Sono passati circa 15 anni dalla pubblicazione del primo capitolo di uno degli spin-off più interessanti del mondo Pokémon, Mystery Dungeon, e Nintendo ha deciso di regalarci, su Nintendo Switch, un remake di quella storia che tanto era piaciuta agli appassionati del mondo degli allegri mostriciattoli tascabili. Sì, perché Pokémon Mystery Dungeon Squadra blu e Squadra rossa inseriva all’interno dell’universo Pokémon un nuovo canone e un nuovo tipo di gameplay che mancavano un po’ alla serie e che si sposavano perfettamente con la stessa.

Andiamo, impersonare un Pokémon direttamente e non il suo allenatore e vivere mille avventure in quel magico mondo da un punto di vista completamente differente! Sarebbe stato impossibile che i milioni di videogiocatori appassionati non si sarebbero lasciati trasportare da questo tipo di gameplay, innovativo per la serie (non per il genere), e da questo tipo di narrativa molto più matura e audace rispetto ai capitoli canonici della serie principale.

Finalmente abbiamo a che fare con una trama “vera”, profonda e ricca di personaggi secondari, e non, interessanti da scoprire. Abbiamo a che fare con un gameplay molto tecnico dovuto alla preparazione minuziosa di ogni spedizione (specie quelle da end-game) e alla corretta gestione dei parametri dei nostri Pokémon all’interno di ogni dungeon che si andrà ad affrontare.

Vi era poi la gestione delle proprie risorse fuori dalle spedizioni, la gestione dei “campi” utili per reclutare alcune specie di Pokémon particolari e quel guizzo di mistero e fantasia che bastavano a rendere la storia quantomeno interessante e ricca di moltissimi colpi di scena più o meno inaspettati. Poi insomma, il fascino di Mystery Dungeon era tutto nascosto nei primi minuti di gioco, quelli in cui si faceva un test e in base alla propria personalità veniva assegnato un Pokémon: semplicemente sublime per qualunque fan.

Un buon remake?

Squadra di Soccorso DX, il remake dei primi due storici capitoli della serie, manca di tutto questo fascino, però. E no, non sono gli anni passati che hanno fatto sì che quella speciale “magia” venisse meno con i vari capitoli di gioco perché anche tutti gli altri, usciti su Nintendo DS e 3DS, mantengono vive le stesse tradizioni e lo stesso “mood” di quei primi due giochi. Si tratta di qualcosa di diverso, qualcosa di non ben definito che rende Squadra di Soccorso DX… inferiore.

Sarà per i cambiamenti notevoli al livello di difficoltà che ora appare decisamente sotto tono e troppo al di sotto della media, o sarà quell’estetica da acquarello che proprio non sta bene addosso a questo tipo di gioco, o sarà semplicemente che il mondo è andato avanti e i primi due Pokémon Mystery Dungeon non sono poi così tanto adatti ai tempi che corrono: in soldoni… sono vecchi.

Sono pochi quei titoli che davvero possono dire di essere in grado di sopravvivere al gioco del tempo, agli anni che passano pur rimanendo sempre vivi, sempre in forze e potenti come lo erano un tempo. Pokémon in generale è una serie che non risponde a questa particolare legge: invecchia presto e subito, in ogni suo capitolo, semplicemente perché ogni capitolo (tranne i primi forse) arrivano sempre fuori tempo massimo.

Squadra di Soccorso DX è questo, un remake fuori tempo massimo uscito nella stessa epoca in cui i dungeon crawler propongono esponenti migliori nel genere e addirittura nel passano hanno proposto esempi migliori di gioco rispetto a quello che è questo nuovo Mystery Dungeon, oggi. D’altro canto, è innegabile osservare l’altro punto di vista, quello del nostalgico (quale io sono) che ha fra le mani un remake di quell’incredibile primo capitolo di uno degli spin-off di Pokémon più belli di sempre.

Ah, la nostalgia.

E il nostalgico guarda questa nuova veste estetica con gli occhioni gonfi di commozione e di ricordi, non sente che la difficoltà non c’è più, lui pensa di essere diventato bravo negli anni. E giocando ricorda e ricordando è felice: felice di rivivere nuovamente un’avventura che non ha mai dimenticato, felice di vedere qualche piccola novità, felice di vedere uno shiny che cammina nel dungeon.

...

Sì, Pokémon Mystery Dungeon: Suqadra di Soccorso DX non è altro che questo: una dolce e amara tazza di nostalgia che bevo con felicità, con stupore e con immensa tristezza. Perché se solo provo ad asciugare la commozione che mi annebbia la vista potrei rimanere turbato dalla mediocrità del prodotto e non voglio. Non voglio assolutamente che mi tocchiate Pokémon, non voglio assolutamente che mi tocchiate Mystery Dungeon. Andate via.