Insieme alla scadenza dell’embargo della prova di tre ore per Final Fantasy VII Remake, in cui i colleghi italiani ed internazionali hanno raccontato le loro impressioni su una lunga demo, è arrivata a sorpresa una demo sul PlayStation Store. Breve, della durata di circa un’oretta, l’iconica bombing mission che si conclude con lo scontro con il ragno meccanico.

Dico “iconica” ma io Final Fantasy VII non l’ho mai giocato.

Lo conosco, ne ho ovviamente sentito parlare allo sfinimento, l’ho studiato quando necessario per analisi ed approfondimenti, ho usato le sue musiche per i momenti più topici delle mie partite di Dungeons & Dragons, ma non ho mai giocato né l’originale, né una qualsiasi versione apparsa successivamente dal 1997 ad oggi.

Final Fantasy VII Remake

È stato interessante, quindi, approcciarsi alla demo in questione cercando di impostare la propria mentalità come un acquirente ignaro, o quasi, di questo pezzo di storia videoludica. D’altronde, Final Fantasy VII Remake ha come obiettivo anche il cercare di essere appetibile al pubblico del 2020, che abbia o meno mangiato pane e JRPG nella sua vita. Questo remake fa anche un’altra cosa molto importante: stravolge il combat system e la struttura narrativa del titolo originale.

Sanno ormai tutti che Sephiroth sarà una presenza, più o meno tangibile chissà, fin da subito. Square Enix ha infatti lavorato anche alla costruzione della storia, per renderla al passo con i tempi e, plausibilmente, far sì che questo primo capitolo sia un’esperienza videoludica completa in tutto e per tutto. Detto ciò, lo sviluppatore nipponico fa anche tesoro del lavoro fatto da Final Fantasy XIII (neanche questo mai giocato, ma sono uno che studia e assimila in fretta) in poi, culminato con il combat system farraginoso improntato all’azione di Final Fantasy XV (che invece ho giocato e amato molto, nonostante gli evidenti problemi). Ma, e questa è la sorpresa più rassicurante, siamo ben lontani da quel mostro di Frankenstein che era il sistema che reggeva i combattimenti di Noctis e della sua combriccola.

Quindi, appurato che il paragone con il vecchio Final Fantasy VII in questo articolo non esiste, com’è Final Fantasy VII Remake come action-rpg del 2020?

Final Fantasy VII Remake

Beh, ci mette molta action nell’action-rpg. Ma non pensate di ritrovarvi di fronte ad un titolo di Platinum Games perché, facendo attenzione ed aprendo la mente, Final Fantasy VII Remake si scopre che è molto più gioco di ruolo di quanto i trailer abbiano fatto intendere finora.

I combattimenti a turni non esistono più ma… c’è l’ATB. L’idea geniale è che lo storico Active Time Battle della serie diventi praticamente una pausa tattica. La barra si riempie compiendo azioni tra cui, ovviamente, l’attacco, e poi si possono impiegare delle porzioni di ATB per fare qualsiasi altra cosa che non sia combattere. Le mosse speciali, le magie, ma anche l’uso degli oggetti in combattimento, tutto costa almeno una barra. Barret, ad esempio, nella demo ha una mossa speciale che consuma tutto l’ATB, sparando un colpo dal danno proporzionale al quantitativo consumato.

Se combattere contro due soldati semplici non fa nemmeno venire il dubbio nel fracassare o meno il pulsante dell’attacco per avere la meglio, già quando le cose si complicano leggermente creando un campo di battaglia strutturato su più livelli e distanze bisogna cominciare a pianificare le mosse con attenzione. La pausa tattica permette di cambiare agilmente tra un personaggio e l’altro (cosa che si può fare comunque in velocità), nonché di ordinare ai compagni la prossima azione.

Final Fantasy VII Remake

I nemici inoltre hanno punti deboli, a volte in termini di vulnerabilità a tipi di danno o elementi, anche fisicamente deboli, come il citato ragno robotico che, durante una fase della boss fight, va colpito alle spalle per abbattere la sua barriera. Inoltre c’è il sistema della Tensione, una barra da riempire per stordire l’avversario e quindi approfittarne per scatenargli addosso il maggior numero di danni possibili senza che questi possa reagire. Perché come ogni buon action i colpi possono essere anche parati (il danno viene minimizzato, non annullato del tutto) e schivati. Le azioni che i personaggi compiono possono essere interrotte nel caso di un attacco nemico, pertanto anche decidere il tempismo con cui richiamare una magia, un oggetto oppure una tecnica diventa importante una volta capito come i nemici attaccano, che distanza possono coprire e che tipo di intelligenza artificiale supporta le loro reazioni.

Final Fantasy VII Remake sembra per il momento un vero e proprio action-JRPG, il primo in assoluto forse, o almeno di questa epoca moderna, e di quella nuova con una Square Enix che ha bisogno di riprendere la scia e tornare di prepotenza tra i big del mercato.

In tutto questo si possono impostare anche delle scorciatoie (L1 + uno dei quattro tasti principali) per richiamare al volo oggetti, magie e tecniche speciali. Da appassionato di action quale sono, il pensiero delle combo che si riesce ad arrivare a fare in velocità quando il gioco avrà cominciato a districare tutto il suo potenziale e personaggi mi esalta onestamente. Un debuff, una magia, una tecnica per aumentare lo stordimento ed una Limit Break per chiudere si prospetta quasi come una buona combo di un Devil May Cry a caso.

E la risicata demo del PlayStation Store non ha mostrato chiaramente nulla del potenziale. Ci sono le Materia da capire, così come le Invocazioni il cui funzionamento non è stato esplicitato del tutto. Si tratta comunque di un progetto davvero interessante, che nonostante le peripezie durante lo sviluppo dimostra di avere le idee chiare e poter riproporre una nuova formula di gioco per una storia che è un classico immortale del mondo dei videogiochi.

Final Fantasy VII Remake

Certo i dubbi sono tanti, intendiamoci. Non sono per fortuna nell’aspetto tecnico perché Final Fantasy VII Remake è esteticamente sorprendente. Basti pensare ad Advent Children, e rendersi conto che nel 2020 l’animazione 3D in tempo reale ha superato in termini di qualità un intero film in CGI dal budget considerevole. Per non parlare di quando, forse e chissà, uscirà anche su PC come Death Stranding ed Horizon Zero Dawn.

C’è una IA da valutare sul lungo termine, perché quando ci sono degli alleati che combattono da soli in boss fight che hanno dei picchi potenzialmente mortali se si comincia ad accanirsi premendo il solo pulsante d’attacco, la frustrazione nel vedere i propri alleati comportarsi in modo buffo e poco coerente è una prospettiva potenzialmente reale. Come una telecamera che spesso si è presa tutto il tempo del mondo per supportare l’azione di gioco, andando a coprire metà dello scenario e non centrando la visuale della boss fight per un lungo periodo.

Un’altra cosa che sta già facendo impazzire i giocatori è l’adattamento dei dialoghi. Come un flashback del Vietnam che ci fa tornare in mente Gualtiero Cannarsi ed Evangelion su Netflix, si nota in moltissimi frangenti come il testo in italiano dei dialoghi sia diverso da ciò che i personaggi dicono in inglese. Molto diverso, a volte piccolezze, ma anche incomprensibili cambiamenti dell’ordine delle frasi in un periodo, ma in alcune occasioni anche andando a cambiare il tenore di ciò che i personaggi dicono e quindi, purtroppo, rischiando di snaturarli. Come lo sboccato e sfacciato Barret che, doppiato divinamente come un gangster newyorchese, purtroppo nei dialoghi nella nostra lingua risulta un padre di famiglia solo leggermente alterato quando apostrofa Cloud in modi poco rispettosi per sfotterlo. Speriamo bene, soprattutto per i fan che aspettavano questo titolo da tempo.

Final Fantasy VII Remake

Infine beh, ci sono gli interrogativi storici che Final Fantasy VII Remake si porta dietro dal suo annuncio. Come sarà questa fantomatica struttura ad episodi? Ci sarà un endgame? Come si evolverà questa serie e quando usciranno gli altri episodi?

Ovviamente bisognerà fare un atto di fede, per ora. Per quanto riguarda una persona come il sottoscritto che vuole finalmente scoprire Final Fantasy VII, un immaginario ancora molto interessante in chiave semi-cyberpunk nell’anno che consacrerà questo genere definitivamente, che parla di temi molto attuali e condivisibili anche oggi, il remake di Square Enix si porta in dote una struttura interessante ed intrigante da approfondire.

Un progetto molto rischioso alla prova dei fan di Final Fantasy VII, quelli che davvero stanno aspettando questo remake da sempre. Non vorrei essere onestamente nei vostri panni, perché capisco cosa si prova a rischiare di venire fortemente delusi. Sono curioso, credo che coglierò finalmente l’occasione per scoprire il 10 aprile prossimo cosa c’è di così meraviglioso (una parte, almeno) in questo Midgar di cui ho sempre sentito parlare moltissimo. Perché il combat system mi ha già fatto suo.