Nell’ultimo periodo ho avuto un bel po’ a che fare con un titolo estremamente interessante che aspettavo da un buon numero di anni: Indivisible. Strano ma vero, nonostante io abbia coltivato un hype esagerato verso il gioco ho aspettato parecchio (per i miei tempi almeno) prima di metterci le mani sopra e iniziare la mia avventura con Ajna e tutta la sua combriccola di amici assurdi e sopra le righe.

Non è cambiato moltissimo del gioco dal giorno in cui provai la sua prima demo quattro o cinque anni fa, non ricordo perfettamente, se non per l’aggiunta di una trama e qualche altro elemento qua e là, un aspetto del gioco che mi ha lasciato parecchio basito visto il tempo che ho aspettato da quel giorno a quando ci ho messo le mani effettivamente sopra.

Eppure Indivisible è un grandissimo titolo, ricco di un elemento che lo rende speciale e ben al di sopra della media delle produzioni a cui siamo abituati ogni giorno: è estremamente geniale nel suo concept pur mantenendo una certa aurea di semplicità ed immediatezza. Il tutto senza dimenticarsi che deve essere divertente nel gameplay ed interessante nella narrazione, ovviamente.

Ma non sono qui oggi per recensire o per dirvi quanto è bello Indivisible, un po’ perché i tempi non me lo permettono più e un po’ perché non avrebbe troppo senso parlarne in quei termini visto il tipo di videogioco che ci troviamo davanti. Quello che farò oggi è concentrarmi su un aspetto importantissimo del titolo, quello che più di tutti rende Indivisible un grandissimo videogioco e che, in effetti, dovreste giocare un po’ tutti.

Indivisible

Vedete, Indivisible è un RPG con qualche elemento action ma che con gli RPG ha ben poco a che vedere perché crea e dà vita a qualcosa di incredibilmente nuovo e strano ma allo tempo così semplice ed efficace da riuscire a mozzare il fiato. Ecco, Indivisible è un RPG che tutti coloro che non amano il genere possono apprezzare mentre tutti gli altri potrebbero avere qualcosa da ridire in merito.

Perché? Perché siamo di fronte ad un gameplay che vuole essere semplice ed immediato nella comprensione, accessibile a chiunque senza quella complessità tipica del genere nella crescita del personaggio ma sempre senza abbandonare una certa profondità dell’azione, che è poi il motivo per cui il titolo è apprezzabile anche dai puristi del genere.

In Indivisible non avremo a che fare con statistiche, livelli e compagnia cantante. O meglio, avremo a che fare con tutti questi elementi ma non siamo noi a doverli gestire, quanto il gioco che si limiterà ad informarci che il livello di Ajna, o dei suoi compagni, è X e che nelle tre statistiche di riferimento (attacco, difesa e velocità) ci sono da una a cinque stelline. E ovviamente quanti HP hanno a disposizione.

La crescita del party è scandita attraverso la raccolta di alcuni cristalli in giro per la mappa di gioco che ci permetteranno di aumentare, in modo generico, la potenza offensiva o quella difensiva tramite alcuni appositi NPC, che si traduce semplicemente nel numero di colpi che possiamo sferrare simultaneamente. Ma questo è un aspetto di cui discuteremo a breve.

Indivisible

Ecco dunque che il gioco ci mette di fronte ad un sistema di crescita molto semplice e ridotto all’osso che si traduce in una semplicità, fin troppo eccessiva, nella progressione dei singoli personaggi ma che si apre ad un’ampia personalizzazione nel momento in cui si va a costruire il proprio party che rappresenta il vero nocciolo del gameplay.

Ecco, Ajna può “intrappolare” i personaggi nella sua mente all’interno della quale c’è un vero e proprio regno, che noi possiamo utilizzare per comporre un party di 4 elementi in ogni momento dell’avventura: ora mi serve un curatore e qualcuno in grado di rallentare i nemici? Perfetto. Voglio un otuput di danni maggiore? Ho bisogno solo di tank? Tutto va bene purché funzionale alla propria strategia e al proprio stile di gioco.

Ogni personaggio è in grado di effettuare azioni molto particolari e molto mirate che lo caratterizzano in una “classe” (anche se il gioco non utilizza mai questo termine) che ne definisce il ruolo all’interno del proprio gruppetto di sbandati. Ed è proprio nella gestione di questo gruppo e nelle combo di attacchi fra questi che il gioco brilla maggiormente in termini di meccaniche.

Meccaniche che trovano poi pieno sfogo nel combat system che abbandonando la classica struttura a turni del genere ci propone un combattimento quasi in tempo reale in cui il nostro party ha un certo numero di secondi per attaccare e gli stessi per difendersi dagli attacchi nemici.

Indivisible

Ogni personaggio, a seconda dello slot che occupa (sopra, sotto, destra o sinistra) ha un unico tasto per attaccare (A, B, X o Y) che messo in combinazione con una direzione effettua questa o quella mossa. Chiariamo con un esempio? Prendiamo sempre Ajna come riferimento perché è quella più semplice da comprendere e poniamo di averla messa nello slot di destra. Lei attaccherà con la X (e si difenderà con lo stesso).

Abbiamo un certo numero di azioni a disposizione (ricordate la storia della potenza offensiva?) che diciamo essere tre. Quindi possiamo premere X tre volte nel nostro “turno”. Bene, la pressione semplice del tasto causerà un attacco semplice di Ajna che entrerà in combo se premuto tutte e tre le volte di fila. Se alla pressione aggiungiamo anche la freccia in su otteniamo un attacco del basso che poterà in volo il nemico, mentre quella in giù ci farà fare un attacco dall’alto. Più chiaro adesso?

Ora immaginate di poter concatenare questo tipo di attacchi anche agli attacchi del resto del party, che attaccherà in tempo reale se utilizzati i rispettivi bottoni, con un risultato a dir poco meraviglioso in termini di spettacolarità dell’azione che cerca di non andare mai verso la direzione di un semplice button smashing ma offre una profodnità strategica strabiliante.

Ecco dunque che Indivisible riesce a imporsi su tutta quella fetta di giocatori che non è troppo fan di tutti quegli orpelli tecnici da RPG che apprezzerà quasi certamente l’immediatezza e la velocità del gameplay che non abbandona però certe strutture e certe basi del genere, riuscendo ad essere appetibile, quindi, anche a chi il genere lo mastica da tempo. Ma non è per loro che Indivisible è un grandissimo videogioco.

Questo articolo è stato realizzato grazie ad un codice fornitoci da DLCompare, un portale nato nel 2011 per fornire uno strumento utile a paragonare i prezzi dei videogiochi di un numero di rivenditori in costante crescita. Il sito propone una lista di migliaia di videogiochi per PC e console acquistabili direttamente tramite i loro partner-rivenditori.