Il genere dei multiplayer asimmetrici è probabilmente uno dei più particolari nel mondo dei videogiochi. Pochi titoli, nessun vero “capolavoro” del genere, ma ancora solo dei tentativi per cercare di ottenere la formula vincente.

Sicuramente il titolo più interessante è Dead by Daylight, uscito ormai più di 3 anni fa ed in grado di avere una community persistente nel corso del tempo, anche grazie alla capacità degli sviluppatore di sostenere il prodotto con sempre nuovi contenuti e miglioramenti.

In tutto ciò, il tentativo di Resident Evil Resistance non sembra niente di più di un tentativo da parte di una grande software house e publisher di creare un titolo appartenente a questo genere, affibbiandoli uno franchise ad oggi estremamente forte.

Capcom non ha voluto rischiare, ed ha deciso di incorporare il gioco all'interno di Resident Evil 3 Remake. Un test probabilmente, per cercare di capire se giochi di questo tipo possano funzionare con le proprie gambe ed evitare altri “Evolve”.

Resident Evil: Project Resistance

Il gameplay

Resident Evil Resistance offre una struttura che prova a differenziarsi rispetto al classico multiplayer asimmetrico. Il gameplay si struttura in un 4 contro 1, in cui quest'ultimo non entrerà quasi mai “fisicamente” nell'arena di gioco.

Ogni mappa è suddivisa a sua volta in diverse aree, nella quale i 4 giocatori dovranno superare gli enigmi ed i nemici per passare a quelle successive. Solo se verranno superate tutte si otterrà la vittoria.

Quando prenderemo le redini dei “sopravvissuti”, dovremo scegliere uno dei 6 personaggi messi a disposizione dal gioco. Questi sono abbastanza vari e comunque personalizzabili. Si va dal picchiatore all'hacker, alla curatrice.

A differenza del gioco base, la dinamica prettamente action viene un minimo annacquata, aggiungendo alcune abilità speciali che potranno essere utilizzate da ogni personaggio. Ovviamente ognuno di essi avrà le proprie ed avranno un tempo di ricarica una volta usate.

Resident Evil: Project Resistance

Per il resto, avremo come sempre il classico inventario che si vede in Resident Evil 3 Remake, lo stesso shooting e possibilità di recuperare oggetti, come granate e erbe medicinali, ma anche crediti Umbrella.

Questi ultimi sono molto importanti, in quanto ci permetteranno di acquistare armi ed equipaggiamenti avanzati attraverso alcune casse che incontreremo in ogni area di gioco.

Ad affrontare i sopravvissuti ci sarà il Mastermind. Sicuramente è la figura più interessante pensata all'interno del titolo. Lo potremmo paragonare ad un Game Master estremamente malvagio in una Escape Room.

Difatti il concetto è esattamente quello delle classiche stanze da 60 minuti, traslato però in questo multiplayer asimmetrico in cui il Game Master stesso può vincere e di conseguenza è estremamente motivato a mettere i bastoni tra le ruote degli altri giocatori.

Escape Room in 5 minuti

E sarà esattamente quello che dovrà fare. In soldoni, anche qui il Mastermind avrà dei crediti biologici acquisibili semplicemente lasciando scorrere le lancette e che permetteranno di giocare delle carte. Queste se utilizzate genereranno zombie, cani, mine esplosive e chi più ne ha più ne metta.

Se si aspetterà abbastanza tempo ci sarà la possibilità di spawnare anche l'arma finale, che varierà a seconda del personaggio di partenza che si deciderà di scegliere: si andrà dal Tyrant ad enormi colossi e così via.

Per tenere sotto controllo l'avanzata dei sopravvissuti dovremo fare uso delle diverse telecamere piazzate all'interno delle mappe, con la possibilità che queste vengano messe fuori uso dagli altri giocatori.

Potremo anche osservarli tramite la mappa per avere un quadro d'insieme maggiormente valido, anche prendendo in considerazione la posizione delle varie chiavi per risolvere gli enigmi presenti in ogni livello.

Fondamentale sarà il tempo. Questo è la chiave di tutto e non dovrà essere lasciato da parte. Ogni zombie ucciso o sopravvissuto buttato a terra comporterà uno sconto di tempo o un guadagno per i sopravvissuti. Solo se riusciranno a terminare la mappa senza far scadere il tempo, risulteranno effettivamente vittoriosi.

Dopo qualche ora di gioco possiamo tranquillamente dire che il ruolo del Mastermind è quello che ci ha divertito di più. La componente strategica è decisamente avvincente, oltre alla possibilità molto divertente di intervenire sul campo prendendo possesso di qualche zombie o del boss che avremo a disposizione.

D'altro canto il ruolo del sopravvissuto è sicuramente quello più frustrante, per diverse ragioni. Primo tra tutti il level design delle mappe, pensate per avere corridoi strettissimi e spazi estremamente limitati.

Una scelta condivisibile quando si parla di un survival horror in single player, ma che non sembra essere stata pensata a dovere. In molte mappe i corridoi impediscono il passaggio di più di una persona per volta e l'incombenza di qualche zombie o altro blocca letteralmente il passaggio.

Qualche problema...

Le strade alternative non esistono, di conseguenza come Mastermind, il più delle volte è sufficiente intasare un corridoio per far perdere secondi o minuti preziosi al gruppo. Di fatto, alcune mappe sono quasi impossibili da provare con tutti e quattro i sopravvissuti, che passano dalle stesse strade.

Altro elemento è la manualità e la pesantezza dei personaggi. Chiaro elemento importato direttamente dal RE Engine e da Resident Evil 3 Remake, ma che non funziona per nulla in un tipo di gioco estremamente veloce quanto quello che è stato pensato ed in cui ogni secondo è fondamentale.

Molti personaggi iniziano e danno il meglio di se con le armi bianche, che siano mazze o altro. Questo elemento è sicuramente un altra grave nota negativa che abbiamo riscontrato in queste primissime partite.

È quanto mai difficile riuscire a colpire qualcosa con un'arma bianca, ed il più delle volte vi troverete a menare le mani al vento di fronte al nemico di turno sperando di colpirlo. Ovviamente al contrario lo shooting rimane ottimo, ma come detto non comunque adatto al tipo di dinamismo in-game.

L'idea che ci siamo fatti per ora è che Capcom, coadiuvata da Neobards, abbia imbroccato alcune idee, sbagliandone altre. Ci sta in un progetto del genere, che accompagna un titolo come Resident Evil 3 Remake, ed è chiaro o almeno si spera che verrà sostenuto con più contenuti nei prossimi mesi.

Alla fine ci siamo posti una domanda molto semplice: Resident Evil Resistance è stato sviluppato come contenuto aggiuntivo a Resident Evil 3 Remake o il contrario? In fondo, non è banale che una modalità multiplayer di un gioco abbia un brand a sé.

Ed il tipo di contenuto molo “sperimentale” che abbiamo provato ci fa pensare che sicuramente in futuro ne vedremo di più, con la speranza che nelle prossime settimane il sostegno al gioco non si interrompa di colpo o non inizi nemmeno.

Disponibile per PC, PS4 (versione testata) e Xbox One