Perché sono qui a scrivere di Hearthstone e delle sue Ceneri delle Terre Esterne non mi è ancora molto chiaro: non c’è chi legge moltissimo del gioco (ed è giusto così) e io non gioco ad Hearthstone da un annetto circa, limitandomi a qualche Rissa ogni tanto e una partita a caso in Classificata giusto per ingannare il tempo durante altre attività. E sapete cosa? Mi andava bene così: in fondo Blizzard mi aveva tradito così tante volte che avevo smesso di crederci e il semplice fatto che ad ogni mio capolino il gioco fosse pressoché invariato non faceva che confermare la mia tesi.

Però del gioco ho seguito sempre con grande interesse tutto: nonostante non giocassi seguivo i reveal delle espansioni e delle novità, giocavo le avventure in single player (che ho sempre trovato molto carine) e guardavo gente giocarci su Twitch, sempre in sottofondo durante le attività quotidiane. Nel bene e nel male sono sempre stato molto informato sul meta e sull’andamento generale del titolo cercando di tenermi a debita distanza dal rientrare all’interno del suo circolo vizioso.

Succede però che con Ceneri delle Terre Esterne Blizzard fa qualcosa di inconsueto: stampa una nuova classe, il Cacciatore di Demoni, per la prima volta nella storia del gioco e, sempre per la prima volta, esegue un rework completo di un’altra classe, il Prete, regalandogli un nuovo set base, una nuova direzione e una nuova identità. Blizzard manda anche in pensione alcune carte particolarmente “difficili” da gestire e dalla potenza esagerata relegandole al grande calderone del Selvaggio.

Succede poi che Blizzard, con Ceneri delle Terre Esterne, riveda completamente il sistema di ranking e modifichi molto profondamente la modalità Classificata rendendo la scalata verso il Legend molto più divertente e bilanciata, allineandosi per altro allo standard comune a qualsiasi altro gioco competitivo, di carte e non, esistente sul mercato. Succede, in soldoni, che Legends of Runeterra ha fatto il suo dovere e Blizzard decide di scoprire un po’ delle sue carte per dare ad Hearthstone una nuova vita.

L'errore del Cacciatore di Demoni

Quindi, infine, succede, abbagliato da tutti questi movimenti strani nel gioco e questa nuova direzione di sviluppo che sembra introdurre qualcosa di interessante nell’ecosistema di Hearthstone io pre-acquisti Ceneri delle Terre Esterne sopratutto dopo aver visto tutte le carte ed essermi fatto un’idea piuttosto precisa della direzione del gioco nei mesi a venire. Tante cose non sarebbero andate ma moltissime altre sì (anche se solo il tempo ci dirà se le mosse di Blizzard si riveleranno corrette o meno).

Cosa aveva già un sentore di “sbagliato” all’interno del gruppo di carte mostrato? La nuova classe, chiaramente. Vedete, introdurre una nuova classe con un suo set particolare all’interno di un gioco basato sull’equilibrio delicato di altre nove entità (e che storicamente Blizzard non è mai in grado di rispettare) non è un’impresa da poco: mentre tutte e nove le classi “classiche” possono contare su anni di sviluppo, il Cacciatore di Demoni arriva “orfano” di tanti, troppi, strumenti per poter rimanere a galla.

Nella miriade di strade percorribili per questo nuovo innesto nel gioco, Blizzard ha scelto quello che sa fare meglio: offrire degli strumenti così forti ed esagerati che sarebbe stato impossibile per il Cacciatore di Demoni non vedere gioco nel corso dei prossimi mesi. Una potenza così esagerata mescolata ad una versatilità imbarazzante degli strumenti in mano alla nuova classe doveva essere compensata dall’offerta di carte interessanti anche alle altre classi in modo da non rendere Hearthstone quel posto tanto brutto e noioso che è stato nell’ultimo periodo.

Ecco quindi che Blizzard, conscia di saper fare in modo impeccabile carte senza senso, offre a tutte le classi almeno uno strumento “eccessivo” così da poter far fronte all’esplosione di potenza di un Cacciatore di Demoni in cerca del suo posto nel meta. E alla luce di tutte queste considerazioni decido lo stesso di acquistare il preordine dell’espansione: Hearthstone è nuovo in ogni caso e io voglio essere fra quelli che possono provare subito queste novità, per quanto sbagliate possano essere alcune delle premesse.

Non ci sono scuse

È così che ho fatto tardi la sera della pubblicazione di Ceneri delle Terre Esterne: giocando un po’ con le novità offerte da un gioco che aveva smesso di divertirmi e di darmi qualcosa. Quello che ne è emerso è un po’ quello che mi aspettavo e che si aspettavano un po’ tutti: c’è bisogno di un bilanciamento immediato per il gioco, e non c’è spazio per commenti del tipo “è il primo giorno, il meta deve assestarsi” perché pescare 3 e scontare di tre mana il pescato o avere più di 28 danni dalla mano non sono cose che necessitano di un meta che si assesta.

Parliamo di cose forti il primo giorno e forti anche l’ultimo giorno, è innegabile. Hearthstone non è un gioco di botta e risposta, non esistono strumenti in grado di far sì che possiamo rispondere a 28 danni dalla mano (con una vita di 30) o che possano rispondere ad uno degli strumenti di pesca più forti di sempre. Hearthstone purtroppo è Hearthstone, un gioco in cui poter scegliere il topdeck o vedere la mano avversaria è debole e un gioco in cui è necessario un grinding mostruoso per sopravvivere.

...

Ceneri delle Terre Esterne non è stato un buon rientro per me nella Locanda e non mi riserverò nemmeno il piacere di dire quel classico “le intenzioni sono buone, vediamo cosa ha in riservo il futuro” perché parliamo dell’ennesimo errore di design sbilanciato in mezzo ad un grande calderone di errori continui e continuati che non lasciamo troppo spazio all’immaginazione: Hearthstone rimarrà sempre quel gioco che durante i tempi morti, brevi, di una giornata mi regalerà qualche minuto di qualcosa. Non c’è altro.