Riverbond è esattamente quell’esempio che si dovrebbe portare quando gli analisti e videogiocatori professoroni parlano di crisi di idee nel settore del videogioco indipendente. D’altronde basta un’occhiata per inquadrare subito il lavoro di Cococucumber. Voxel e cubetti? Sì. Visuale isometrica? Pure. Meccaniche da hack ‘n’ slash miste a twin stick shooter? Le abbiamo. Gameplay totalmente votato al button mashing? Ti pare

Non è che Riverbond non funzioni, anzi. È talmente immediato da rappresentare il classico gioco che chiunque può giocare, adatto per le feste volendo, giacché siamo in tema.

riverbond

Ci sono nove mondi comprensivi di 5 livelli ciascuno, all’interno dei quali bisogna chiaramente abbattere ogni nemico che vi si para davanti. In realtà ci sarebbero dei livelli in cui è richiesto di trovare una chiave, attivare dei macchinari o cercare degli oggetti, ma di fatto per riuscirci dovrete nella quasi totalità dei casi affrontare ondate di nemici pixellosi come il vostro protagonista (per il quale, per altro, si potranno collezionare delle skin con tanto di guest star famose da Bastion, Guacamelee ed Enter the Gungeon, tra gli altri).

Stick sinistro per muoversi, destro per mirare (ci sono anche armi da fuoco di vario tipo), scivolata e mossa speciale che danneggia e stordisce gli avversari nei paraggi per qualche secondo. La cosa divertente di Riverbond, che effettivamente rappresenta un quasi-unicum, e che la stragrande maggioranza degli elementi dello scenario sono mobili, e possono essere lanciati per infliggere maggiori danni. Nemici storditi compresi, che possono essere afferrati e scaraventati via una volta colpiti con la mossa speciale di cui sopra.

riverbond

All’interno dei livelli si viene quindi assaliti con ferocia da nemici diversi tra loro, senza particolari pattern di attacco ma con un’aggressività senza ritegno, che il più delle volte fa diventare l’azione una frenesia dove l’importante è premere il più forte e velocemente possibile i tasti d’attacco. La situazione cambia con il classico boss di fine livello, che è una creatura gigantesca dotata di tantissimi punti vita, coadiuvato da una serie di minion che disturberanno il vostro assalto. In questo caso bisogna essere leggermente più attenti nella schivata e nella pianificazione dei movimenti, ma Riverbond rimane comunque un hack ‘n’ slash che punta al divertimento e all’immediatezza.

Ci sono anche delle armi da raccogliere ed equipaggiare in giro per gli stage, da spade e lance abbastanza seriose fino a mattoni, enciclopedie, cartelli stradali e bocche da fuoco di ogni tipo ad accompagnare le armi da mischia. Non aspettatevi statistiche di qualche tipo, ma più una differenza nell’utilizzo dove le lanche colpiscono di punta, i martelli impattano e le spade tagliano orizzontalmente.

riverbond

Stesso discorso per le armi da fuoco che possono essere più o meno veloci nel rateo di fuoco, oppure avere una particolare gittata dei proiettili come nel caso della balestra. Per altro, sparare alla distanza è spesso la soluzione ideale visto che i nemici camminano dritti verso il giocatore quindi, a meno che non ci siano particolari ostacoli di mezzo, basta aspettarli e falciarli tutti con non troppa difficoltà.

Tendenzialmente Riverbond non è da bocciare, ma di certo ci rimane difficile consigliarlo a cuor leggero, soprattutto se avete esperienza con il genere e banalmente avete altri titoli di questo tipo nella vostra libreria. Altrimenti, soprattutto per Nintendo Switch che è la versione da noi testata è perfetta con i Joy-Con da dare al volo ad un compagno di scorribande, può essere il classico titolo da tenere installato per delle partite fugaci senza troppe pretese.

Versione testata: Nintendo Switch. Disponibile per PC, PlayStation 4 ed Xbox One.