In questi giorni e settimane di quarantena i videogiochi di certo aiutano a far passare un po' di tempo divertendoci e così è stato anche per la versione di prova di Those Who Remain, titolo di Camel 101 in uscita il prossimo giugno su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Trattasi, stando alla scheda degli sviluppatori, di un horror psicologico, che ci catapulterà nella cittadina di Dormont dove affronteremo l'oscurità nel verso senso della parola e avremo a difenderci soltanto la luce di qualsivoglia oggetto in grado di emanarla.

Il gioco inizia facendoci conoscere il protagonista, Edward, alla guida della sua auto e con qualche bicchierino di troppo nel sangue. Ci stiamo dirigendo al motel Quercia Dorata, nel quale dovremo incontrare Diana, la nostra amante.

Si, perché come scopriremo in questi primissimi minuti, Edward ha anche una bella famigliola, formata da una moglie ed una figlia nata da poco. Non ci è dato sapere per ora cosa effettivamente è successo, ma qualcosa ha portato Edward a decidere di dover troncare questa relazione extra-coniugale.

Abbiamo dato, quindi, appuntamento a Diana in questo Motel, per cercare quindi di troncare questa relazione. Una volta giunti qui, cominciamo ad apprendere le varie meccaniche di gioco. Abbiamo pochissimi tasti a disposizione.

Oltre al muoverci potremo infatti interagire con un buon numero di oggetti dello scenario, prendendoli e spostandoli o lanciandoli. Solo alcuni saranno effettivamente interagibili, per esempio porte, telefoni ed ovviamente documenti di vario tipo.

Una volta entrati nella reception scopriamo che non c'è nessuno. Una volta scoperto nel registro dei clienti dove si trova la stanza di Diana ci dirigiamo li, apriamo la porta grazie ad una chiave nascosta e scopriamo che anche la nostra amante non c'è, sembra essere svanita nel nulla.

Nello stesso momento in cui arriviamo a questa scoperta, sentiamo il rumore della nostra auto accendersi e fuggire proprio in direzione della cittadina di Dormont. Decidiamo quindi di inseguirla a piedi, ma qualcosa lungo il tragitto comincia a cambiare.

Alan Wake docet

La strada buia intorno a noi si anima di strane figure oscure. Sembrano persone armate di accette, coltelli e qualsiasi sorta di arma bianca. Sembrano immobili e non volerci attaccare per ora, fino a quando non capiamo che sono tenute a distanza dalla luce dei lampioni.

Qui ovviamente le citazioni posso essere molteplici, ma solo una viene in mente. Parliamo di Alan Wake, che faceva della meccanica di “uccidere” le versioni oscure di dei cittadini di Bright Falls, anche grazie all'uso della torcia, per non parlare di tutta la dicotomia presente nel gioco tra luce e oscurità.

In Those Who Remain questa dicotomia è quasi presa a piene mani e riportato in un gioco in prima persona. Le idee sono molto simili, si parla di una cittadina immersa nell'oscurità i cui cittadini sembrano essere stati corrotti dall'oscurità trasformandoli in una minaccia per noi.

E la nostra unica salvezza sembra essere la luce. A differenza di Alan Wake almeno in questa versione di prova non ci sarà anche una torcia, ma i lampioni della strada, le luci di una casa e così via.

Tutta questa parte del gioco, mi ha ricordato prepotentemente il primissimo livello del capolavoro di Remedy, quello in cui Alan Wake è costretto, nel suo sogno, a scappare di lampione in lampione per potersi salvare dall'oscurità.

Tornando al gioco, questa meccanica della luce ci guiderà in diversi posti, per cercare di avanzare. Non tutte le strade saranno infatti illuminate e dovremo trovare degli escamotage per permetterci di avanzare.

Quando accenderemo una luce, le figure oscure semplicemente svaniranno, in un modo molto simile a quello visto nel film e corto horror intitolato Light Out. Probabile altra fonte di ispirazione.

C'è comunque un quid in più. Arrivati ad una stazione di servizio scopriamo qualcosa di strano. Entrando nella porta di una casa nei dintorni piombiamo in una sorta di realtà alternativa. Qui potremo interagire con l'ambiente e così facendo modificheremo la realtà dalla quale proveniamo permettendoci quindi di superare alcuni enigmi che ci si porranno davanti.

Due realtà distinte

Questa realtà a differenza della precedente non è oscura, ma sembra quasi che la natura abbia preso il sopravvento e sembra quasi uno stato allucinatorio del protagonista, considerando che troveremo diversi elementi legati alla vita del protagonista e alla sua famiglia.

Proprio dopo aver superato la stazione di servizio si interromperà questa versione di prova del gioco. Lasciandoci con un brevissimo trailer di quello che potrebbe arrivare con il gioco finale.

L'idea del gioco in se non è male, riuscendo nella commistione di diversi elementi ispirati da altri media, anche se quello che lascia un poco delusi è il continuo ripescaggio di diversi cliché. Almeno in questa primissima parte del gioco, questi infatti abbonano sia narrativamente che in merito alle meccaniche di gioco.

L'impressione di trovarsi di fronte all'ennesimo clone di Amnesia, Soma e compagnia bella è molto forte. Anche se gli sviluppatori promettono qualcosa di più, come per esempio la possibilità di seguire strade alternative e compiere delle scelte in diversi momenti del gioco.

Un'idea che si spera porti a dei risultati abbastanza concreti e sorprendenti, senza ricadere nella classiche soluzioni del: finale buono, finale cattivo e finale via di mezzo.

Il rischio di ricadere in meccaniche già viste e riviste è sempre molto forte in questo tipo di titoli. Il genere horror è sempre “molto facile” da approcciare, ma molto difficile da innovare. Camel 101 sembra essersi impegnata molto nel titolo e questo le fa molto onore.

Anche graficamente il titolo regge bene il colpo. Il motore di gioco è stato sfruttato molto bene e punta a quella sorta di realismo un po' patinato alla PT. Ovviamente abbiamo giocato una minima frazione del gioco e sempre nel trailer si promettono cambi di scena e di colore molto importanti, che potrebbe stimolare ancor di più il giocatore.

La banalità della ambientazioni sempre uguali, con la stessa gamma cromatica e lo stesso design uccide più di qualsiasi altra cosa questi titoli, ma stando sempre al trailer di Those Who Remain, questo non dovrebbe accadere.

La versione di prova del gioco è durata circa una mezz'oretta e la difficoltà, almeno in questa prima parte non è eccessivamente alta, costruita quasi per permettere al giocatore di apprendere le basi e le regole del mondo di gioco.

Di sicuro non vediamo l'ora di provare il prodotto finale. Le citazioni ad Alan Wake e Light Out sono molto interessanti e sfruttare con il massimo rispetto dell'opera originale e speriamo che così accada anche nel resto del gioco. Il gameplay non sembra avvicinarsi al classico walking simulator ma punta a qualcosa di più.

Per sapere cosa dovremo però aspettare un altro paio di mesi. Non resta quindi che aspettare giugno per l'uscita di Those Who Remain.

Provato su PC