Ogni tanto ci si trova di fronte a titoli che ti colpiscono con un fortissimo pugno nello stomaco e così è successo con Through the Darkest of Times, gioco sviluppato da Handy Games e disponibile su Steam nei prossimi giorni.

Non sembra essere un caso, il fatto che il titolo venga reso disponibile a pochi giorni di distanza dal Giorno della Memoria, in quanto le tematiche trattate toccano neanche troppo indirettamente le vicende dei milioni di persone di religione ebraica che persero la vita a causa di una vera e propria follia.

Through the Darkest of Times è sostanzialmente un titolo storico che ci catapulterà nel bel mezzo della Germania nazista, fin da quel giorno del 1933, quando l'allora Presidente Hindenburg chiese ad Adolf Hitler di formare un nuovo governo. Un evento si importante, ma che venne sottovalutato da molti in quei giorni. Banalmente, la storia quel giorno prese una strada terribile.

Nel corso degli anni i videogiochi ci hanno mostrato titoli nella quale potevamo cambiare la storia, modellarla al nostro volere, nella quale pochi eroi sono stati in grado di salvare il mondo. Ebbene, questo non è il caso.

Sulla scia di This War of Mine

Il gioco più simile a Through the Darkest of Times è forse This War of Mine; non nel gameplay, ma sicuramente nelle intenzioni. Se 11 bit studios ci metteva nel bel mezzo della guerra, senza alcuna possibilità di poter cambiare le sorti della stessa, Handy Games fa la stessa cosa, catapultandoci nella Berlino degli anni '30.

La premessa del gioco è semplice: Hitler è appena salito al potere. Da questo momento tutto inizia a cambiare. Antisemitismo, razzismo, avversione a qualsiasi altra ideologia iniziano a farla da padrone e noi sostanzialmente non potremo fare quasi nulla per fermare questa marea.

All'inizio del gioco sceglieremo il nostro protagonista. Con un tiro di dado sceglieremo sesso, ideologia e motivazione dello stesso, mentre l'unica cosa che potremo personalizzare sarà il suo nome.

Avremo tutta una serie di parametri e caratteristiche che andranno a differenziare il nostro e gli altri personaggi. Tra questi ci sono il livello di cultura, l'empatia, il carisma, la forza e la capacità di agire silenziosamente.

Una volta passata questa fase ci ritroveremo nella nostra base insieme ad un paio di altre persone pronte ad organizzare una vera e propria resistenza.

Through the Darkest of Times si struttura in due livelli di gameplay. Nel primo ci occuperemo della gestione delle varie risorse, che siano soldi, materiali, equipaggiamento e nelle fasi più avanzate del gioco anche armi. Dovremo anche occuparci degli uomini o delle donne che comporranno la nostra squadra, ma anche dei nostri silenziosi sostenitori.

Dopodiché avremo una parte di pianificazione delle missioni. La mappa di Berlino, infatti, ci mostrerà i vari quartieri della città, ricoperti delle possibili azioni che potremo compiere di turno in turno. Queste andranno dal recupero di soldi, al cercare nuovi sostenitori, ma anche azioni di sabotaggio o di salvataggio.

Ognuna di queste mostrerà quali sono le caratteristiche migliori, richieste per essere risolte al meglio. Dopodiché scegliere quali uomini o donne mandare. La nostra scelta comporterà ovviamente la riuscita più o meno efficace della missione, ma ci sarà anche una percentuale di rischio.

What if...

Ricordiamo che siamo nella Germania nazista; tra SS, Gestapo, ma anche normali cittadini fedeli al Reich i rischi per noi saranno molteplici. Potremmo essere individuati, facendo crescere dei sospetti nei nostri confronti e compromettendo il nostro gruppo, oppure potremmo essere catturati o uccisi.

Potranno esserci dei momenti, in cui la risoluzione di una determinata missione porterà quasi sicuramente alla morte di colui che sceglieremo per compierla. La faremo o lasceremo perdere?

Non mancheranno questi momenti, in cui dovremo prendere delle decisioni cruciali e che potrebbero cambiare il nostro destino, comportando quindi un nostro prematuro “Game Over”.

Questi eventi potranno essere di natura storica, come l'incendio del Reichstag, la Notte dei Dristalli o lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Sia chiaro, non avremo alcuna voce in capitolo nella realizzazione di questi eventi, ma più sulle loro conseguenze.

Affianco a ciò, potremo incontrare vari personaggi, intellettuali contrari al regime, persone di religione ebraica in fuga e così via. Ogni volta dovremo decidere cosa fare, come agire e se si tratta di persone dovremo vedere se ignorare le loro richieste di aiuto o rischiare il tutto per tutto per salvarle.

Nel corso dei 4 capitoli di cui è composto il gioco e che ci porteranno in momenti abbastanza importanti della storia della Germania, dal 1933 alla Seconda Guerra Mondiale, saremo noi a decidere l'obiettivo finale del nostro gruppo.

Potremo, infatti, decidere di fregarcene completamente delle persone in difficoltà che incontreremo e compiere azioni di sabotaggio e disturbo contro il regime nazista, oppure potremo pensare più al lato umano e cercare di salvare più persone possibile dal massacro.

La sensazione di star combattendo contro dei mulini a vento sarà comunque un fil rouge di quasi tutta l'esperienza di gioco. Che si concluderà con un finale a dir poco agrodolce, a seconda delle scelte compiute e che lascia quella sensazione di straniamento troppo poco considerata nella realizzazione dei videogiochi più mainstream.

Puro istinto

Durante le varie scene del gioco, può capitare di assistere ad un evento particolare, come una pila di libri bruciati, oppure dei cartelli antisemiti fuori da un negozio o peggio.

Il gioco ci darà la possibilità di chiacchierare con gli altri spettatori e li sentiremo le opinioni più varie e molte volte le più sorprendenti. Sentiremo una giovane mamma gioire di quello “sporco ebreo” morto per la strada, o l'energumeno quasi mettersi a piangere per un pila di libri gettati tra le fiamme.

Questi momenti portano a sentimenti di rabbia, molto forte e molte volte mi è capitato di prendere decisioni in base al puro istinto, come per esempio intervenire al vedere un gruppo di SA pestare un anziano di religione ebraica. Non siamo supereroi ed il mio protagonista si è risvegliato in una pozza di sangue.

Le nostre azioni non porteranno ad alcuna modifica della storia, perché quella non è la morale del gioco. Noi, anche oggi abbiamo pochissima possibilità di fare qualcosa da soli, per questo è importante il ricordo e fare in modo che questi eventi non si ripetano.

Ogni tanto si sente dire da alcune parti politiche che è impossibile che si ripetano. Eventi accaduti anche negli scorsi giorni ci insegnano invece a tenere la guardia alta. Scritte antisemite proprio nel Giorno della Memoria, sulla casa di una partigiana o sulla casa di una donna di Torino, sono segnali sempre più allarmanti.

Se il gioco mi ha insegnato qualcosa è stato che insieme, mantenendo la guardia alta si può pensare di evitare che queste cose accadano. Non tutti i tedeschi erano nazisti o razzisti o antisemiti. Molti si sono semplicemente lasciati convincere, più per paura delle ripercussioni che per pura convinzione. Ed è proprio questo che va combattuto, l'abituarsi a determinati eventi “sopra le righe”.

In conclusione, Through the Darkest of Times è un titolo che va giocato. Indipendentemente da età sesso o qualsiasi altra caratteristica pensate. Ad ognuno di voi vi insegnerà qualcosa di diverso probabilmente ed è questo l'importante.

La componente gestionale non è molto profonda ed è per questo abbastanza aperta al pubblico. Se cercate un titolo super approfondito dal punto di vista del gameplay, non è il gioco giusto, ma come detto prima provatelo comunque.

Disponibile per PC