Fra un po’ di vita vera e un altro, in questi ultimi giorni il mio unico pensiero fisso è stato, e sarà ancora per un bel po’, Dreams e l’immensità di quello che questo grandioso titolo firmato Media Molecule è in grado di offrire a chiunque ci si approcci, che sia un creativo, un giocatore o semplicemente un passante curioso.

Proprio in vista di questa grandissima varietà di contenuti presenti all’interno di Dreams che abbiamo deciso di non proporvi una recensione standard del gioco, quando un piccolo viaggio all’interno dei suoi contenuti, diviso in tre piccole tappe, che culminerà in un approfondimento finale con tanto di voto (perché a voi piacciono tanto questi numeri che stanno molto stretti a produzioni simili).

Mentre lasceremo da parte elementi come il Laboratorio dei Sogni e il Sogniverso (non importa se oggi, in prima battuta non sapete di cosa parlo, perché ne riparleremo nei loro articoli dedicati), oggi ci concentriamo sul Sogno di Art, un piccolo “show-reel” regalatoci da Media Molecule che serve non tanto a fornire a Dream una “campagna” quanto a mostrare tutto il potenziale dello strumento che gli sviluppatori ci hanno messo in mano.

Perché Dreams in fondo non è altro che un piccola fucina di idee e innovazione che mette a disposizione di chiunque tutte le opere che appassionati di tutto il mondo hanno deciso di donare alla community. E non parliamo di semplici mini-giochi o operette da quattro soldi, quanto di sistemi anche piuttosto complessi ed elaborati, sia dal punto di vista artistico che quello logico.

dreams

Il Sogno

Il Sogno di Art non è altro che una di queste tante piccole stelle che costellano l’universo di Dreams e che ci è messa a disposizione dagli sviluppatori stessi, che non sono altro che creativi come tutti gli altri che hanno dato un contributo a rendere più luminoso e bello quel cielo che possiamo esplorare prendendo il pad in mano e lasciarci andare al sogno.

Il Sogno di Art è, come si diceva, quella che è possibile definire come la campagna principale del titolo, anche se basterà farsi un giro di qualche minuto per scoprire che non si tratta altro che una galleria di composizioni, artistiche e musicali, in grado di mostrarci la grandezza e la magnificenza di un’opera ancora più grande di lui. Dreams appunto.

Ecco che, al netto di una storia piuttosto lineare (e ricca di momenti narrativi davvero molto alti), possiamo godere di un estro fuori scala nel game design che ci propone una volta un punta e clicca, un’altra un platform per poi passare da un gioco di guida, uno shooter e anche piccoli intermezzi musicali a ‘mo di musical che fanno letteralmente rabbrividire.

E non ti fanno rabbrividire semplicemente perché sono perfetti (e lo sono, fidatevi) quanto per il fatto che in ogni momento del gioco il pensiero fisso è “ma davvero tutto ciò lo si è creato con Dreams?”. E scoprire che la risposta è sì, è di uno stupefacente tale che nessun’altra produzione videoludica può riuscire nemmeno solo ad avvicinarsi a quanto Dreams è stato in grado di fare.

dreams

Dopo Art, cosa?

Mettendo da parte però lo stupore per lo strumento di creazione che ci permetterebbe di dare vita a opere complesse come il Sogno di Art, cosa ci rimane di questa piccola produzione interna al titolo? Ci rimangono le lacrime, ecco cosa. Lacrime di sincera commozione per una storia che racconta con una dolcezza imbarazzante la caduta nella depressione di un musicista che deve combattere con i suoi demoni e con il suo passato.

E sulle note finali dell’avventura, tutte le emozioni che Media Molecule ha sapientemente tenuto ingarbugliate all’interno di una rete troppo piccola, scoppiamo e ci affogano nell’impotenza di fronte ad un capolavoro simile. Un capolavoro così intenso e così vivo che fa quasi pensare che Media Molecule debba necessariamente concentrarsi su un progetto narrativo a tutto tondo, più lungo e più complesso.

Il Sogno di Art non ci dimostra semplicemente quanto è potente Dreams (e, lo ripeto, lo è), non ci dimostra semplicemente che si può creare un grandissimo gioco con due elementi in croce, ma ci dimostra anche e sopratutto quanto i ragazzi di Media Molecule siano capaci e quanto sia necessario, quasi, che arrivi sul mercato, il più presto possibile, una produzione di questo livello e di questa marcatura.

...

Al netto dell’imponenza di Dreams e della sua monumentale bellezza e meraviglia, perché è vero che siamo di fronte ad un prodotto completamente nuovo e, per certi aspetti, spiazzate per l’industria, ma è anche vero che è il momento di fare un ulteriore passo e assaporare qualcosa che possa andare oltre al lato artistico del nulla.