La premessa di EarthNight è di quelle che potrebbero appartenere tranquillamente alla serie a fumetti del momento, quella di cui si parla ovunque e che tutti devono e vogliono leggere. Un paragone non del tutto casuale considerato anche lo stile con cui il titolo di Cleaversoft (che abbiamo provato su Nintendo Switch) è stato costruito, che potrebbe uscire direttamente dalle tavole di un fumetto francese.

Detto ciò, dei dragoni giganteschi hanno preso il controllo della Terra, e spetta a Stanley e Sydney abbatterli per liberare il pianeta e riportare la pace. Nel farlo si getteranno dallo spazio da una navicella - la quale funge da base operativa nella quale i protagonisti vengono teletrasportati quando vengono sconfitti – tuffandosi in skydiving dal cielo per atterrare sulla schiena dei dragoni di cui sopra e, ovviamente, abbatterli.

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Di fatto l’intero corpo dei draghi diventa il livello su cui giocare, sul dorso delle gigantesche bestie bisogna correre, saltare, schivare nemici e abbatterli (l’unico modo per recuperare punti vita è infatti saltare in combo sugli avversari senza toccare terra), ed infine arrivare a dare il colpo di grazia al dragone di turno.

Gli avversari non hanno ovviamente tipologie di attacchi, o le hanno molto limitate, ma semplicemente si muovono in maniere diverse, hanno dimensioni ed ingombri diversi, punti deboli da capire e così via.

Tutto questo adorabile casino, a volte eccessivo e confusionario, è sorretto da una colonna sonora elettronica sempre incalzante, riuscitissima e sul pezzo. Ma anche dai power-up, il cui sistema di ottenimento è il cuore pulsante della parte roguelike di EarthNight. Gli oggetti speciali, di cui si ottiene la possibilità di recuperarli nei livelli e non in via definitiva, sono vari e passano da stivali in grado di fare doppi salti, scudi protettivi, lenti d’ingrandimento che amplificano la visuale, spade per abbattere nemici, e così via.

Per sbloccarli si devono accumulare un tot di cianfrusaglie per poi investirli nella creazione di uno degli strumenti, ma anche ottenere dei pezzi dei dragoni che possono essere scaglie o denti, che una volta recuperati per la prima volta permettono di accedere ad un nuovo strumento.

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La discesa verso la Terra (che nel gioco chiamano EarthNight), infatti, è divisa in quattro strati di atmosfera, ognuno con i suoi tipi di dragoni specifici, verso i quali bisogna dirigersi per poi iniziare a cavalcarli, o per meglio dire correrci sopra.

Arrivare fino alla Terra è molto difficile, perché l’energia non si ripristina tra un livello e l’altro ed è sempre più difficile non venire colpiti. Laddove gli ultimi livelli sono un vero e proprio caso, talvolta anche esagerato se dobbiamo essere onesti.

I draghi, poi, devono essere uccisi in maniere diverse, dove per quelli di pietra ci vuole una pressione ripetuta del pulsante d’attacco, mentre altri hanno bisogno di pugnalate più ritmiche, e così via, il tutto in un limite di tempo preciso.

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In tutto ciò, Sydney e Stanley hanno delle capacità differenti. La ragazza può essere molto malleabile nel salto, visto che in aria può effettuare un doppio salto, oppure tuffarsi in avanti o verso il basso.

L’omaccione barbuto ha invece la capacità di fare salti molto in alto o molto in basso. Onestamente, Sydney ci è sembrata molto più efficace una volta che si è presa confidenza con la struttura dei livelli, ma Stanley ha un power-up esclusivo dalla sua, ovvero una spada con cui può sconfiggere i nemici più piccoli senza per forza doverci saltare sopra.

EarthNight è quindi un videogioco squisitamente arcade, che ha un gameplay all’apparenza semplice (di fatto lo è, ma non nell’accezione negativa del termine) ed una serie di chicche davvero interessanti per chi vorrà dedicarci del tempo.

Una piccola sorpresa in chiusura dell’anno per la scena indipendente che, nonostante abbia perso generalmente un po’ di smalto, riesce ancora ad esibirsi in colpi di reni creativi del genere.

Disponibile per Apple Arcade, PC, PS4, Nintendo Switch (versione testata)