Final Fantasy VII Remake è oramai una relatà più che consolidata, specie pensando a quella demo che è da poco approdata sullo store di PlayStation e che sta già facendo molto discutere i più nostalgici fra i giocatori (e non) per la qualità di doppiaggio e adattamento. Ma non ci importa, almeno in questa sede non è di questo che vogliamo parlare.

Parliamo invece di “nostalgia” e di quanto questa stia giocando un ruolo fondamentale per il progetto “Final Fantasy VII remake” e partiamo da uno degli assiomi fondamentali del mondo videoludico: “il primo Final Fantasy che giochi nella tua vita diventa il tuo Final Fantasy preferito”, sapete no? Quello che cui uccidereste l’amico che ha osato dire che qualcosa non va in quel particolare capitolo della serie.

Vedete, la serie di Square Enix è una fra le più interessanti da analizzare sotto il fattore nostalgia perché lei, più di altre, ha dato vita ad un canone videoludico molto particolare generando quasi una specie di culto che ruota attorno ad essa ricco di rabbia, amore, coccole e coltelli da lancio infilzati nel petto di chiunque osi trasgredire al credo.

All’interno di questo culto, che ricordiamo basarsi sul grande assioma dei videogiochi di cui abbiamo discusso poco fa, ci sono una piccola serie di religioni inferiori nate dalle costole di quella principale. Alcune sono più o meno grandi di altre, alcune più violente e altre più pacati. Bene, in questo marasma di effigi da adorare e altari nascosti in cantina c’è uno dei sotto-culti che è più forte e imponente di tutti gli altri: quello di Final Fantasy VII.

Anzi, è quasi possibile asserire che la grande religione di Final Fantasy sia, per moltissimi giocatori, legata solo ed esclusivamente al settimo capitolo della serie (principale) quindi è facile immaginare come questo remake sia così importante e sentito per il mondo videoludico intero e quanto ogni possibile sbaglio da parte di Square possa mettere in moto un violentissimo e pericoloso meccanismo di nostalgia la cui portata non è quantificabile.

L'importanza di chiamarsi Cloud

Bene, perfetto. Fermiamoci un attimo a riflettere però con un quesito ben piantano in testa: ma Final Fantasy VII è davvero il migliore fra tutti i Final Fnatasy della storia? Certo, mi rispondereste dicendo che sono stato proprio io, qualche paragrafo sopra, a parlarvi di quel famoso assioma e che quindi non può esistere una risposta universalmente accettata alla domanda. Anzi, si può rischiare quasi di perdere la vita provando a dare una risposta del genere.

Per fortuna ne ho raccolte un po’ nei livelli precedenti quindi anche se ne pardo qualcuno va bene lo stesso, quindi proverò a darla una risposta e questa è “no, Final fantasy VII non è assolutamente il miglior capitolo della serie e l’unico motivo per cui se ne ciancia tanto e tutti non vedo l’ora che ‘sto benedetto remake arrivi sul mercato è che questo Final Fantasy è stato il primo per loro”. Punto.

In tanti altri potrebbero darvi la stessa risposta per tanti altri capitoli della serie e questo ci porterebbe a pensare, quasi, che non esista un Final Fantasy migliore di altri ma che si attestino tutti su un discreto livello qualitativo. E non venitemi a parlare di X-2 o saga di Lightning perché anche questi due capitoli piacciono ad una buona schiera di persone (fra l’altro il X-2 è stato il mio primo Final Fantasy e indovinate un po? Mi fa schifo lo stesso).

E allora perché Final Fantasy VII sembrerebbe essere più importante degli altri? Perché proprio questo dannato capitolo è così sentito nel mondo e invece il sesto (che per il sottoscritto è insuperato e insuperabile) invece non ha le stesse attenzioni salvo poi, nelle conversazioni, sentirsi dire “eh, ma sai che in effetti quello è meglio?” (nota bene che puoi sostituire VI con capitolo a caso diverso da X-2 e XIII).

Davvero è importante?

Però niente. Final Fantasy VII è, unanimamente, il Final Fantasy della vita. Quello che se non lo hai mai giocato allora non puoi parlare di videogiochi, quello che “mamma mia le lacrime” (e allora Squall?) quello che, insomma, tutto. La risposta credo, in fin dei conti, sia anche piuttosto semplice: Final Fantasy VII è il primo su PlayStation, il primo per tanti, troppi videogiocatori nonché uno di quelli che è stato un po’ un emblema per noi occidentali.

Diciamo anche per i giocatori del Sol Levante, ecco, possiamo dire che c’è Final Fantasy prima del sette e Final Fantasy dopo l’avventura di Cloud e compagnia e chi ha avuto modo di vivere in prima persona l’inizio della seconda epoca della saga… beh, non può fare a meno di portare nel cuore chi è stato ad iniziarla senza pensare se in effetti la qualità del titolo sia effettivamente alta come pensa.

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Sì, è vero. Final Fantasy VII è un gioco incredibile e fuori scala nonché uno fra i migliori capitoli della saga ma il punto è questo: piano con la nostalgia, ragazzi. Non parliamo del gioco della vita, è chiaro, e basta che vi fermiate un attimo a riflettere su quante volte avete ammesso che, in effetti, un altro capitolo lo supera in tutto per sapere che questo remake è solo un vivere una seconda volta quel magico inizio.