Domani è il giorno di Pokémon Spada e Scudo, che porta la serie all’ottava generazione e guadagna quello che possiamo definire come il miglior capitolo del franchise nonostante ancora non ci abbiamo messo le mani sopra.

Oggi vi parlo un po’ del gioco, di quello che sta rappresentando per me, di quello che è successo e che sta succedendo in merito al gioco e di come dovreste preparavi al suo debutto sul mercato, nonostante, probabilmente, molti fra di voi non potranno mettere in pratica gran parte di questi consigli.

Chi ci segue più assiduamente sa quanto io sono affezionato al brand così come avrà potuto notare che la quasi totalità degli articoli che trovate sul sito in questi giorni non portano la mia firma e questo per una mia personalissima scelta: voglio godere di questi titoli come Game Freak e The Pokémon Company hanno deciso che io debba godermeli.

Mi spiego meglio? Mi spiego meglio, ma per farlo dobbiamo andare un po’ indietro, quando una ventina di anni fa arrivavano i primi giochi Pokémon della storia, ve lo ricordate? Nemmeno io. Io sono arrivato a “mania” esplosa e mi sono lasciato travolgere.

Oggi guardo a quegli anni non come i migliori anni della serie, ma come quelli che mi hanno formato un po’ e mi hanno avvicinato, nel bene o nel male, al brand.

pokemon spada e scudo

Un RPG brutto, ma bello

In quegli anni cosa avevamo fra le mani? Un RPG brutto, pieno di meccaniche vecchie già all’epoca così ricche di ripetizioni frustranti e di inutili amenità volte semplicemente a complicare l’esperienza dell’utente senza effettivamente farne giovare al giocatore.

Ma in fondo che importanza aveva? Pokémon era bello per due cose: collezionarli tutti e la magia della scoperta (chissà cosa diamine c’è nell’erba alta stavolta?). Ad oggi, giunti a Pokémon Spada e Scudo, si aggiunge un terzo fattore, il competitivo, che Game Freak ha saggiamente aggiunto ad un certo punto dell’evoluzione della serie.

Evoluzione poi è una parola grossa: Pokémon non si è mai evoluto, è rimasto sempre ancorato alla sua visione vecchia del mondo. Non ha mai azzardato, non si è mai mosso dalla sua nicchia di niente per offrire davvero qualcosa di interessante e nuovo al giocatore, al netto di qualche idea carina buttata qua e la che non è mai stata fatta germogliare come si deve.

Lo dico? Lo dico. La serie Pokémon è una serie di videogiochi orribile che ha bisogno di uno scossone, e anche presto, per ritornare sul giusto binario. E non state a sentire nessuno di quelli che dice che prima era meglio perché Pokémon Rosso non aveva una trama, i suoi starter erano una lucertola, una tartaruga e un coso e nel Pokédex era presente Voltorb, non so se mi spiego.

Prima era meglio solo perchè quel prima lo abbiamo vissuto senza internet, lontani da campagne marketing invasive e lontani da spoiler e leak di qualsivoglia genere: prima rimanevamo schifati da un Pokémon per la prima volta giocando, così come sorridevamo per la prima volta giocando e così via. Pokémon era questo: scoperta.

pokemon spada e scudo

Passi falsi

Negli anni i passi falsi di Game Freak sono stati tanti, troppi, a cominciare con le campagne marketing terrificanti che ci mettevano in mano, mesi prima del lancio, un Pokèdex quasi completo e ogni sorta di informazione possibile (eclatante il caso Sole e Luna) per finire con l’incapacità, cronica, di svecchiare un gameplay che non riesce più a stare in piedi.

Capite in che periodo stanno arrivando Pokémon Spada e Pokémon Scudo? Il brand ha bisogno di svecchiarsi e di qualcosa che riesca a farlo risorgere, quindi Game Freak ci propone una generazione “con le palle”. Due giochi per cui la campagna marketing è stata vuota e di cui oggi, ufficialmente, non sappiamo niente perché Game Freak ha deciso così: ha deciso di regalarci di nuovo la scoperta, quella magia che si è persa nel tempo.

Noi cosa facciamo? Spoileriamo tutto il gioco settimane prima, irrispettosi delle intenzioni degli sviluppatori e dei giocatori che avrebbero dovuto godere di un prodotto così come gli stessi sviluppatori avevano intenzione di farcelo godere. Ho chiesto esplicitamente a Paolo di ritardare il più possibile la pubblicazione di guide et similia a riguardo perché noi di Videogamer Italia vogliamo preparare il nostro pubblico al day one di Pokémon esattamente così come Game Freak voleva.

Pokémon Spada e Pokémon Scudo hanno l’onere di ribaltare completamente la situazione del marchio e ci provano con lo svecchiamenti di ogni meccanica e l’adeguamento ai tempi odierni, senza dimenticare di essere dei giochi Pokémon e in quanto tali regalare particolari emozioni.

Domani, quando uscite di casa, fatevi il favore di comprare uno dei due giochi, se non tutti e due, ma fatelo senza pregiudizi, dimenticando le recensioni che avete letto ieri, dimenticando completamente i leak e gli spoiler che avete letto.

pokemon spada e scudo

Un solo consiglio

Quella di domani è un’uscita di un’importanza magistrale e non è importante che i giochi sia belli o meno, quello che conta è che esistano. Pokémon Spada e Pokémon Scudo sono gli ultimi arrivati di una serie brutta, ricordatelo sempre, e, nel bene o nel male, ci stanno provando.

Stanno provando a fare la differenza e l’unica cosa che chiedono è che voi ci arriviate preparati e pronti senza dimenticare cose come Voltorb, Ditto, Magnemite e i loro design banali, senza dimenticare l’assenza di una trama vera che permea la tanto decantata prima generazione, senza dimenticare che vi siete innamorati del brand perché eravate arrivati ad infilate la cartuccia nel vostro Game Boy completamente vergini.

Il consiglio per prepararsi al day one di Pokémon Spada e Pokémon scudo è solo uno alla fine: non preparatevi, andate li e lasciatevi trasportare a Galar vivendo tutto quello che game Freak e The Pokémon Company vi hanno regalato. Non vi preparate, vi prego. Tornate bambini e basta.