A poco più di un mese dall'annuncio di Senua’s Saga: Hellblade II, Ninja Theory ha “sganciato” il teaser di un'altra piccola bombetta, Project: Mara. Trattasi di un gioco, che come il succitato sequel di Hellblade proverà a raccontare una storia di disturbi mentali in una maniera del tutto innovativa.

Quale sarà questa “maniera” non è dato ancora sapere, ma considerando quanto fatto nel primo capitolo della saga di Hellblade, le carte per produrre un nuovo capolavoro ci sono tutte. Sorpresa delle sorprese, Project: Mara potrebbe rientrare nel genere horror, il che rende ancora più interessante questo titolo. Cerchiamo comunque di andare con ordine.

Ho pensato a lungo su cosa incentrare questo articolo, partendo ovviamente dall'analisi di questi circa 40 secondi di video. Per farlo dobbiamo fare, però, un piccolo passo indietro e raccontare dei “Dreadnought Diaries”: una serie di video, incentrati sul lavoro svolto in questi mesi e nei prossimi anni dallo sviluppatore inglese.

Il primo di questi si intitola “The Mission” e passa in rassegna tutti i progetti legati a questa macro-operazione di Ninja Theory, che a quanto pare erano stati già rivelati nelle settimane scorse.

I diari di sviluppo

“Dreadnought” che tradotto in italiano significa “non temo nulla” è il riassunto perfetto per questo manifesto di intenti, che si basa su questi tre progetti messi in campo dallo sviluppatore inglese. Questi sono stati presentati, come detto, più o meno nell'arco degli ultimi 2-3 mesi e li si potevano riconoscere per via di una serie di pallini all'inizio di ogni trailer.

Sbadatamente anche il sottoscritto se li è lasciati sfuggire da sotto il naso, pur avendoli notati nel trailer di Senua’s Saga: Hellblade II, senza però dargli la giusta importanza. Il primo video a rientrare in questi “manifesto” è quello di The Insight Project, un vero e proprio progetto di ricerca, che cerca di creare un connubio tra videogiochi e neuroscienze.

Con le esperienze acquisite nel primo capitolo, infatti, Ninja Theory ha deciso di mettersi all'opera offrendo un terreno di studio a qualunque ricercatore nel campo delle malattie mentali. Lo scopo è quello di creare mezzi e conoscenze, anche attraverso i videogiochi per offrire una risposta medica e scientifica alla cura di alcune malattie mentali.

Il manifesto di questo progetto è lungo circa 21 pagine e passa in rassegna numerosissimi argomenti, spiegando in parte come i videogiochi possano essere utilizzati per alleviare alcuni disturbi mentali. Ovviamente non si deve pensare solo a disturbi molto gravi come schizofrenia o psicosi, ma ci si rivolge anche la più classica delle depressioni, disturbi d'ansia e così via.

Il secondo pallino e secondo punto di questa nuova direzione di Ninja Theory è ovviamente Senua’s Saga: Hellblade II, di cui abbiamo già parlato in un paio di precedenti approfondimenti. Qui mi preme sottolineare, come sia stato svelato qualcosina di più.

“Hellblade ci ha dato una visione molto personale della psicosi”, e “questo sequel si sviluppa su quella base”. L’intento di Hellblade II è “mostrare come la follia e la sofferenza formino miti, divinità e religioni”, ha spiegato Tameem Antoniades, capo creativo di Ninja Theory.

Il terzo ed ultimo pallino, infine, è comparso nel trailer di Project: Mara.

Il video si apre con una frase molto emblematica: “non so più dire cosa è reale”. Subito dopo si vede l'inquadratura di un corridoio, all'apparenza di un ufficio o comunque di un locale pubblico. Quale potrebbe essere la vera location di questo gioco, lo diremo tra qualche riga.

Il fotorealismo

In ogni caso non è necessario sottolineare l'incredibile qualità grafica di questa scena, che mostra la grande capacità di Ninja Theory di realizzare ambienti estremamente fotorealistici.

Proprio per questo, la frase all'inizio del teaser potrebbe essere indirizzata tranquillamente all'incredibile qualità di questa scena. Non fosse che, la vera ragione di quella sentenza è quella più ovvia, legata ad un qualche tipo di disturbo mentale della protagonista.

Se si osserva con attenzione questi pochi secondi di video, si possono vedere ai due lati della stanza le porte di alcuni ascensori, con una superficie metallica e riflettente. Guardandole si può notare una figura fumosa riflessa su di essi.

Quella figura in teoria sarebbe al centro della scena, solo che noi non la vediamo se non attraverso i riflessi, come se l'idea alla base fosse quella di dare l'idea di una presenza, che non riusciamo per bene ad identificare.

Si tratta di una sensazione che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita, magari quando siamo in casa al buio da soli, o in qualsiasi altra situazione di solitudine. Questa piccola scena è la perfetta rappresentazione di questa sensazione, ma riesce comunque ad introdurci a quelle che potrebbero essere le fobie della protagonista.

Quest'ultima ci viene presentata nella scena dopo con il nome di Mara; nome che si intravede sullo schermo di un computer, all'interno di quella che sembra essere una sorta di diagnosi medica. Non si riesce a capire molto, essendo il campo dell'immagine molto ristretto, ma sembra parlare del “cuore reale del suo problema”.

La scena successiva mostra una stanza deserta, con una scala al centro in marmo nero e due quadri molto particolari appesi alle pareti. Qui non siamo riusciti a trovare la figura fumosa, vista nel corridoio, ma questo scorcio è altrettanto importante, per parlare dell'ambientazione del gioco.

All'interno del Dreadnought Diaries, infatti, Tameem Antoniades ha specificato che Project: Mara avrà un solo personaggio – la protagonista – e una sola location e quest'immagine rivela la vera ispirazione per questa ambientazione.

Più P.T. che Hellblade

Infatti, si tratta nientepopodimeno che degli studi di Ninja Theory. Qui di seguito potete vedere una foto scattata da uno degli sviluppatori in compagnia dei suoi colleghi.

Non si tratterà quindi di un titolo open world o comunque di un'avventura che ci guiderà in diversi luoghi come il primo Hellblade, ma un titolo più contenuto. Il primo pensiero va al lavoro svolto con P.T. da Hideo Kojima: una serie di corridoi in un loop infinito, che ancora oggi risulta essere un “titolo” molto più interessante di moltissimi giochi horror fatti e finiti.

L'idea quindi di avere un'unica ambientazione come fulcro di tutta l'esperienza di gioco è sicuramente stimolante, soprattutto nel cercare di capire come gli sviluppatori hanno pensato il gameplay, che stando alle loro brevi dichiarazioni potrebbe essere molto innovativo, soprattutto lato storytelling.

Subito dopo si torna a vedere lo schermo di un PC, che mostra una TAC al cervello della paziente di cui scopriamo il nome completo, Mara Fischer. Il tutto è seguito da altre immagini del referto, in cui si vedono accenni a questa ipotetica patologia della donna.

Si legge di “costrutto mentale” che userebbe “per distrarsi”, per poi arrivare alla parola cardine di questo primo teaser: terrore, il grado massimo della paura.

“Project: Mara si fonderà sulla reale rappresentazione del vero terrore mentale” ha annunciato Tameem Antoniades. “Si baserà soprattutto su ricerche, interviste e materiale acquisito da noi, per ricreare l'orrore della mente nel modo più accurato possibile”.

Un'idea piuttosto avvincente, sottolineata anche dagli ultimi secondi del trailer nel quale si può vedere l'attrice Melina Juergens, che dopo aver interpretato Senua torna anche in questa nuova esperienza videoludica ad opera dello sviluppatore inglese.

In questa brevissima scena si vede Mara nel buio più totale, muoversi in maniera piuttosto agitata. Si comincia ad intravedere qualcosa dietro di lei, una sorta di figura che si volta all'ultimo secondo mostrando una versione “corrotta” ed “oscura” della stessa protagonista.

Anche qui, si potrebbe ipotizzare che questa figura sia una sorta di rappresentazione del suo disturbo. Da notarsi, infatti, come le due “persone” si muovano quasi in sincrono, ma opposte, come se una delle due avesse a che fare con il suo Doppelgänger.

La lunga attesa

Infine, l'informazione per ora più desolante: nessuna data di uscita. Per ora come per Senua’s Saga: Hellblade II sappiamo solo che il gioco sembra essere in una fase embrionale di sviluppo, ed è assolutamente probabile che non esca nemmeno entro quest'anno.

L'altra ipotesi è che trattandosi di un titolo estremamente contenuto, a livello di ambientazione e di personaggi, possa fare il suo debutto insieme alla nuova Xbox. Anche se questa risulta essere più una speranza, che una certezza.

Project: Mara è un titolo che da l'impressione di essere estremamente innovativo, almeno negli intenti. L'idea che per generare terrore o orrore si vada a scavare nella psiche di una persona è estremamente avvincente e per una semplice ragione.

Perché la paura vera è lì. Non è nello jumpscare o nel mostro, ma nella distorsione della realtà, causata dal nostro cervello. Senza dover scomodare persone che hanno sofferto di allucinazioni o peggio, chiunque abbia mai sofferto di paralisi del sonno, può intuire cosa intendo.

La sensazione di essere bloccati a letto senza possibilità di muoversi, mentre avverti delle presenze intorno a te che ti minacciano, è una paura ed un terrore ben al di sopra di qualsiasi jumpscare offerto dai media attuali, di genere horror.

Se sono riusciti a ricreare anche solo vagamente quella sensazione, attraverso una particolare declinazione di gameplay, saranno riusciti nel creare un capolavoro del genere. Ovviamente per saperlo dovremo aspettare e noi saremo qui, pronti a provare questo nuovo titolo di Ninja Theory.