Iniziamo con una premessa: le serie animate per i ragazzini molto piccoli non sono sempre dei grandissimi capolavori dell’intrattenimento se visti con occhi di un adulto, o comunque con gli occhi di un ragazzino che ha superato l’età per prodotti di quel tipo. Funzionano fin troppo bene, però, per quel tipo di pubblico verso le quali sono indirizzate riuscendo a far breccia nelle menti dei bambini in modo a dir poco sorprendente.

Bene sottolineare però come fra questi prodotti ne esistano alcuni che sono, passatemi il temine, abominevoli anche per quella particolare fascia d’età che, proprio per via della sua incredibile giovinezza, non si rende conto di quanto scadente sia il prodotto che sta guardando. Proprio in questo gruppo di serie tv d’animazione si trova Gigantosaurus, una produzione pessima sotto così tanti punti di vista che è moltocomplesso anche solo trovargli un pregio.

Ho avuto il dispiacere di guardare un po’ di puntate prima di giungere alla conclusione che Gigantosaurus è un prodotto audiovisivo da sconsigliare completamente a tutti i genitori che si apprestano a cercare qualcosa da mettere in TV per intrattenere i pargoletti ancora in giovanissima età. Per fortuna esistono prodotti migliori, di qualità molto più alta e che sicuramente potranno dare al bimbo qualcosa di più rispetto a Gigantosaurus.

Ma perché mi sono messo a guardare una serie per bambini e ne sto parlando su un portale dedicato ai videogiochi? Se siete arrivati fin qui a leggere avrete di certo capito che stiamo analizzando un tie-in della serie e questo è già un buon motivo per comprendere al meglio quel voto, molto basso, presente nello specchietto iniziale: i tie-in, storicamente parlando e al netto delle eccezioni, non sono mai dei buoni videogiochi. Se poi pensiamo che questo in particolare nasce da una serie per bambini (molto piccoli) non è che ci aspettassimo un risultato notevole.

Un gioco tie-in basato su una serie per bambini, cosa può andare storto?

La prima cosa da chiedersi quando ci si appresta ad analizzare un titolo di questo genere, pensato appositamente per un certo tipo di pubblico, è capire, astraendosi dal fatto che non siamo noi quel pubblico, quanto questo possa funzionare all’interno del suo contesto. Fatto dunque qualche parallelismo mentale con altri videogiochi confezionati proprio per i più piccoli appare lampante come Gigantosauro Il Gioco sia, senza mezzi termini, una porcheria esattamente quanto la serie.

Mi è bastato prendere come paragone un gioco a caso, Winnie the Pooh Piglet’s Big Game per PlayStation 2, per rendermi conto di quanto sia scarsa la qualità di Gingantosauro. E sulla bilancia mi sono permesso di mettere un mediocre tie-in di Winnie the Pooh, quindi stesso genere e stesso target, giusto per capire pienamente cosa fosse andato storto con lo sviluppo di questo prodotto. E sono andate storte parecchie, troppe, cose.

Iniziamo con l’estetica che si presenta molto semplice, fin troppo semplice al punto da avere a che fare con aree completamente vuote, prive di dettaglio e di spessore e con una palette di colori che va dal piatto al piattissimo. Il bassissimo livello grafico è aiutato anche da un comparto tecnico decisamente inferiore che si impegna a tirare fuori il peggio dell’hardware Nintendo Switch con un risultato che potremo definire semplicemente terribile.

Sembra di stare di fronte ad un titoli di due, tre o quattro generazioni fa e anche in quel periodo, Gigantosauro avrebbe avuto modo di far parlare molto male di sé per quel che riguarda puramente l’aspetto tecnico e qualitativo. A questo, purtroppo, si aggiunge un gameplay che non solo non riesce a convincere ma sbaglia anche quel poco che fa impegnandosi poco, molto poco, nella realizzazione.

Il gameplay

Gigantosauro Il Gioco offre ai giocatori una sorta di platform in tre dimensioni all’interno del quale dobbiamo raccogliere vari collezionabili disposti qua e la nella mappa e, ad ogni cambio di mondo di gioco, ci regala una sessione di corsa completamente dimenticabile frutto di un’inspiegabile odio degli sviluppatori verso i migliori esponenti del genere. Incomprensibile questo innesto all’interno dell’economia di gioco ed incomprensibile come sia sia potuto sbagliare ogni cosa all’interno di questi piccoli livelli: dalla fisica su strada alla piste stesse, prive di qualsivoglia spessore.

Se l’innesto racing non brilla, non è da meno il gioco principale caratterizzato da un input lag micidiale e da un platforming completamente da ripensare sotto ogni suo aspetto. Cosa c’è di peggio, quindi, di un platform in cui saltare è frustrante, scivoloso, lento, pesante e poco preciso? Niente? No, Gigantosauro Il Gioco ci insegna che puoi fare di peggio grazie ad un level design così poco ispirato che persino le mappe che si creano nei tutorial per i più semplici engine sono migliori sotto ogni aspetto.

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Concludendo: Gigantosauro è un gioco che nasce da una serie semplicemente brutta (anche per il pubblico di riferimento), è un gioco che non diverte, che propone fin troppo nella sua offerta senza concludere assolutamente niente e che, più semplicemente, annoia terribilmente il videogiocatore. Ma il target di riferimento potrebbe apprezzarlo? Forse, ma perché tentare la sorte con un brutto gioco, venduto anche ad un prezzo esagerato di 40 euro, quando il mercato offre di meglio sullo stesso genere? Resta un mistero capire come mai è permesso lo sviluppo di certi titoli.