Per un motivo che non so ancora spiegarmi perfettamente sono finito, nell’ultimo periodo, a riprendere in mano Super Mario Maker 2 per vedere un po’ qualche nuovo livello da giocare in tranquillità tutto bello spaparanzato sul divano. Non so bene quale fosse la sostanza che guidava i miei pensieri in quel momento, ma decisi, in preda ad un esubero di masochismo, di avviare la sfida infinita in modalità estrema.

Confesso di aver pianto e di aver chiuso il gioco dopo qualche tentativo con quel tipo di livelli per poi finire prima sui canali YouTube di quelli che ho appreso essere dei “pro-player” di Super Mario, poi sui canali Twitch degli stessi. Ho imparato quindi che esiste tutta una terminologia del “Mario competitivo” e tutta una serie di trucchetti assurdi di cui non avevo mai sentito parlare.

Con lo spirito del giocatore hardcore che mi accompagna in ogni platform inizia la mia avventura su Kaizo Mario quindi, ovvero l’hack-rom estremamente complessa di Super Mario World da cui nasce tutto questo filone di titoli fan-made (e livelli di Mario Maker) “competitivi” del platform più famoso del mondo. Andato sul sito ufficiale e scaricati tutti gli strumenti del mestiere, mi procuro un pad SNES usb e comincio.

Giorno 1: Non posso farcela. Tutto mi sembra eccessivamente ostico e da un livello di difficoltà troppo, troppo elevato per il mio livello di abilità. Non capisco bene le tempistiche, ogni cosa sembra eccessivamente “sbagliata” e fin troppo punitiva. Decido di guardare un gameplay per capire cosa sto sbagliando e imparo due cose: l’emulatore che sto utilizzando fa schifo, o l’ho settato male, e il pad che sto usando ha un input lag mostruoso.

Non mi arrendo

Poco male, scarico l’emulatore utilizzato dal tizio in video, lo imposto come ha fatto lui e collego l’unico altro pad con una croce direzionale decente che ho in casa: il DualShock di PlayStation 4. Riesco a superare finalmente il primo salto del primo livello di gioco capendo che in effetti avevo qualche problema negli strumenti che stavo utilizzando. Perfetto.

Giorno 2: sono pieno di entusiasmo, posso farcela. Supero nuovamente il primo salto del gioco, giusto per essere sicuro di aver compreso pienamente quel tipo di tempistica a me completamente nuova e provo a fare il secondo. Ci vogliono circa 3 ore di tentativi prima che io riesca anche solo a capire come vedere il punto in cui devo atterrare che, con grandissimo orrore, ha una tartarughina spinata che ci cammina sopra.

Qualche altra ora più tardi mi arrendo nuovamente all’evidenza che forse non ho capito niente e cerco un nuovo video dal quale apprendo che in Super Mario World, lo “spin-jump” è Dio: letteralmente qualsiasi ostacolo è superabile con questa cosa ma non va utilizzato, ovviamente, nelle situazioni che non lo richiedono. Il salto in cui sono bloccato prevede un mix di entrambe le tipologie di salto che l’idraulico sa fare e anche una cosa che si chiama “cancel jump” che ti permette di bloccare il salto corrente e fare altro.

Ci vuole solo un sacco di tempismo e un cerotto sul pollice prima che io riesca ad atterrare dall’altra parte, evitare quella tartaruga ed effettuare un Save State tramite l’emulatore. Sono le 4 di notte di circa e ho troppo sonno anche solo per capire cosa diamine c’è da fare dopo. Chiudo piuttosto soddisfatto il gioco e rimando il problema a domani.

Perseveranza è la parola d'ordine

Giorno 3: Ricomincio il gioco, senza utilizzare il Save State, per capire se effettivamente ho capito bene quel salto o mi è riuscito per fortuna. Circa 4 ore più tardi inizia a riuscirmi una volta su tre, circa. Mi basta per sapere di aver capito ma non mi basta per essere convinto di riuscire ad andare avanti. Intorno alle 4 di notte, di nuovo, riesco a fare quel salto, sempre. Sono contento, posso andare a dormire.

Giorno 4: inizio a capire come ragiona il gioco e quali sono le tecniche da utilizzare per proseguire. A fine giornata ho completato il primo livello di gioco e mi sento estremamente spossato. Ho bisogno di una pausa quindi accendo Super Mario Maker 2 all’interno del quale scopro esserci anche un linguaggio interno a questi livelli super complessi (chiamati, guarda un po’, Kaizo Level). Corro quindi sul web ad imparare la simbologia degli “oggetti di scena” e provo a farne uno che sembrava essere molto semplice.

Lo supero al primo tentativo ma con un brutto tempo. Ci riprovo, e ci riprovo fino a stabilire il record sul livello (che è durato tipo 30 secondi perché la gente su Mario Maker è pazza). Sento di essermi riposato abbastanza e torno al mio Kaizo Mario, con il suo secondo livello fatto di seghe circolari e una follia che non credevo possibile, non dopo quel primo livello almeno.

Giorno 5: Strano ma vero concludo quel secondo livello che il giorno prima mi sembrava assurdamente impossibile in qualche ora. Salvo il gioco e torno a Mario Maker: avevo appreso esserci un creator che ha creato livelli che fungono da tutorial per tutte le meccaniche più avanzate e astruse del gioco. Inizio con un livello che mi spiega come si fa “l’on/off jump” che altri non è che il risultato della follia dei giocatori.

Giocatori sorprendenti e dove trovarli

In soldoni ci sono i blocchi “on/off” e subito sotto il blocco c’è il blocchetto che si accende e spegne con la pressione dell’interruttore. Con la corsa attiva e un tempismo da paura è possibile attivare l’interruttore, cancellare il salto e rifarlo nello stesso frame in cui il blocco inizia a comparire, così da venire “schizzati” più alto e raggiungere posti altrimenti irraggiungibili. Non so se essere estasiato o tremendamente impaurito. Non ho tempo comunque. Domani.

Giorno 6: faccio le 5 del mattino provando a completare quel livello. Ci riesco, ma quel salto non mi è ancora entrato dentro: lo sbaglio ancora troppe volte prima di riuscire a svolgerlo correttamente. Scopro che i JoyCon non sono adatti e che servirebbe il Pro Controller. Non lo ho e impreco, ma proprio tanto perché non ho voglia di comprare quel controller solo per questa follia che so che non mi durerà per sempre

Ad oggi ho finito il terzo livello di Kaizo Mario, non ho ancora un Pro Controller ma riesco a barcamenarmi nei livelli più tosti di Super Mario Maker 2. Ho imparato una marea di cose e, in un modo che non so ancora ben definire, sono diventato un giocatore più “grande”. Riguardo il me del passato e penso “caspita, ne ho fatta di strada se sono stato una settimana intera ad imparare a giocare a… Super Mario”. Già, Super Mario.

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Ma ci pensate che quel maledetto idraulico baffuto nasconde tutti questi segreti e tutto questo sottobosco di gameplay? Una community incredibilmente prolifica, ricca di tutorial e consigli per i neofiti ma sopratutto un gioco che a così tanta distanza di tempo sa essere ancora dannatamente sorprendente e moderno. Vi consiglio di provare qualcuno di questi livelli o qualcuna di queste hack-rom: sono certo, certissimo, che vi farebbe bene in mille modi diversi.