Sekiro: Shadows Die Twice non è un brutto gioco. Sekiro: Shadows Die Twice è un’ottimo prodotto. Sekiro: Shadows Die Twice è uno fra i più interessanti souls-like. Sekiro: Shadows Die Twice ha delle enormi potenzialità. Sekiro: Shadows Die Twice non è il gioco dell’anno.

È bene essere chiari: una serata incredibile, ricca di annunci monumentali, siparietti comici interessanti, ospiti grandiosi e premi incredibilmente meritati ha deciso di essere ricordata, invece, come la serata in cui Sekiro ha rubato, letteralmente, la scena ad altri titoli più meritevoli dell’appellativo di “gioco dell’anno”.

E sì, parliamo di “rubato” perché questa vittoria è totalmente senza alcun senso logico. Vediamo un po chi erano i canditati che si sono visti passare davanti, in modo del tutto anormale (continueremo a sottolinearlo), un titolo come Sekiro.

Allora, abbiamo Control, Death Stranding, Resindent Evil 2, Super Smash Bros. Ultimate, The Outer Worlds e Sekiro: Shadows Die Twice. Bene, benissimo. Ora vediamo perché questi titoli sono stati canditati al premio più ambito dell’anno per un videogioco.

Sekiro: Shadows Die Twice

Le alternative a From Software

Control è il grandissimo ritorno di Remedy che è riuscita a tirare fuori dal cilindro un gioco che ha stregato letteralmente chiunque abbia avuto il piacere di provarlo: non sta nel gruppetto dei gioconi dell’anno solo perché è Remedy che torna alla ribalta ma anche perché offre una narrazione e un gameplay esagerati.

Death Stranding non è stato solo il primo gioco in solitaria di Hideo Kojima, è stato letteralmente l’evento dell’anno, il gioco che ha monopolizzato ogni periodo legato ad una qualche forma di trailer e che ha polarizzato l’attenzione mediatica nel corso dell’interno mese della sua uscita e che ancora oggi fa parlare di sé nonostante si sia già detto tutto.

Resident Evil 2 è solamente il miglior remake della storia dei videogiochi. Super Smash Bros. Ultimate come possiamo definirlo invece? Il picchiaduro più ambizioso, completo, divertente, profondo e competitivo che sia mai stato concepito? Sì, lo definiamo così.

The Outer World è nel gruppetto perché è Obsidian che torna con un progetto che ha tutto il profumo di Fallout anche se poi il sapore lascia piuttosto indispettiti e ci fa intendere che l’unico motivo per cui sta li è legato semplicemente ad un fatto di incredibile “nostalgia”.

Sekiro: Shadows Die Twice? Lui è li perché è un buon gioco, perché ha alle spalle una grossa produzione e… niente. Semplicemente è un bel gioco, non serve avere sempre delle grandi motivazioni per stare in mezzo ai candidati: Sekiro è semplicemente migliore di altri, ma non offre nessun tipo di motivazione ultraterrena, come fanno invece gli altri.

Chi avrebbe scommesso sulla sua vittoria quindi? Beh nessuno, sapevamo tutti che era li solo perché ne servivano sei e dopo aver trovato le grandi storie videoludiche dell’anno si è inserito anche il migliore fra i giochi semplicemente belli, ma ecco, basta così. Gli altri 5 non solo sono belli, ma rappresentano anche dell’altro, no?

Sekiro: Shadows Die Twice

Non è lui

Quindi eccoci qui, oggi, a due ore circa dalla fine della cerimonia a vedere quel premio offerto a Sekiro: Shadows Die Twice mentre ci stiamo chiedendo ancora cosa diamine sia successo. Come è stato possibile che Death Stranding non abbia vinto l’ambito riconoscimento? Com’è che non è salito Sakurai su quel palco? Perché nessuno degli altri candidati era meritevole di vincere ma Sekiro sì?

Non c’è una risposta in verità. Non è come quando il premio lo ha vinto Fortnite ai Golden Joystick, dove potevamo impegnarci per spiegare come mai Fortnite era davvero il gioco dell’anno, no questa volta non troviamo una giustificazione. Siamo solo qui a dire che Sekiro è un gran bel gioco ma che gli altri lo sono, semplicemente ed oggettivamente di più.

Nessuno vuole negare la qualità della produzione di From Software, non siamo qui a sindacare su quanto Sekiro sia effettivamente bello perché ne abbiamo parlato fin troppo nel suo periodo di lancio. Siamo qui a sottolineare semplicemente l’ovvio: sottolineiamo quando Death Stranding fosse il vero gioco dell’anno. Quanto lo fosse Super Smash Bros. Ultimate. Quanto lo fossero Resident Evil 2 Remake e Control.

Siamo qui, semplicemente, a sottolineare che no, Sekiro: Shadows Die Twice non è il gioco dell’anno.