Nella giornata di ieri è uscito sul mercato, finalmente, Google Stadia con tutti i suoi pro e tutti i suoi contro e noi, finalmente, ci abbiamo potuto mettere le mani sopra cercando di capire quanto il prodotto è in effetti valido e adatto al grande pubblico.

Se fino a ieri procedevamo per supposizioni e per pareri di colleghi esteri e non, oggi finalmente possiamo darvi un parere leggermente più personale basato sulla nostra di esperienza che, a conti fatti, non è stata del tutto disastrosa come ci si poteva aspettare.

Iniziamo subito con lo specificare un po’ cosa abbiamo avuto per le mani, perché è bene sottolineare anche l’ovvio per chi ancora non sapesse di cosa stiamo parlando.

Google Stadia è una “console” in cloud, il che significa che non giocheremo fisicamente sulla nostra macchina ma su una macchina molto performante, almeno sulla carta, situata in un altro punto del mondo. Il gioco poi verrà proposto in streaming sul nostro dispositivo, quindi la qualità effettiva del titolo è definita dalla nostra potenza di connessione.

Migliore è la nostra connessione, migliori saranno le prestazioni del gioco. La parte interessante di questo genere di “servizi”, già attivi su altri fronti come quello della programmazione software che fa uso di questo tipo di architetture già da qualche anno, è proprio il fatto di non aver bisogno di una macchina performante per riuscire a svolgere determinati compiti.

google stadia provato

La strada di Stadia

Se nell’ambito dello sviluppo software questo si traduce in un utilizzo (almeno generalmente) della macchina per effettuare calcoli piuttosto complessi un tantum, nell’ambito del gaming avremo la necessità di avere un flusso di dati continuo e costante con tanto di sforzo dell’hardware a ciclo continuo durante la “riproduzione” del gioco sul nostro dispositivo.

Questo apre la strada a numerosi interrogativi, che poi sono alla base di tutti i dubbi e le incertezze su Google Stadia e qualsiasi altro sistema di “cloud” console presente sul mercato, come PlayStation Now o xCloud.

Il passo successivo da fare nella comprensione di Google Stadia è sulla sua natura. Stadia non è semplicemente un servizio di “streaming” come potrebbero esserlo gli altri due competitor, ma è una sottospecie di “console in affitto”, ovvero una macchina che noi non paghiamo ma sulla quale è necessario comprare i giochi che possono girare solo al suo interno.

Per essere chiari, se compriamo Read Dead Redemption 2 per PC, non possiamo giocarlo su Stadia a meno che non lo avremo comprato effettivamente su Stadia. E questo è probabilmente il punto più a sfavore della console di Google vista la percezione che ha l’utente della cosa.

Giusto o sbagliato che sia, e nell’opinione di chi scrive è più che ok, ieri ci siamo dilettati per qualche ora con la "console" provando a giocherellare un po’ con Destiny 2 e Samurai Shodown, i due titoli presenti nell'abbonamento "Pro", quello che si paga mensilmente e offre già al suo interno dei titoli da giocare senza aver necessità dell’acquisto - l'unica possibilità di accedere al servizio ora.

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La scelta dei giochi gratuiti su Stadia Pro

Ad oggi ci sono solo questi due ma sono in programma ulteriori aggiunte pertanto, per la prova iniziale, abbiamo preferito non procedere con l’acquisto di ulteriori titoli e abbiamo scelto di giocare l’offerta “gratuita” presente su Stadia Pro.

Il primo impatto è stato chiedersi perché Google abbia scelto di proporre due titoli appartenenti a due generi che mal si sposano con questo genere di architetture: un FPS e un picchiaduro. Parliamo di due tipi di videogiochi, infatti, che hanno bisogno di una latenza pressoché uguale a 0 per essere fruiti correttamente, specie i picchiaduro che hanno un timing molto particolare per la gestione delle combo.

Abbiamo pensato che la scelta fosse molto coraggiosa: si voleva dimostrare fin da subito che Google Stadia è un’ottima alternativa anche per questi particolarissimi generi che per loro stessa natura su Google Stadia non dovrebbero starci.

Purtroppo però è innegabile che un altro titolo, magari più congeniale al tipo di servizio, ci avrebbe fatto godere decisamente di più dell’esperienza con Google Stadia che, per adesso, ci è risultata decisamente incompleta, ovviamente senza aver provato il resto di titoli che lo store ci propone.

Come girano dunque Destiny 2 e Samurai Shodown? Decisamente bene, stranamente. Abbiamo avuto modo di testare i titoli con mouse e tastiera, pad di Xbox 360 e DualShock 4 giusto per capire bene quanto le periferiche di input potessero essere incisive sul modo di giocare (il controller di Stadia è ancora in viaggio) e il risultato è stato sorprendente.

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Come si gioca in streaming?

L’esperienza con i due titoli ci è apparsa piuttosto fluida ed interessante nonostante, chiaramente, ci fossero dei compromessi a cui scendere: non ci sogneremo mai di giocare Samurai Shodown in modo “hardcore” su Stadia poiché al netto di una buona qualità, resta il fatto che ci stavamo giocando in streaming e quindi con una leggera latenza che si sentiva parecchio con un approccio più “accademico” al gioco.

Lo stesso vale per Destiny 2 che non solo si vede castrato un po’ nella qualità tecnica, un difetto che siamo sicuri verrà messo a posto in futuro ma che per il momento lascia a desiderare, ma anche nella fruibilità visto che la natura della console richiede al giocatore un approccio differente: è necessario “giocare d’anticipo” nel mirare e sparare, il che non è proprio il massimo.

L’impressione generale però è ottima. Non consiglieremo mai Google Stadia come alternativa vera alle console tradizionali, almeno per il momento, per quanto riguarda determinate tipologie di gioco che restano comunque molto godibili se avvicinate con un approccio più “casual” che in fin dei conti non è nemmeno troppo sbagliato.

Alla fine un prodotto del genere ha questo tipo di target preciso: giocatori non troppo hardcore che non vogliono spendere troppi soldi per stare al passo con la tecnologia ma vogliono giocare certi titoli e, sotto questo punti di vista Google Stadia è un ottimo prodotto.

Di certo aspetteremo di provare la console anche con il suo controller e sulla TV ma sopratutto con qualche altro titolo che abbiamo in programma di acquistare per dei test sul campo con giochi più apprezzabili prima di darvi un parere definitivo. L’unica certezza è che, in effetti, Google Stadia non è il mostro che tutti credono.