Durante il weekend appena trascorso si è tenuta la prima data di stress test per Temtem, un titolo di cui avrete sicuramente sentito parlare per la sua, nemmeno troppo nascosta, somiglianza al mondo Pokémon (la descrizione del gioco lo riporta anche a chiare lettere). Abbiamo giocherellato un paio d’ore, e oggi siamo qui per raccontarvi un po’ la nostra esperienza.

Quello da tenere a mente durante la lettura di questo articolo è che stiamo parlando di uno stress test, nella sua prima iterazione, quindi il gioco era soggetto a disconnessioni continue, lunghi periodi di coda e crash del server molto frequenti. Non terremo conto di nessuno di questi problemi in questa chiacchierata perché, appunto, sono test voluti e calcolati e, sopratutto, la versione in analisi non è pensata per la produzione di articoli simili.

Al netto di quanto detto nell’introduzione, queste ore di stress test su Temtem ce le siamo godute tutte e ci siamo anche divertiti da morire nonostante un amaro boccone da digerire: questo titolo è superiore a Pokémon in ogni suo più piccolo aspetto. Tenete a mente che si tratta di una conclusione di non poco conto.

Temtem offre un’esperienza in multiplayer decisamente al di sopra delle aspettative, un mondo di gioco colorato e unico e una qualità tecnica che farebbe impallidire qualsiasi produzione firmata Game Freak. Si tratta probabilmente della migliore esperienza “Pokémon” di sempre… ma senza i pokémon, il che fa decisamente sorridere.

Cosa sono i "Temtem"?

Prima che chiunque pensi “certo, ma ora The Pokémon Company e Nintendo faranno causa agli sviluppatori” lo fermo subito: il sistema di cattura, combattimento e allevamento presente all’interno dei titoli Pokémon non è proprietario, quindi, di fatto, non ci sono gli estremi per nessun tipo di causa e simili.

Detto ciò parliamo un po’ di cosa sono i Temtem (il nome con cui ci si riferisce a queste creaturine) e cosa offre il gioco che li ospita, almeno per quanto abbiamo avuto modo di osservare nelle ore a nostra disposizione.

Queste creaturine particolari sembrerebbero essere molto più simili ai Digimon: possono essere catturati se inseriti all’interno di una card speciale e attraverso particolari strumenti, digitali in cui inseriamo la card con i dati del nostro Temtem, possiamo curarli, osservarne le statistiche, abilità e così via.

Non ci è chiaro come questi popolino il mondo di gioco e la loro funzionalità nell’ecosistema narrativo perché il tempo a nostra disposizione si è esaurito troppo presto, anche se le basi narrative gettate dal professore di turno si sono dimostrate quantomeno interessanti e piuttosto valide.

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Che battle system!

Il mistero dietro a queste creature, di cui nemmeno lui che le studia sa troppo, è abbastanza da spingerci a imbarcarci nel primo percorso di gioco e scoprire cosa ha da riservarci il futuro, forti anche del fatto di aver perso la nostra prima lotta contro un rivale possessore di un rarissimo Temtem di tipo Digitale, una tipologia di cui non si sa praticamente niente.

Preso in mano il nostro starter, dalla classica pool di tre, e guadagnato un Tucano dal professore per incoraggiarci a fare di meglio nelle prossime battaglie, iniziamo a far conoscenza con il menù di gioco e con il sistema di combattimento che a discapito delle basi consolidate da cui prende forma, si dimostra in grado di camminare sulle proprie gambe con delle chicche decisamente niente male.

Scopriamo quindi che le lotte sono sempre in doppio, che alcune abilità e attacchi hanno necessità di avere un compagno di un dato tipo vicino (o con una data abilità) e che alcune mosse hanno bisogno di turni per essere ricaricate: da qui un pratico bottone di “passo” che ci consente di ricaricare, appunto questi attacchi.

La cosa che balza subito all’occhio è però una barra del “mana” da cui attingere per eseguire qualsivoglia attacco, un’aggiunta preziosa al battle system che contribuisce a renderlo ancora più profondo ed interessante di quello che può sembrare in prima battuta.

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L'addio a Pokémon?

Non si tratta, quindi, solo di combattere ma anche e sopratutto di preparare un lead adeguata per innescare sinergie importantissime e fondamentali per il raggiungimento del proprio obbiettivo: la vittoria.

Se dal punto di vista del gameplay e delle battaglie Temtem ci è sembrato fin da subito eccezionale, non possiamo dire lo stesso della sua estetica: quella è semplicemente strabiliante. Ogni Temtem possiede un design eccezionale e ogni elemento di gioco si sposa perfettamente con quel cel-shading con cui sono dipinti gli ambienti di gioco.

Ancora con la bocca spalancata e gli occhi pieni di lacrime per il primo gioco di Pokémon fatto bene e con tutti i crismi aspettiamo la release ufficiale (prevista per il 2i gennaio) per parlare approfonditamente di tutti gli aspetti di gioco, competitivo compreso. E ci rivolgiamo a Game Freak, anche. “Ti prego, prendi spunto”.