Con Google Stadia in arrivo a tutti i fortunati che hanno avuto il piacere di riceverla effettivamente al giorno di lancio è bene fermarsi un minuto, forse anche qualcosa di più, a cercare di capire e quanto merita effettivamente la nuova “console di Google.

Il problema è che, a conti fatti, si tratta di un servizio che offre troppo poco, ancora, per poter essere apprezzato e sopratutto propone un tipo di modo di giocare totalmente differente dal solito il che ci porta a guardarla con un certo occhio malevolo anche se, a dirla tutta, anche Google si è impegnata a farci allontanare dal suo prodotto.

Fra promesse non mantenute, cose ritrattate e un lancio che è avvenuto con mille problemi, Google Stadia non ha iniziato proprio con il piede giusto e di questo se ne sono accorti moltissimi utenti, anche i pochi che pensavano che Stadia avrebbe fatto il botto e avrebbe lanciato una nuova rivoluzione all’interno del mondo videoludico.

Sì, ci sono milioni di motivi per cui la novità firmata Google non merita assolutamente di essere presa in considerazione e pochi, pochissimi, per cui valga la pena anche solo provare sopratutto in vista dell’arrivo di altri servizi che proporranno concetti simili ma confezionati in modo migliore, come xCloud di cui si aspetta il lancio completo delle funzionalità con molta più ansia e trepidazione.

Il vero problema di Google Stadia è quendi stato quello di una cattiva comunicazione e una pessima gestione della campagna marketing che l’ha portata, oggi, ad essere una console decisamente poco appetibile per il grande pubblico quindi eccoci qui, pronti a proporre, con calma, i cinque motivi per cui non desiderare Google Stadia nel proprio salotto.

google stadia

I giochi al day one

22 saranno i titoli supportati da Google Stadia al day one, di cui due, Destiny 2 e Samurai Showdown, presenti nell’offerta pro e uno, Glyt, in esclusiva temporale. Secondo voi basta per una console come Google Stadia un parco titoli di questo calibro? Esatto, nemmeno secondo noi è un incentivo a provare la console.

Essere sempre connessi

Sì, una console in cloud deve funzionare con una connessione onnipresente, questo ci sembra scontato e ci sembra ovvio, peccato solo che siamo in Italia dove lo standard delle connessioni non è nemmeno lontanamente sufficiente a garantire un’esperienza godibile all’interno dei videogiochi presenti. Google Stadia purtroppo sembrerebbe non essere il massimo nemmeno all’estero sotto questo punto di vista, quindi chissà.

Giocare in rete

Ci sono certi genere videoludici, anche molto in voga, come gli sparatutto in prima persona, che hanno bisogno di un certo livello di prestazioni. Questo si traduce in latenza minima e una buona velocità di risposta dei comandi, pena l’impossibilità di fruire correttamente il prodotto.

Indovinate se Google Stadia è in grado di far fronte a questo genere di cose? Esatto.

google stadia

Dove ci gioco?

Questo è un motivo un po’ fuori dagli schemi in realtà poiché Google ha già confermato che quando sarà, Google Stadia sarà disponibile su ogni dispositivo in grado di far girare Chrome, quindi parliamo di un problema che potremmo avere solo oggi visto che Stadia funziona SOLO su Chromecast plus e sul Pixel, uno smatphone propeitario.

Il supporto al fisico

Questo è un aspetto molto controverso poiché un’enorme fetta di videogiocatori non ha la minima intenzione di passare ad un tipo di gioco solo ed esclusivamente digitale e questo è probabilmente non solo il problema più grande di Google Stadia ma anche della filosofia su cui si basa.

La differenza con i competitor è che loro possono permettersi l’alternativa, Google no e questo è un dato di fatto.