Su Animal Crossing New Horizons esiste questo metodo incredibile di fare molte stelline molto velocemente che prevede di cercare, nelle isole copuon, di forzare lo spawn delle taratole, la bestia di gran lunga più remunerativa dell’intero gioco per via del suo ridicolo rapporto di quantità costo: una singola tarantola al negozio di Nook viene comprata a 8000 stelline mentre da Ivano le pagherà ben 12000 stelline l’una.

Capite perfettamente che si tratta di un modo estremamente ridicolo di navigare nell’oro, pagare i debiti con il procione strozzino ed, essenzialmente, sbattere sul muso di ogni singolo animaletto dell’isola la tracotanza della nostra bella vita. L’attività poi, se ci pensiamo, è anche incredibilmente legale e difficilmente qualcuno potrà guardarci male per aver semplicemente sfruttato le caratteristiche di spawn degli insetti, giusto?

No. Ci sono quei giocatori puristi che non vogliono sfruttare questo genere di “mezzucci” per arricchirsi nel gioco a discapito della vita della fauna locale e c’è chi non vede questo tipo di pratica come un “exploit” per superare i limiti imposti dal limite di gioco: in fin dei conti si sta solo “forzando” il calcolo delle probabilità di spawn delle tarantole a regalarcene qualcuna, e lo si fa semplicemente depredando le isole da ogni qualsivoglia elemento che porta alla generazione di insetti diversi dalle tarantole.

Detto in termini più semplici: nessun problema a “tarantolare” (come lo chiamano nei gruppi dedicati). Nessuno vi guarderà (troppo) male per averlo fatto se non la vostra vita che ancora è li, ferma nell’angolino, a piangere perché la state man mano sostituendo con un’isola deserta virtuale in cui non vi fate assolutamente nessun problema a raccogliere le erbacce mentre a casa è guerra anche solo per passare l’aspirapolvere. Ed è giusto così.

Solo una volta

Anche io, per le prime settimane del gioco, ho fatto fieramente parte di quel gruppo che si ostinava ad aspettare che il gioco gli fornisse un’isola di tarantole (isole generate ad hoc per averne infinite dal gioco stesso) invece di forzare lo stesso a fornirmene un paio. Però sapete com’è… il debito è alto, quelle panchine sono così belle e costose e poi le rape dovrò anche pagarle con qualcosa. E poi lo faccio solo per una volta, che male sarà utilizzare una serata per cacciare qualche tarantola, anche solo per vedere come ci si sente a farlo.

E come vuoi che ci si senta? Bene ci si sente, dannazione. Quindi la mia storia nella discesa dei buio tunnel delle tarantole inizia così, come per tanti altri, con un pensiero in testa: “provo una volta e poi basta”. Accendo un film su Dinsey+ fra quelli che ho già visto, così per avere un sottofondo mentre mi dedico ad un’operazione così antipatica, e inizio a volare verso la prima isola. “Se le cose vanno male pensa a cosa farebbe un Dodo”, le parole di Dodoardo mi suonano sempre in testa durante il volo.

Che ne so io di cosa farebbe un Dodo? Volerebbe? Morirebbe? Soffocherebbe con una noce di cocco? E poi cosa dovrebbe andare male? L’aereo cade e finisco su un’isola deserta? E non è meglio dirmi di fare quello che farebbe un procione allora? Ed è con l’ultimo pensiero stupido che atterro su Random 1, l’isola designata per un’operazione di disboscamento senza eguali. Non l’ho mai fatto e non so come funzioni, quindi mangio tutti i frutti che trovo e spacco ogni pietra.

Mi accordo che con un singolo frutto posso spaccare una pietra e quindi ho ancora sei cariche di “super forza” dopo aver distrutto le rocce presenti. “Farò la cacca tornato a casa” penso fra me e me, non c’è problema. Minuziosamente raccolgo tutta l’erba, tutti i rametti, distruggo ogni albero e raccolgo anche i fiori per piantarli poi lontano da me (scoprirà più avanti che questa parte non serve). Scavo 4 buche e aspetto.

Il signore dell'isola

Aspetto un po’ prima di capire che devo andare in giro a far scappare gli unici due insetti che possono apparire oltre alle tarantole: le cicindele e degli odiosissimi scarafaggi sugli scogli. Quindi dopo qualche corsetta qua e la ecco che la vedo: la tarantola. Era li, tutta pelosa e desiderosa di mordermi, e mi ha morso in effetti, perché ero una schiappa e non avevo capito assolutamente nulla su come sfruttare pienamente i suoi comportamenti per acchiapparla.

Passa un’ora prima che io abbia 34 tarantole nelle mie tasche. Torno a casa quasi incredulo e passo subito da Nook. 272000 stelline sarebbero state pronte per me subito: non resisto, accetto lo scambio e mi ritiro a casa mia. Spengo le luci e poggio delicatamente ogni sacchetto per terra: guardo il mio tesoro, lo miro e lo rimiro e penso a quando facile sia stato. Soldi facili, facilissimi. Avevo ancora 6 cariche per rompere le rocce: perché fare la cacca e perderle quando avrei potuto fare un’altra isola? Solo perché avevo le cariche addosso, chiaramente.

Così l’orologio mi ricorda che sono le cinque del mattino e lo sgabuzzino di casa mia mi informa che non c’è più spazio per mettere altro. Ovunque ci sono tarantole dentro alle loro teche al punto che devo impilarle anche fuori non prima di averle recintate per bene. Nessuno deve toccarle e deve prenderle. Aspetterò Ivano per diventare ricco. La nottata è stato proficua ma smetterò: non è sano.

Due giorni più tardi avevo più tarantole che altro in giro nell’isola: avevo imparato a velocizzare il processo di cattura e oramai non mi mordevano più. Riuscivo in circa 40 minuti a raccoglierne una trentina, quindi a fare 360000, essenzialmente, quasi ogni ora. Ivano tardava ad arrivare sull’isola però e questo iniziava a darmi fastidio: la gente iniziava a guardarmi male mentre passeggiavo in piazza e qualcuno mi seguiva gridando il mio nome.

Situazioni pelose

Quanto avrei potuto ancora resistere con tutte quelle bestiole in giro per casa e per l’isola? Quanto ancora avrei potuto camuffarle? Stasera è l’ultima volta, promesso. E così andavo avanti, retino dopo retino, situazione pelosa dopo situazione pelosa, fino a quando Ivano non è giunto in città permettendomi di liberarmi di tutti quei ragni. Avevo un numero di stelline dannatamente alto, troppo alto perché qualcuno non se ne accorgesse: inizio a sperperare un po’ in giro, pago il mio debito, mi rifaccio il guardaroba ma sto attento a non indossare abiti troppo costosi.

Nel giro di qualche minuto sono l’abitante più ricco di Curzola (se non contiamo Nook), così per non dare troppo nell’occhio costruisco un ponte e inizio i lavori per una zona termale. Mi chiamano benefattore in giro e… sto dando troppo nell’occhio. Casa è diventata troppo grande in troppo poco tempo e in giro mi fermano sottolineando questa storia della “stanza in più”. E io ne voglio ancora e non mi fermo, ritorno a comprare un coupon e con lui parto.

“Chissà cosa diamine farebbe un Dodo” mi ripeto mentre allaccio le cinture. Scendo sull’isola, la rado al suolo e aspetto le mie tarantole… che non arrivano più. Continuano ad apparire dannate cimici d’acqua giganti e il mondo mi crolla addosso. È stato aggiunto un insetto in quella pool, e questa singola aggiunta è un macigno nell’universo delle probabilità, un macigno che mi colpisce con una forza tale da gettarmi giù dal mio trono di stelline.

...

Ciao, sono Salvatore e sono 16 ore che non catturo più una tarantola. Ho iniziato un lungo processo di riabilitazione raccogliendo i fiori di ciliegio e innaffiando i tulipani gialli del mio giardino.