Senua's Saga: Hellblade II è realtà. Annunciato ai TGA di quest'anno, il nuovo titolo di Ninja Theory ha fatto da co-protagonista all'annuncio della nuova ammiraglia di Microsoft.

Il trailer è stato già visualizzato centinaia di migliaia di volte e per gli appassionati del primo capitolo si è trattato di un boccata di aria fresca, per tutti gli altri, invece, è stata una prova di forza non da poco.

Nel precedente articolo abbiamo già delineato quali potrebbero essere le potenzialità, in termini tecnici, del nuovo gioco di Ninja Theory. Abbiamo anche provato ad approfondire e sviluppare alcune idee che ci sono balenate in testa dopo diverse visualizzazioni del trailer.

Se il primo capitolo della saga era incentrata su una ricerca decisamente introspettiva della protagonista, seppur ambientata nell'Hel norreno, il video di due minuti presentato durante i TGA ha offerto un'atmosfera ed un mondo di gioco all'apparenza più profondo.

Consci che nel precedente articolo siamo andati incontro a diverse “inesattezze” abbiamo provato ad approfondire ulteriormente l'argomento, con l'aiuto di un esperto, per capire di cosa si potrebbe parlare in Senua's Saga: Hellblade II.

Per scoprirlo abbiamo contattato il Dottor Roberto Pagani, medievista dell'Università d'Islanda. Oltre al suo lavoro accademico, da diverso tempo lo si può trovare online su un blog ed una pagina Facebook, dal nome “Un Italiano in Islanda”. Qui si occupa di fare sostanzialmente il debunker di tutte quelle idee, spesso distorte che possono avere gli italiani, e non solo, sul mondo islandese tout-a-court.

Cominciamo quindi con il ringraziarlo per la disponibilità, la simpatia e la gentilezza, con la quale si è prestato a questa intervista. Anche se non è mancata fin da subito da parte sua un forte apprezzamento per l'argomento.

“Per un accademico è molto interessante vedere come la cultura islandese sia filtrata in quella pop” ci ha confidato. “Proprio questa, è una materia di studio a se: cercare di capire come elementi storici o mitologici vengano riproposti e trasformati.” Proprio a riguardo abbiamo convenuto che nel trailer ci fosse parecchio di cui parlare, a cominciare dal principio.

Vulcani e Saghe Islandesi

“La prima immagine che si vede, all'inizio pensavo potesse trattarsi della penisola di Snæfellsnes. Questa si trova nell'ovest dell'Islanda e sulla cui punta si trova un vulcano chiamato Snæfell, traducibile con Monte della Neve. Proprio qui si sono calati i protagonisti del racconto di Jules Verne 'Viaggio al centro della Terra'”.

“Ho osservato attentamente queste immagini, confrontandole con quelle del vulcano islandese ed ho notato, però, la mancanza di una sorta di conca in cima ad essa”, ci ha raccontato il Dottor Pagani.

“In realtà è molto più probabile che si tratti del vulcano Eyjafjallajökull, famoso per aver paralizzato il traffico aereo di mezza Europa nel 2010 e che si vede molto più chiaramente nella scena successiva.”

“Tra l'altro si tratta di un'immagine molto bella. Si vede questa regione, con questo fiume che in italiano si chiamerebbe 'pendio del fiume'. Protagonista tra l'altro di una Saga molto famosa e di una scena altrettanto epica e molto cinematografica, nella quale uno dei protagonisti durante un duello scivola sul ghiaccio del fiume e taglia di netto la testa del suo avversario con un'ascia”.

Ci siamo chiesti, come mai una tal scena non sia stata trasposta in qualche modo, su un qualsiasi media, videoludico o non. Si tratta in effetti di una connotazione comune per buona parte dell'epica norrena, quella di essere stata ignorata quasi del tutto fino agli ultimi anni.

Senua's Saga: Hellblade II ha il pregio di avere un titolo che richiama al nome classico delle Saghe islandesi. Che si tratti dell'inizio di un franchise ben più ampio che possa raccontare le vicende di diversi personaggi?

Prima di provare a rispondere a questo è bene, però, capire cosa si intende quando si parla di Saga islandese.

“Le categorizzazioni sono sempre molto problematiche in ambito accademico. Infatti, gli antichi avevano in mente altro quando scrivevano queste storie. In breve le saghe sono storie (in islandese saga vuol dire proprio storia)”.

“Sono racconti che possono avere temi molto diversi, dalle 'saghe degli islandesi' che parlano della vita degli abitanti dell'isola, ad altre che arrivano in epoche più tarde e che derivano in parte dai poemi cavallereschi delle corti tedesche o francesi”.

“Queste elaborazioni si basavano in alcuni casi su materiale nordico, come per esempio la Saga dei Völsungar, che tratta del Ciclo dei Nibelunghi. Queste ultime si chiamano 'Saghe del Tempo Antico'. Poi ci sono anche le Saghe dei Cavalieri, che ovviamente trattano argomenti cavallereschi e così via”.

Anche l'idea di una donna protagonista di una Saga non è nuova. Infatti, già nella Laxdæla Saga si trovano due donne molto importanti ai fini della trama.

Proprio in quest'ottica la “Senua's Saga” del titolo di Ninja Theory potrebbe essere tranquillamente un titolo islandese traducibile con “La storia di Senua”. Di fatti, nel primo capitolo, gli sviluppatori ci hanno fatto conoscere solo una piccola parte della sua vita, se vogliamo la più tragica.

Quindi è probabile che lo sviluppatore abbia voluto espandere il mondo della protagonista e magari ci vorrà accompagnare in un mondo che travalicherà la psiche di Senua, magari per approdare nel mondo “reale”.

Le origini di Senua e la colonizzazione dell'Islanda

Di fatto la storia di Senua ha già nel primo capitolo, un forte DNA storico, a partire dall'origine della protagonista. Senua, infatti, appartiene al mondo “celtico”, ma più nello specifico al popolo dei Pitti.

“I Pitti vivevano nella Scozia Nord-Orientale. Storicamente, il periodo in cui si svolge il primo capitolo del gioco è anche quello in cui il regno di questo popolo scompare in modo misterioso. Tutto d'un tratto, infatti, nasce in queste stesse zone questo regno gaelico, derivante dall'Irlanda”.

“Il tutto come detto in contemporanea con la scomparsa dei Pitti. Non sappiamo se semplicemente si sono fusi i due popoli o se ci sono state delle violenti battaglie che ne hanno decretato la fine”, ci ha spiegato il Dottor Pagani.

Di sicuro, quest'idea è affascinante. La possibilità che in seguito a qualche evento catastrofico, Senua si sia dovuta spostare, magari anche contro la sua volontà, approdando in terra islandese. Uno di questi eventi violenti potrebbe essere stata anche un'incursione dei vichinghi, citata nel gioco stesso e causa della morte del marito di Senua.

“ Le incursioni dei vichinghi sicuramente avvenivano in questo periodo. La prima testimonianza ufficiale si ha nel 793 in Inghilterra del Nord, ma probabilmente ce ne sono state anche altre prima di quel momento. Continuarono fino all'anno 1000, quando la progressiva cristianizzazione dei regni del Nord portò alla graduale scomparsa di questi atti, non ritenuti propriamente troppo 'cristiani”.

"Queste razzie ovviamente portavano ad avere anche degli schiavi “chiamati 'thralls'. Questi venivano dati ai proprietari terrieri e a seconda delle situazioni potevano essere trattati bene o male”.

Quindi se gli sviluppatori hanno cercato di essere più o meno fedeli alle vicende storiche di quei territori, potrebbe essere possibile una certa teoria. Vale a dire che durante la razzia che ha portato alla morta del marito di Senua, quest'ultima fosse stata rapita, fatta diventare schiava e portata in Islanda.

Qui potrebbe essere stata liberata, o magari essersi guadagnata un certo prestigio grazie anche alle sue capacità. Anche su questo punto le tempistiche combaciano come ci ha raccontato il Dottor Pagani.

“L'Islanda è stata colonizzata a partire dalla fine del nono secolo. Poi ovviamente c'è da fare un distinguo tra quello che dice l'archeologia e quello che dicono gli abitanti dell'isola nelle cronache islandesi”.

Questi ultimi, infatti, stando a quanto ci ha riferito, sono molto “orgogliosi” di raccontare un'origine più nobiliare. Raccontano, infatti, che un gruppo di nobili norvegesi ha deciso di trasferirsi in Islanda per sfuggire all'oppressione del Re, per fondare “una società ideale proto-democratica”.

“L'archeologia, invece, ha tirato fuori dall'est dell'isola un insediamento risalente all'VIII secolo. Cento anni prima della colonizzazione vera e propria. Non si trattava di un insediamento permanente, in quanto non c'erano strutture per il bestiame, importantissime per questo scopo”.

“Probabilmente i norvegesi conoscevano da tempo l'isola e probabilmente la sfruttavano per la caccia e poi piano piano devono aver deciso di rimanere più a lungo. Andando più indietro nel tempo sono state anche trovate delle monete romane di diverso valore”.

“Si pensa che siano state perse da un cittadino romano approdato in Islanda nel terzo o quarto secolo. Ovviamente non si parla di un romano di Roma, ma di un cittadino dell'impero, probabilmente di origine britannica”.

Comunque il primo insediamento ufficiale è stato fondato nelle vicinanze di Reykjavik, anche se “il fatto che sia divenuta la capitale islandese è stata una pura coincidenza. Fino al 1700 era un porto abbastanza inutile e poco importante ai fini strategici. Tutto cambiò grazie ad un imprenditore locale, che promosse lo sviluppo della città”.

Che l'insediamento visto nel trailer di Senua's Saga: Hellblade II possa essere effettivamente Reykjavik? Pagani non ne è convinto.

“Non riconosco il luogo, anche se il paesaggio sembra essere quello del Sud dell'isola che conoscono molto bene. Questi paesaggi di sabbia nera, si trovano appunto in queste zone”.

Ovviamente potrebbe anche trattarsi di una licenza poetica degli sviluppatori e trattarsi effettivamente del primo insediamento ufficiale dell'isola, ricreato facendo riferimento ai paesaggi più iconici dell'Islanda.

Ma non si tratta dell'unico elemento, su cui sembrano esserci state queste “licenze” da parte dello sviluppatore. Infatti, durante tutto il trailer del gioco si possono notare simboli, rune ed altro sul volto della protagonista, sugli scodi di alcuni soldati e come logo del gioco.

I Sigilli Islandesi

Trattasi di “sigilli islandesi” perlopiù. Di cosa si tratta esattamente?

“Questi simboli compaiono nei manoscritti islandesi solo a partire dal '500. Si trovano in manuali di medicina ed erbologia, che all'epoca sfociavano sempre nella magia. A seconda del libercolo nella quale venivano iscritte, potevano avere poteri od effetti diversi. Il più delle volte venivano anche abbinate ad una formula”.

“Quello che si vede nel video si chiama ' Ægishjálmar' ovvero 'Elmo di Ægir' e lo si può descrivere come un simbolo di protezione. La cosa curiosa è che non si conosce la sua origine effettiva o meglio la sua evoluzione. Infatti, coloro che lo citano, lo disegnano e lo descrivono già in questo modo.”

“L'unica fonte antica riscontrabile per questo simbolo è nella Saga dei Völsungar, in particolare durante la vicenda che coinvolge il drago Fáfnir. Qui veniva descritto come un elmo vero e proprio, magico e che garantiva protezione a chi lo indossava. Come si sia passato da un elmo fisico al simbolo è parecchio discusso.”

In ogni caso il simbolo che si vede è proprio un “Sigillo Islandese” e “secondo me gli sviluppatori avevano in mente questo elmo di protezione quando lo hanno creato.” Infatti, il simbolo non è proprio uguale a quelli più famosi, anche se il Dottor Pagani è riuscito a trovare un sigillo praticamente identifico in uno dei tanti grimori di scritti in questo periodo.

“C'è un manoscritto conservato in Svezia, il Galdrabòk, dove si trova un simbolo praticamente uguale, a parte il cerchio centrale. Ci sono due sigilli, uno con le forcelle e ed un altro con quelle che assomigliano a delle forchette. Poi potrebbe essere anche che esista un simbolo uguale a quello che mi hai mostrato, ma non sono riuscito a trovarlo.”

“La loro origine deriva dall'esoterismo europeo e rinascimentale, in particolare dalla Clavicola di Re Salomone, un testo particolarmente diffuso in questo periodo, contenente sigilli per evocare demoni.”

“Questi testi vengono spacciati per originali ebraici, probabilmente per dare una parvenza di autorità. Tra questi scritti, soprattutto grechi e bizantini, si trovano simboli praticamente simili a questi. La cosa curiosa è che non ci sono dei veri e propri passaggi di intermezzo tra i testi islandesi e quelli bizantini, che compaiono più o meno nello stesso periodo storico.”

Sembra proprio che l'idea dell'Elmo possa essere corretta. Infatti, in una delle scene del trailer si vede un gruppo di soldati con un simbolo disegnato sullo scudo. Questi si avvicinano ad un troll di montagna – e qui ci torneremo tra poco – con un intento minaccioso. Che abbiano disegnato quel simbolo per proteggersi? E se questi simboli avranno un effetto durante il gioco?

In effetti potrebbe darsi che questi sigilli islandesi possano diventare delle sorta di power-up in determinate situazioni, fornendo protezione od altro a seconda di quello che decideremo di utilizzare. I simboli sul volto di Senua sono un altro esempio di questa possibile teoria.

Come detto dal Dottor Pagani, i disegni sul viso della protagonista non hanno un effettivo riscontro e somigliano vagamente più ai bracci dei sigilli islandesi. Trattasi quindi di un'altra licenza poetica degli sviluppatori, ma che in gioco potrebbe tradursi in qualcosa di più. Discorso diverso vale per il rituale che si vede poco dopo, nel quale un uomo viene bruciato vivo su una sorta di croce che ricorda una runa: l'Algiz. La somiglianza c'è, ma si ferma qui.

“Si tratta di una runa utilizzata per scrivere la S in proto-germanico, che poi si evolve in una R in islandese antico. Una cosa interessante è che lo stesso simbolo viene usato nei manoscritti islandesi medievali come abbreviazione per la parola 'uomo'.”

Che possa in effetti trattarsi di un qualche tipo di rituale propiziatorio? Può essere, ma è molto probabile che si tratti di una sorta di “melange sincretico” di varie culture, difficili da definire. Evidentemente in questo caso gli sviluppatori avevano in mente qualcosa, che nella cultura islandese non aveva mai avuto posto.

In fondo come ci ricorda Pagani: “qui comunque di islandese ci vedo poco. Avevano talmente poca legna, che di sicuro non la utilizzavano per creare dei feticci di legno. Avevano questioni più urgenti che non incendiare tronchi”. Il che fa sorridere.

Realtà storica, cultura pop e troll

Durante la nostra chiacchierata è venuto fuori più di una volta la questione di come alcune idee siano state distorte dalla cultura pop, ma sia chiaro “non c'è nulla di male nel rielaborale nei videogiochi o nei media in generale, ma è importante fare un distinguo tra la realtà dei fatti ed il media.”

“L'idea, per esempio, del potere magico delle rune deriva più dalle credenze New Age che non da fatti storici. Non ci sono informazioni sull'utilizzo magico di tali rune, incise magari per avere denaro, potere o altro”.

“In molti casi viene fatta un'associazione semantica con il nome della lettera. Per esempio la lettera F viene chiamata fehu in germanico ricostruito e fé in islandese antico, che vuol dire pecora, da cui deriva la parola pecunia. Quindi quella runa è quella della ricchezza, stando a questi gruppi. Per i norreni, invece, era un alfabeto semplicemente facile da incidere e molto pratico. La magia nelle rune non c'era per loro”.

Un altro simbolo degno di attenzione lo troviamo inciso su un teschio in quella che sembra una fossa comune, durante la scena del troll. Anche in questo caso si tratta di una sorta di marchio, ma dalle origini decisamente più recenti e meno avvincenti o mistiche.

“Viene chiamato 'Martello dei Troll' o 'Croce dei Troll'. Questo è stato letteralmente inventato da uno svedese negli anni '90 del novecento. Lui sosteneva che si trattava di una runa di protezione che si trovava su una roccia incisa sopra la fattoria dei propri genitori, senza però portare mai nessuna prova a testimonianza di questo fatto”.

Parlando di troll, come anticipato, una scena del trailer di gioco ne inquadra uno da molto vicino.

“Per la cultura pop si tratta di un troll, ma se parliamo in ambito accademico si potrebbe aprire un ginepraio. L'idea del troll che abbiamo adesso deriva dalla cultura post-scandinava, prettamente norvegese, relativa ad esseri enormi, un poco stupidi, non cristiani”.

“Nelle fonti islandesi, che sono le più floride di questo periodo, non si capisce bene cosa siano questi troll, venendo confusi con altre creature, come gli Jotun. Diciamo che tendenzialmente sono malvagi. Anche se la parola viene utilizzata per indicare fantasmi, zombi, deformi.”

“Alcune volte si tratta di umani, praticamente indistinguibili, tranne per avere una caratteristica mostruosa o particolare. In Skyrim per esempio queste stesse creature si identificano con i Draugr”.

Si riesce anche a dare una spiegazione per la vicinanza del troll, nel video, a quelle montagne e per la sua somiglianza ad esse. Infatti, “il fatto che si trasformano in roccia con la luce del sole era un modo per spiegare alcuni luoghi naturali. Indicando rocce od altro con una conformazione particolare, come troll diventati pietra a causa del sole”.

In conclusione

Insomma, tanta carne al fuoco per un video di appena 3 minuti, ma che ha molto da offrire in termini di mitologia e di storia. Del gioco anche a distanza di giorni non si sa nulla di più, a parte che a quanto pare il suo sviluppo era in programma anche ben prima dell'acquisizione della software house da parte di Microsoft.

Pensandoci e parlandone anche con Pagani, un'idea ci ha più o meno allineati. Il fatto che a differenza del primo capitolo, possa non essere così story-driven e così “chiuso” in termini di ambiente di gioco.

La possibilità che possa trattarsi di una sorta di open-world, magari non così illimitato come potrebbe essere un Assassin's Creed o uno Skyrim, solleticherebbe la fantasia di molti. A suggerire queste ipotesi sono gli incredibili scorci che vengono mostrati.

Lande infinite ai piedi del vulcano Eyjafjallajökull o intorno a quello che sembra essere il primo insediamento islandese. Perché mostrarceli se saranno soltanto uno sfondo al gioco? Forse è più probabile che potremo esplorarli dal vivo.

Anche il Dottor Pagani è rimasto piacevolmente colpito dal trailer, da buon videogiocatore.

“Il trailer in se, mi ha gasato. Mi piacerebbe molto provarlo, perché mi ha fatto venire voglia di capire, di scoprire. Se sarà open world, lo vorrei sicuramente provare. Da grande fan di Skyrim con diverse centinaia di ore sulle spalle sarebbe sicuramente molto interessante.”

Si spera che questo articolo possa avvicinare molte più persone, non solo al gioco, ma anche alla cultura che c'è dietro. In fondo parliamo anche dell'Islanda e di una cultura tra le più affascinanti del nord Europa e come più volte affermato dal Dottor Pagani, una delle più prolifiche in termini di testi.

Come detto il Dottor Pagani, si occupa sul suo blog e sulla pagina Facebook di "fare un po' di attività di demistificazione. L'isola è diventata quasi l'oggetto dei sogni e dei desideri, quando in realtà è un Paese come un altro."

"Ci sono tanti sorte di storture o forzature, come per esempio i simboli di cui parlavano prima. Questo ha anche un effetto sugli islandesi. Fino a qualche hanno fa nessuno diceva di essere discendente dei vichinghi. Questo perché ora l'effetto che si ha è di meraviglia, del biondo eroe nordico, quando in realtà anche un nord-africano poteva diventare un vichingo. Ora c'è proprio questa sorta di riscrittura di rimando della storia".

Per quello che riguarda l'ambientazione del gioco, invece, “da un lato mi fa molto piacere la presenza dell'Islanda, perché aumenta la considerazione del pubblico italiano e non solo di questa sfera culturale. Fino a qualche anno fa molti non sapevano neanche dov'era sulla cartina, mentre da qualche tempo c'è stato un vero e proprio boom turistico.”

Ovviamente speriamo che anche Senua's Saga: Hellblade II possa contribuire a tutto ciò. Da grande fan del primo capitolo posso dire di attendere con grande ansia questo nuovo capitolo. Se uniamo a ciò una location che da turista ho visitato ed amato, si può dedurre come il mio interesse su questo gioco sia attualmente alle stelle.

Purtroppo manca ancora molto tempo all'uscita del gioco, o comunque al suo reveal. Quindi molte delle teorie o delle idee abbozzate in questo approfondimento sono da prendere con le dovute pinze. In fondo come detto, seppur la realtà storica dica una cosa è possibile che gli sviluppatori abbiano deciso di prendere altre strade, più simili ala loro idea del gioco.

Il contributo del Dottor Pagani ci ha comunque aiutato a discernere tra idee campate per aria ed una più solida realtà.

Cogliamo l'occasione per ringraziarlo ancora una volta per la sua disponibilità infinita, per il suo contributo e speriamo in future collaborazioni. Vi invitiamo a seguirlo sia sul suo blog, che sulla sua pagina Facebook.