L’uomo era seduto sulla Spiaggia.

Il vento, leggero, che accompagnava pensieri molto pesanti mentre sollevava piccoli brividi sulla schiena. Di fronte a sé il nulla, il pensiero del vuoto: ineluttabile.

Dei passi alle sue spalle. Lo scricchiolio della ghiaia nera sotto gli stivali del suo vecchio Amico il quale, al termine della camminata, si era messo seduto al suo fianco.

“È un po’ che non ci vediamo, amico mio. Come te la passi?”

L’uomo si voltò verso di lui. Dopo averlo fissato per qualche secondo, quelli necessari a raccogliere le parole, rispose:

  • “Sai? Non troppo bene in realtà. Ma che ci vuoi fare… così è.”
  • “Mi dispiace. Lo avevo intuito, ma speravo onestamente di aver capito male. Hai perso qualcosa? La Passione? L’Abitudine? Che altro?”
  • “Credo di non saperti rispondere, esattamente.”
  • “Non starai ancora cercando IBTA?”
  • “No. Credo di aver perso il Fuoco, stavolta.”

Natale

  • “E sei venuto su questa Spiaggia per trovarlo?”
  • “Non lo so, forse? È stato un anno complicato, sono arrivato alla fine con dei pensieri che non comprendo pienamente.”
  • “Sei sempre il solito melodrammatico”, l’Amico ridacchiò. “Vediamo… cosa ha spento il tuo Fuoco?”
  • “Tutto ciò che ho visto durante quest’anno.”
  • “Davvero? Tutto ciò che hai visto quest’anno?”

L’uomo guardò pensieroso l’Amico. Non riusciva a capire se lo stesse prendendo in giro, oppure se le sue domande fossero realmente frutto di curiosità.

“Senti, facciamo una cosa. Segui un attimo quello che ti dico. Se è come dici tu, me ne vado. Ma se ho ragione, vieni via da questa Spiaggia e mi segui. Ci stai?”, disse l’Amico, sorridendo in maniera gioiosa.

L’uomo, a quel punto, annuì in maniera poco convinta, in attesa di ulteriori istruzioni, che l’Amico gli diede subito dopo.

“Guarda dritto di fronte a te, direttamente nel centro del Fuoco che hai davanti. Pensa a tutto quello che è successo quest’anno. Ma devi pensarci veramente! Non fare finta”, l’Amico si avvicino all’uomo, allungando il braccio sinistro ed indicando ciò che entrambi vedevano di fronte. Un gigantesco globo che sembrava infuocato.

L’Amico continuò: “Ripensa il tuo ultimo anno, poi fatti una domanda. È stato davvero quello che vedi a spegnere il Fuoco, oppure sei tu che vedi la realtà delle cose da uno specchio distorto?”

Poco convinto, l’uomo cominciò a concentrarsi verso il globo. Incredibilmente, cominciò a vedere qualcosa.

Natale

Esperienze. Sfide. Vittorie. Sconfitte. Gioie. Delusioni. Idee. Progetti. Percorsi creati e percorsi distrutti. Obiettivi raggiunti e obiettivi persi. Ma soprattutto Storie. Tante Storie diverse. E da quelle Storie i sorrisi, le emozioni, la condivisione, la crescita.

E senza neanche rendersene conto, l’uomo ricominciò a sorridere.

“Avevi ragione”, continuando a fissare la sfera.

“Sono stato traviato dalle insidie che gli altri bagnanti mi hanno messo di fronte, ma non è stato un anno brutto come lo ricordavo. Grazie”, ma quando si voltò verso l’Amico, si accorse che era diverso.

Natale

Di fianco a lei ora c’era una ragazza. Giovane, sorridente: l’amica di una vita e la complice di ogni giorno successivo.

  • “Ma tu chi sei?”, chiese l’uomo.
  • “Io? Io sono la prossima Storia”, rispose l’Amico.

La Spiaggia diventò vuota di colpo, priva di significato. Fredda e lontana. Come ogni Spiaggia a dicembre.