Cos’è che funziona all’interno di un gioco come Animal Crossing New Horizons? Perché la gente ci gioca costantemente, anche 10 ore al giorno, ogni giorno da quando il gioco è uscito? Cos’è che lo fa essere superiore a tanti altri titoli blasonati e e cosa lo rende, di fatto, divertente al netto di un gameplay apparentemente noioso e poco accattivante? Ecco, partendo da Tom Nook, uno dei più perfidi villain dell’universo videoludico, possiamo provare a rispondere a ciascuna di queste domande.

Chi è Tom Nook e perché è un grandissimo figlio di p*****a? Tom Nook è il motivo per cui Animal Crossing New Horizons inizia la sua storia. È un procione capitalista senza scrupoli che non si fa nessun problema a spacciare per una vacanza in tutto relax l’esperienza di campeggio su un’isola deserta. Non passerà molto tempo prima che ci chieda i soldi per pagare questo “viaggio” sparando una cifra che ovviamente non abbiamo, quindi per permetterci di ripagarlo crea una sua nuova moneta locale.

Sì, avete capito bene. “Se non mi puoi pagare con i soldi ‘veri’ allora creo io un nuovo tipo di moneta che puoi guadagnare e fare finta di pagarmi perché in realtà ti serve solo per riuscire a raccattare i soldi veri con cui saldare il debito”. Già, perché le “miglia di Nook” non servono a niente in termini economici: non valgono assolutamente nulla e il loro unico scopo è farvi svolgere le attività “vere” per il guadagno dei soldi utili a pagare il resto del mondo. Esatto, le “miglia di Nook” sono i soldi del Monopoli.

Cosa succede appena riuscite a pagare il primo debito con Tom Nook? Che vi alletta con una casa, da costruire al posto della tenda, perché sapete com’è, no? L’isola è bella, è rilassante e magari una casetta è migliore, no? E chi ha i soldi per una casa? E chi? Tom Nook, ovviamente, che ci chiede di stipulare un nuovo debito con lui: è così buono. Un santo. Un apostolo.

La trappola del debito

E via, debito dopo debito, “lusso necessario” dopo “lusso necessario” che il suo piano urbanistico per l’isola prende piede: in fin dei conti l’unica cosa che Tom Nook vuole fare, la sua “operazione isola deserta” non è altro che un modo per riuscire a costruire e governare una città intera, costruita con sudore e i soldi degli altri, dalla quale lui è l’unico a guadagnare montagne di soldi. Questo è il piano di Tom Nook, il più grande “turbocapitalista” della storia.

E noi, nella sua trappola mortale ci cadiamo eccome, perché Tom Nook non solo sa quali sono le corde corrette da toccare, ma scandisce anche il ritmo dell’evoluzione del gioco. Quel maledetto procione non distrugge psicologicamente solo il nostro avatar ma anche noi videogiocatori che, ignari, siamo prigionieri di un loop che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, ci costringe ad attività senza senso e senza scopo che mirano solo ed esclusivamente all’estinzione del nostro debito.

Tom Nook è un grandissimo figlio di p*****a. Le sue miglia e il suo programma “plus” che ci offre mini-compiti, tutti uguali e tutti inutili, ci portano solo a spendere soldi falsi per comprare oggetti senza valore che hanno come unico scopo quello di produrre. Produrre risorse, vendere risorse, generare un flusso economico piccolo ma costante che non fa altro che accrescere solo le sue tasche e gonfiare il suo portafogli.

E lui è sempre li, nel suo centro servizi, grasso e tronfio, che non ci fa pressioni sul debito: ce lo ricorda con il sorriso e ci chiede se ci stiamo divertendo. E senza sapere davvero perché, gli rispondiamo di sì perché crediamo di divertirci. Ma analizziamo oggettivamente cosa stiamo facendo nel gioco da più di 5 giorni: ci svegliamo, ascoltiamo il discorso di Tom Nook e iniziamo il nostro loop.

Un loop di azioni inconsapevole

Scuotiamo gli alberi, tagliamo legna, catturiamo insetti, scaviamo fossili e minerali, peschiamo, vendiamo risorse e consegniamo oggetti al museo. Parliamo con tutti solo se esiste la missione che ci da i soldini del Monopoli e non appena ne raggiungiamo 2000 li spendiamo per comprare un biglietto dell’arereoporto con cui andare in un’isola deserta. A fare cosa? A prendere ogni risorsa, rientrare e vendere tutto. E vendiamo per fare stelline e usiamo le stelline per pagare Tom Nook che continuerà a proporci debiti per ampliare una casa che non riusciremo a riempire perché non abbiamo i mobili per farlo.

E passano le ore: una, due tre, dieci. Dieci ore di questo, ogni giorno, tutti i giorni. E inconsapevolmente ci affezioniamo all’isola e quando Tom Nook ci propone di investire di tasca nostra per le case di altri abitanti (senza scalarci niente dal debito, è bene sottolinearlo) noi lo facciamo contenti perché l’isola prende vita e più vita è uguale a più attività, tutte volte ad oliare gli ingranaggi della macchina capitalista di Tom.

Capite quanto è importante questo personaggio per l’economia, letteralmente, di New Horizons? Il gioco che si fonde con i nostri ritmi reali e Tom Nook che si fonde con i nostri problemi, con i nostri pensieri. Non facciamo altro che lavorare come pazzi per pagarlo, per pagare un debito che non volevamo o dovevamo contrarre perché di una casa più grande non ce ne importa: non ci serve davvero adesso. Ma ci serve interrompere il flusso di questo debito.

Ma lui cresce ogni giorno, e con lui la tracotanza di Tom Nook la cui tenda non ha lo stesso ritmo di crescita della nostra casa: in fondo a lui non importa. Lui deve mostrarsi filantropo, lui deve dimostrare che è il buono, che siamo noi gli avidi che continuiamo ad avere bisogni che lui stesso ci crea. La nostra casa cresce, quella degli altri no. Ed è solo con l’arrivo del terzo abitante che Tom decide di entrare in una struttura “più stabile” ma ugualmente “piccola” rispetto a noi.

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Ecco, Tom Nook è Matteo Salvini che si veste da infermiere durante l’epidemia, da carabiniere, vigile del fuoco e quant’altro. Tom Nook è quel genere di individuo che deve guadagnare la nostra fiducia turlupinandoci con messaggi più o meno subliminali che non fanno altro che renderci i burattini del suo spettacolo capitalista. Tom Nook è la peggior feccia di Animal Crossing ed è l’unico individuo che può riuscire a farci digerire il gioco.

Tom Nook è un bastardo, e a noi siamo le sue p*****e.