Il mondo delle avventure grafiche punta e clicca è una continua altalena di emozioni e di evoluzioni dovuta principalmente alla “nuova” declinazione del genere, che prevede l’utilizzo di determinati standard per i titoli di nuova generazione, e alla declinazione “standard” del genere, portata avanti da un piccolo, per quanto nutrito, gruppo di sviluppatori appassionati all’interno della scena indipendente.

Difficile trovare qualcosa fuori posto in questo genere di piccole produzioni che cercano, generalmente, di strizzare l’occhio ad un generazione che oramai vive solo di ricordi nostalgici provando comunque ad innovarsi per questa o quella piccola chicca di gameplay nascosta durante l’arco dell’avventura. Di tutt’altro stampo è, per fortuna, The Procession to Calvary, un titolo che rimanda all’omonimo dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, una scelta non proprio casuale così come vedremo da qui a poco.

La prima cosa che impatta sullo sguardo dei videogiocatori è, senza alcuna ombra di dubbio, l’aspetto estetico della produzione che non possiamo fare altro che definire perfetto, insuperato e, a dirla tutta, insuperabile. The Procession to Calvary si svolge, infatti, all’interno di scenari frutto della riproduzione di dipinti (tutti reali) rinascimentali, quasi tutti legati a noti (e non) artisti italiani: avremo a che fare con scenari ambientati all’interno di un unico quadro oppure a scenari che sono il frutto della sovrapposizione di uno o più dipinti per la creazione di un paesaggio completo.

Il risultato è di un livello così alto che nessuna parola spesa in merito può rendere giustizia all’estetica del gioco che altro non è che un grandissimo mix di quadri e arte che non può essere ridotto a nessun aggettivo particolare. Non staremo nemmeno a sottolineare che lo stile potrebbe o non potrebbe piacere a questo o quel giocatore, no. Non è assolutamente possibile, nella maniera più oggettiva possibile, riuscire a trovare un pelo nell’uovo nel lavoro estetico esercitato dagli sviluppatori che hanno creato.

Un compendio artistico di grandissimo valore

Ma non è solo l’estetica del gioco che stupisce così tanto positivamente quanto l’intero impianto artistico che non solo ci propone delle tele eccezionali per la composizione dei livelli, ma anche una colonna sonora eccezionale tratta dalla più importanti opere liriche e classiche del panorama artistico rinascimentale (e non). Gli sviluppatori hanno persino deciso di includere, all’interno di ogni scena, anche un gruppo di musici (perfettamente integrati in ogni dipinto) che ci diranno sempre qual’è la canzone che stanno riproducendo con tanto di titoli, opera e artista.

The Procession to Calvary si pone quindi come un grandissimo compendio artistico dal valore inestimabile prima ancora che come videogioco senza dimenticarsi però che sempre di un videogioco stiamo parlando. Quindi in cosa si traduce tutto ciò? In un’avventura eccezionale con finali multipli ( 4 in tutto) dal carattere fortemente umoristico che non risparmia temi delicatissimi come religione e morte.

L’interno arco narrativo è pregno di black humor, di quello fatto bene e con tutti i crismi, e di un leggero (mica tanto) velo di blasfemia che condisce più di una quest da portare avanti con un risultato così interessante e divertente che è davvero difficile riuscire a contenersi durante le tre orette circa di avventura che sono richieste per il completamento del gioco.

Difficile anche riuscire a darvi qualche piccolo dettaglio narrativo perché ogni elemento è bene scoprirlo da sé per garantire l’effetto sorpresa che gli sviluppatori hanno confezionato con così tanta fatica per noi. Possiamo semplicemente dire che si tratta del viaggio di una donna guerriera, alla fine della Guerra Santa, per uccidere un tiranno cattivo che ha portato disperazione e malumori nel Regno.

Sul frangente degli enigmi abbiamo ancora una volta ben poco da dire: siamo di fronte ad un titolo perfetto anche sotto questo “piccolo” aspetto grazie a trovate molto semplici ma ben congeniali che culminano nei due puzzle finali che superano di gran lunga ogni aspettativa e si impongono su un livello ben al di sopra della media. Intelligenti e ricchi di pensiero laterale: impossibile non rimanere affascinati dinnanzi alla loro composizione e alle idee che fondo che li caratterizzano.

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The Procession to Calvary è un titolo semplicemente eccezionale, da giocare assolutamente nella propria vita e da custodire gelosamente anche solo per l’importanza artistica che lo caratterizza. Se proprio dovessimo trovare un difetto, questo risiede nella sua longevità ben al di sotto della media anche se è del tutto irrilevante: fatevi un piacere e godetevi quella che è la migliore avventura punta e clicca dell’ultimo periodo.