’uscita del gioco. Quello che colpisce maggiormente è quella scena, più o meno ad un minuto e mezzo di filmato, in cui Ellie e Joel si guardano.

In quella scena c’è riflesso tutto The Last of Us parte II e ci sono riflessi tutti i filmati che gli sviluppatori ci hanno consegnato nel corso di questi lunghi anni. Cosa vediamo? Vediamo Joel alzare la testa e guardare Ellie con uno sguardo pesante, duro. Uno sguardo da genitore quasi deluso e affranto per suo figlio ma allo stesso tempo preoccupato e severo. La camera passa ad Ellie, che scuote leggermente la testa e ha gli occhi rossi, gonfi di lacrime, che comunicano una cosa sola: “mi dispiace”.

E in effetti in mezzo a questo scambio di sguardi vediamo degli intermezzi in cui Ellie uccide in modo freddo e brutale i suoi nemici per compiere la sua vendetta personale e ad ogni frame di uccisione corrisponde un aggravarsi di quello sguardo che implora perdono. Joel assume il ruolo del genitore severo (lui, così come il fratello, sono estremamente contrari alla crociata personale della “bambina”) ed Ellie quella della bambina impaurita che è appena stata scoperta con le mani nella marmellata.

Basito lui, basita lei e me la chiudi così. No, Naughty Dog non ha una macro su F4 per chiudere la sequenza, anzi, appesantisce ancora di più l’atmosfera con qualche linea di dialogo. “C’è un prezzo” e tanto basta per rendere quella sequenza una delle scene più importanti dell’intero filmato, quella che riassume, in pochissimi frame, tutto quello che è successo e che succederà nel gioco.

... che vale più di mille parole

Siamo al culmine di un lavoro iniziato quattro anni fa durante il PlayStation Experience in cui lo sguardo, sempre quello di Ellie, era il centro nevralgico della comunicazione attorno al quale è stata costruita la stanza, la musica e i dialoghi. La rabbia di quella ragazzetta che giocava a fare il killer era contenuta tutta nelle sue pupille, fredde e disilluse che lasciavano trasparire un’infanzia oramai andata. Lasciavano trasparire dell’altro, ovviamente, ma lo avremmo scoperto solo qualche anno più tardi, durante l’E3 del 2018 quando Naughty Dog ci mostra un momento precedente al primo filmato: facciamo la conoscenza di Dina e delle motivazioni dietro quella rabbia.

Ma in quel trailer, oggi, ci vediamo qualcosa di più: quel frame finale in cui Ellie sorride, timida ed impacciata dopo quel bacio e quello sguardo, che fino a poco prima era quello di un’adolescente in lite con il padre diventa quello di una ragazzotta innamorata, felice e… spensierata. Ancora una volta gli occhi di Ellie messi al centro della scena comunicano più di quanto abbia fatto tutto il resto del filmato con una potenza narrativa strabiliante.

La stessa potenza la ritroviamo nell’ultimo story trailer, una potenza che si trasforma in rabbia. Una rabbia tinta di rosso che fa da preambolo a quello scambio, rapido, con il “padre”. Ellie non voleva tutto questo, Ellie ricorda che Joel l’aveva messa in guardia, ricorda che lui non voleva che partisse e sa di averlo deluso, profondamente, con le sue scelte. Un frame che racconta la storia che viviamo noi stessi con i nostri genitori nel momento in cui ci accorgiamo, improvvisamente, quanto avevano ragione e quanto male ci siamo comportati.

...

Siamo certi che quel “prezzo” Ellie lo abbia pagato così come siamo certi che quella vendetta che sta cercando, quella rabbia che l’ha portata a perdere gli affetti dei suoi amici e la stima di suo padre sia stato talmente alto da sopraffare completamente quella ragazzina che guarda ammaliata Joel suonare la chitarra. Lo sappiamo perché è tutto scritto in quegli occhioni gonfi di lacrime, in quello sguardo che implora perdono e che fa da preambolo a...