In seguito alla dipartita di The Last of Us II, la cui nuova data di uscita rimane tutt'ora un'incognita, a guardar bene il calendario ci aspettano mesi di rumoroso silenzio.

Sono pochissimi i titoli importanti che faranno capolino sulle nostre console o sui nostri PC. Uno di questi è proprio Ghost of Tsushima , atteso soprattutto per via della curiosità che ha generato nel pubblico, per l'ambientazione e per le meccaniche di gioco ancora piuttosto fumose.

Gli sviluppatori di Sucker Punch sono rimasti silenti per quasi 6 anni, per poi uscirsene con un titolo ambientato nel Giappone feudale e di cui fin'ora si sa pochissimo; una rarità considerando che si tratta di una delle due ultime esclusive per PS4.

In una tale assordante assenza di informazioni, non ci resta che soffermarci sulle pochissime notizie che abbiamo e catapultarci nel mondo di gioco prospettato nei diversi trailer.

Un po' di storia, un po' di realtà...

La sinossi di Ghost of Tsushima ci porterà in un periodo storico che in pochissime occasioni ha avuto una trasposizione videoludica, soprattutto per quel che riguarda un gioco action. Il titolo, infatti, sarà ambientato nel 1274 durante il primo tentativo di invasione mongola del Giappone.

Interpreteremo Jin Sakai, l'ultimo samurai della prima guarnigione che si è dovuta scontrare con l'esercito mongolo. Dai numerosi trailer, sembra che le sue azioni saranno motivate perlopiù dalla vendetta, ma non mancheranno azioni che potremmo definire di “politica interna”.

Ghost of Tsushima mi ha colpito fin da subito. L'ambientazione feudale giapponese è sempre stata molto affascinante e vederla gestita da uno studio completamente americano la rende ancora più interessante.

Il fatto che si basi su eventi avvenuti realmente è letteralmente l'ultima freccia di Cupido al mio gracile cuore di appassionato di storia. Per questa ragione, ho deciso che volevo saperne di più e come al mio solito ho cercato di trovare qualcuno con un minimo di autorità e conoscenza dell'argomento.

Per questo mi sono rivolto a Francesco D'Andrea, giornalista laureato in Lingue e Civiltà Orientali ed appassionato di storia del Giappone, che ringraziamo infinitamente per essersi prestato. Tra le varie cose gestisce anche una pagina Facebook a tema intitolata “Il Giappone e la sua storia”, per chi volesse andare a darci un'occhiata.

Ovviamente nella nostra chiacchierata ho cercato di andare per gradi ed esplorare passo passo tutte le varie informazioni offerte da Sucker Punch nella manciata di trailer a nostra disposizione. Abbastanza naturalmente mi è venuto in mente di approfondire meglio l'isola da cui il gioco prende il nome: Tsushima.

"Innanzi tutto iniziamo con il dire che l'isola di Tsushima si trova a metà tra il Giappone e la Corea del Sud, in quello che è chiamato lo Stretto di Corea", ci spiega D'Andrea.

"Attualmente non ha un'importanza rilevante per il Giappone, è un'isola come le tante altre presenti nell'arcipelago, ma possiede una grande storia. Infatti, fu tappa di passaggio della prima e della seconda invasione mongola, rispettivamente nel 1274 e nel 1281, oltre che essere luogo della famosa 'Battaglia di Tsushima', verificatasi nel 1905, tra forze giapponesi e forze russe".

L'invasione mongola del Giappone

"Questa fu una battaglia decisiva della guerra russo-giapponese", ci racconta l'esperto sull'argomento. "In quell'occasione la marina nipponica distrusse più dei due terzi di quella russa, che fu costretta al ritiro e alla sconfitta. Fu la prima grande vittoria dell'esercito giapponese contro una grande nazione occidentale”.

La sua posizione geografica, di fatto, fa in modo che l'isola sia stata di grande attrattiva per coloro che hanno provato ad attaccare il Giappone. Così fu anche nel XIII secolo, quando l'allora sovrano dei mongoli decise di attaccare. Su di lui torneremo più avanti, anche perché molto curiosamente il nome che avrà nel gioco, Khotun Khan, non è lo stesso che ha avuto nella realtà, vale a dire Kubilai Khan (i più lo ricorderanno anche per essere stato citato in Uncharted 2).

“Nel 1274 sull'isola di Tsushima successe ben poco rispetto a quello che è stato poi il tentativo di invasione da parte dei Mongoli di Kubilai Khan, nipote di Gengis Khan. Kubilai aveva messo nel mirino le terre del Giappone e prima dell'attacco provò più volte, con vari emissari, a convincere il Giappone a sottostare al suo comando”.

Ovviamente, come è facile immaginare, tutte le richieste di resa vennero “rimandate al mittente e di conseguenza Kubilai organizzò un attacco”, anche abbastanza importante considerando che impiegò all'incirca 30 mila soldati e 900 navi (sui veri numeri ci sono grosse incertezze).

Alla base di questa decisione di invadere il Giappone, c'erano essenzialmente ragioni economiche. L'impero mongolo all'epoca era al massimo dello splendore e dell'espansione, il Giappone era un ottimo boccone. Kubilai voleva “che il Giappone diventasse una specie di stato vassallo e che iniziasse a inviare tributi”.

In più pensava che il Giappone fosse abbastanza facile da affiliare e governare, anche a causa delle difficoltà politiche che lo stesso Paese nipponico stava attraversando durante quel periodo, con numerose guerre interne per la conquista del potere”, oltre che contare su un vantaggio prettamente numerico, in ambito militare, e tecnologico, in quanto “poteva contare su delle rudimentali bombe a mano”.

Come si è visto nel trailer ufficiale di Ghost of Sushima, Kubilai avrà un ruolo abbastanza importante. Di fatto sarà la nemesi del nostro protagonista e lo si vede in una scena “torturare” ed interrogare direttamente Jin Sakai.

Il tutto sembra intrecciarsi quindi con le vicende avvenute sull'isola di Tsushima, dove avvenne il primissimo scontro tra le truppe giapponesi e quelle mongole, con una sproporzione abbastanza marcata. “I mongoli arrivarono il 2 novembre nel 1274. Sull'isola governava Sō Sukekuni, uno dei tanti signori presenti in quel periodo in Giappone. Aveva a disposizione circa un'ottantina di unità di cavalleria. Fu facilmente sconfitto e ucciso. I mongoli lasciarono successivamente l'isola il 13 novembre”.

Si può presumere dalle immagini del trailer che una delle missioni iniziali sarà proprio quella di affrontare questa battaglia, le cui sorti sono abbastanza certe. Di fatto, tutto lo svolgimento del gioco prenderà il via da questo evento in poi, con la strenua battaglia personale del samurai contro l'invasore mongolo.

ghost of tsushima

“Dopo essere sbarcati sull'isola di Tsushima, dove i mongoli sbaragliarono la inefficienti difese nipponiche, si mossero sull'isola Iki, dove i giapponesi subirono la stessa sorte. Il governatore dell'isola, Taira, cercò di difendere i propri territori, ma invano. Per questo, nella notte lui e la famiglia si ritirarono nel proprio castello dove si uccisero con il suicidio rituale. Infine i Mongoli riuscirono a sbarcare sulla spiaggia di Hakata, a nord dell'attuale Fukuoka. Qui si verificò quella che poi è passata alla storia come la 'Battaglia di Bun'ei'”, sottolinea D'Andrea.

Dai documenti storici si crede che le due forze, i giapponesi e i mongoli, fossero grossomodo formate da circa 3 mila uomini. Numericamente si equivalevano, ma è dal punto di vista dell'abilità e degli armamenti che i mongoli ebbero la meglio”.

Inoltre, “la battaglia si concluse con una vittoria di questi ultimi, che costrinsero i giapponesi a indietreggiare di molti chilometri nell'entroterra”. In questa situazione la vittoria mongola era quasi certa, ma ci si mise di traverso la natura.

Ghost of Tsushima

Un vento “divino”

"Durante la battaglia i mongoli persero il comandante e i capitani delle navi, preoccupati dal numero esiguo di uomini al loro comando ed in prospettiva di un'avanzata nel territorio giapponese, decisero di ritirarsi nelle proprie navi e tornare in Corea", è un estratto dello scontro.

"Avevano paura che fosse in arrivo il grosso delle forze giapponesi, cosa che non era affatto vicino alla realtà”; in poche parole i mongoli avevano ottenuto una vittoria sul campo, ma non sapendo a quanto ammontassero le forze giapponesi agirono con eccessiva prudenza.

La conseguenza fu un rientro frettoloso di notte nella penisola coreana. La navigazione in quel tratto di mare dove tra l'altro c'è l'isola di Tsushima è “molto difficile a causa delle forti correnti, da cui potevano nascere burrasche e temporali”. Cosa che accadde proprio quel giorno. Un tifone mise fine all'invasione mongola in una notte. “Più di un terzo della flotta mongola fu spazzata via e si calcola che su circa 30 mila uomini partiti, solo poco più della metà fece ritorno in patria”.

Ghost of Tsushima
Ghost of Tsushima.

Una fortuna insomma, o una benedizione: “i giapponesi, consci di avere una forza militare nettamente inferiore, accreditarono l'evento ad un intervento divino. Stando a quanto viene raccontato, le divinità Shinto avevano mandato quel “vento divino” (in giapponese 神風, kamikaze, dove kami significa “divinità” mentre kaze significa “vento”) per difendere il Giappone e spazzare via la flotta degli invasori. Un termine che oggi purtroppo ha assunto tutt'altro significato".

Una volta saputo della sconfitta, Kubilai Khan non si arrese. Si trattava di un ottimo condottiero e decise che avrebbe tentato una seconda volta l'invasione delle isole del Giappone.

Trascorsero poco più di 7 anni prima di questo nuovo tentativo. Stando ai resoconti mongoli, Kubilai inviò circa 140 mila uomini e 4 mila navi: "questa volta i giapponesi erano un po' più preparati e i mongoli trovarono una buona difesa, non riuscendo a creare nemmeno una testa di ponte sul territorio giapponese”.

ghost of tsushima

Questo grazie anche ad un muro lungo circa 20 chilometri costruito sulla baia di Fukuoka, proprio per difendersi da possibili nuove invasioni. Il risultato fu quello sperato, ma non era ancora finita.

Proprio in quei giorni una flotta con dei rinforzi si stava avvicinando dalla Cina, ma “ancora una volta un tifone spazzò via praticamente la metà della flotta mongola. Numerosi marinai rimasero in balia delle onde aggrappati a pezzi di legno derivanti dalla distruzione delle navi”.

“Addirittura c'è una testimonianza di un soldato cinese, secondo la quale chiunque provava a mettersi in salvo veniva ucciso dalle forze giapponesi. A questo punto il comandante della flotta mongola prese le navi migliori e si ritirò in patria. I giapponesi catturarono tutti coloro che erano rimasti sulle isole di Shiga e Noko”.

ghost of tsushima

Un'invasione che cambiò la storia

In questo modo si conclude la seconda invasione mongola, ultimo tentativo da parte di Khan di occupare le isole giapponesi.

“C'è molto disaccordo sui numeri dei due schieramenti", spiega D'Andrea a proposito dell'operazione militare. "Molti storici sono convinti che le stime siano esagerate e che gli uomini effettivamente usati per le due missioni non fossero che un paio di decine di migliaia per la prima invasione e circa 40 mila per la seconda”.

In tutto ciò, il grande sconfitto fu Kubilai Khan in persona, che morì solo qualche anno dopo. La sconfitta dei mongoli si ripercosse sull'intero Impero, provocandone l'inizio della fine: “i mongoli di Kubilai conquistarono e crearono l'Impero Yuan a suon di numerose vittorie che crearono il mito dei Mongoli invincibili e superiori a tutti. Le due sconfitte contro i giapponesi minarono irrimediabilmente questa convinzione”.

“Oltre a ciò, l'enorme costo per la preparazione delle spedizioni portò Kubilai ad aumentare le tasse, che in quel periodo gravavano solo sui cittadini di origine cinese e non sui mongoli. Tutto ciò incrementò una certa diffidenza e un malcontento verso i mongoli".

ghost of tsushima

Gli storici riportano che poco prima della morte, Kubilai Khan progettò una terza invasione. Fortunatamente non riuscì mai ad attuarla, un po' a causa della sua morte prematura, un po' per i suoi consiglieri che fino all'ultimo cercarono di impedirglielo.

Dal punto di vista giapponese, la duplice vittoria fu descritta come un'opera divina. Questo andava ad accrescere una sorta di idea di invincibilità del Giappone, o meglio dell'impossibilità da parte degli stranieri di invaderne le isole:

Il Giappone per un giapponese è il centro del mondo, un luogo divino, creato dalle divinità shinto. Sono anche molto patriottici, alcuni sfogano nel nazionalismo, addirittura. In più storicamente hanno sempre pensato di essere il popolo eletto, l'unico discendente da Amaterasu (la divinità principale del pantheon shinto)”.

“Anche oggi, nonostante siano completamente aperti al resto del mondo, permane in loro la ferma convinzione di essere, in qualche modo, di un livello leggermente superiore al resto del Mondo. Ovviamente non voglio generalizzare, non tutti lo pensano, ma è una realtà che esiste”, è l'osservazione su una sfumatura culturale del luogo.

Le due invasioni mongole non portarono solo ad un ancora più marcato nazionalismo, ma anche a conseguenze un po' più pratiche, alcune delle quali sono abbastanza sorprendenti. Una di queste è la nascita della katana, il che è molto interessante considerando che nei video si vede spesso questa spada, nata effettivamente dopo.

Nei vari trailer si vede anche Jin muoversi e combattere con differenti tecniche di combattimento che esulano dal Samurai classico. In alcune scene si vedono addirittura delle bombe fumogene o simili che il nostro D'Andrea afferma essere delle licenze poetiche, in quanto non presenti all'epoca.

“Gli atteggiamenti un po' da ninja e un po’ da samurai, come ama definirsi il protagonista, possono definirsi abbastanza accurati perché fu in quel periodo storico, con la diffusione del Buddhismo Zen, che nacque quello che adesso conosciamo come 'Bushido', cioè l'insieme di insegnamenti che fanno di un Samurai un Samurai”.

“Il ninja agisce nell'ombra, è una spia, un sabotatore", infatti. "Venivano scelti tra le classi sociali più basse. Prima del XV secolo non esisteva un vero e proprio termine per definirli. Fu solo dopo che vennero definiti come shinobi”.

Ovviamente nel periodo in cui Jin vive queste regole ancora non esistono e si può tranquillamente pensare che siano delle licenze poetiche degli sviluppatori.

L'idea del samurai onorevole che abbiamo oggi è successiva a quel periodo, anche se sembra che verrà integrata nella lore del gioco, forse per non distaccare il gioco dall'idea “sbagliata” che noi occidentali abbiamo del Giappone feudale.

ghost of tsushima

"In quel periodo chiamato Kamakura, il potere passò dalle mani dell'Imperatore a quelle dello Shogun, il 'generalissimo'", del quale "i Samurai non erano altro che il braccio armato. Inizialmente erano guerrieri rozzi, maleducati, indipendenti, solo con il tempo affinarono le loro abilità militari, filosofiche e artistiche”.

Alla fine queste licenze sono scontate. Una riproduzione storica accurata è quasi impossibile da trovare in qualsiasi media in cui si riporti un evento del passato ed i videogiochi in questo non fanno eccezione, come abbiamo già avuto modo di vedere anche con Hellblade II.

Ghost of Tsushima ha uno spirito unico, che possiamo definire come “abbastanza fedele”, come ha affermato D'Andrea. In ogni caso parliamo di un titolo di grande importanza, che rischia di essere il canto del cigno di PlayStation 4, se le cose non dovessero cambiare. Dopo il rinvio di The Last of Us Part II, in molti pensano che anche Ghost of Tsushima possa essere posticipato a data da destinarsi.

Ghost of Tsushima

Fino al 26 giugno non possiamo fare altro se non guardare e riguardare i trailer pubblicati fin'ora ed ammirare gli infiniti paesaggi, i colori e l'aria di una terra, quella giapponese, che da sempre risulta affascinante per il mondo occidentale.

Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta Francesco D'Andrea per la grande pazienza e solerzia con la quale si è prestato a rispondere alle mie domande in questo periodo abbastanza complesso.

Infine, vi invito ad attendere e sperare di poter provare con mano Ghost of Tsushima il 26 giugno, ovviamente solo su PlayStation 4.