Con l’uscita di Death Stranding e con il grandissimo ritorno di Adrian, la serie evento, sul piccolo schermo, complice una serata di bagordi, ci è venuta in mente la pazza idea di immaginare il gioco del Maestro come se fosse stato pensato e ideato dal signor Celentano, in uno dei suoi tantissimi guizzi di narcisismo e autocelebrazione, che poi sono le caratteristiche che ce lo fanno amare, no?

Per altro questo pezzo lo stiamo scrivendo nel moneto in cui i dati di ascolto di Adrian, nel suo ritorno insperato sulla televisione, ci dimostrano ancora una volta quanto agli italiani questo prodotto faccia letteralmente schifo e quanto ignorino ogni sua forma preferendo dedicarsi completamente ad altro. Per esempio a Death Stranding per i fortunelli che hanno avuto una copia prima del day one.

Ma cosa comporterebbe il gioco visionario di Hideo Kojima se fosse stato scritto da Adriano Celentano? Di cosa avrebbe parlato, come sarebbe stato il suo gameplay e chi sarebbero stati i personaggi coinvolti all’interno dell’avventura? Un risposta difficile da poter dare, così su due piedi, ma allo stesso tempo abbastanza ricca e imbarazzante da farci guadagnare istantaneamente il premio come peggior articolo dell’anno.

Ecco, noi che di Adrian siano fan accaniti, immaginiamo Death Stranding, di cui siamo anche fan accaniti, come un prodotto decisamente fuori dagli schemi, più di quanto già non lo possa sembrare, qualora la penna dietro la sua scrittura fosse quella del Molleggiato più famoso del mondo.

Sam Porter Bridges sarebbe interpretato da Adriano stesso, perché non c’è assolutamente limite al peggio, e avremo sui nostri schermi una buona quantità di personaggi famosi, così come ha voluto anche il buon Kojima. Ecco dunque che avremo a che fare con il celebre Giuliano dei Negramaro, ad esempio, che potrebbe accompagnare il nostro eroe nella sua importantissima missione.

death strangind adrian

Riunificare l'Italia

Già, ma quale potrebbe essere la missione effettiva del buon Adrian all’interno del mondo di Death Stranding? In un certo senso possiamo dire che potrebbe essere la stessa di Sam anche se con qualche sfumatura diversa: Adrian vuole riunificare l’Italia sotto un’unica bandiera, guidare il popolo verso la libertà e creare una rete di informazione libera da ogni forma di oppressione da parte dei governi.

Nell’ultima puntata abbiamo visto il suo alter-ego, Darian, dare vita ai Pirati dell’Etere, un’organizzazione che mira proprio a combattere questa oppressione cercando di svegliare il popolo e guidarlo alla volta di una nuova vita e verso una rivolta nei confronti di Mafia City (mi fa sempre ridere).

Vedete anche voi come si è già scritto il gameplay? Nella serie vediamo gli adepti del gruppo di Darian reclutare gli Amici dell’Orologiaio per creare nuove stazioni radio in giro per l’Italia in modo da effettuare trasmissioni sempre da punti differenti ed evitare quindi di essere presi dalle forze dell’ordine..

Ecco quindi come lo immaginiamo questo Death Strandig: Adrian che può assumere due forme differenti, quella della Volpe (vedremo fra poco) e quella di Darian, attraverso il quale deve riuscire a programmare tutte le missioni di recupero dei canditati perfetti per riuscire ad ampliare la sua organizzazione. Allo stesso tempo Darian, e i suoi, deve creare queste stazioni televisive pirata da cui trasmettere, che saranno il vanto del multiplayer asincrono del gioco dando possibilità ai giocatori di tutto il mondo di condividerle per la missione comune.

Come Adrian invece dovremo riuscire a nascondere la nostra identità camuffandola con quella di un semplice orologiaio che deve mantenere la sua piccola bottega riparando e consegnando (ammicc* ammicc*) i pacchi richiesti dai suoi clienti. Chiaramente è nelle vesti di Darian e la Volpe che effettueremo tutte le missioni principali, vestendo i panni di Adrian solo quando un indicatore sarà troppo pieno rischiando di farci saltare la copertura.

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La volpe

E la Volpe? La Volpe ci sarà utile in due frangenti: il primo è dato dalla difesa delle nostre stazioni, e di quelle condivise, in modo tale da riuscire a preservare la rete rivoluzionaria che stiamo cercando di ricostruire, il secondo è per cercare di mantenere viva l’attenzione della popolazione nei confronti del moto rivoluzionario picchiando a sangue qualsiasi delinquente per ridare speranza all’umanità.

Così come Death Stranding prevede molte cutscene forti e lunghe, anche la versione ideata dal buon Celentano non sarà da meno, con vecchi spezzoni delle sue più celebri trasmissioni in cui apprendiamo come siamo arrivati al Death Stranding e di come lui, unica voce fuori dal coro, sia stato l’unico ad accorgersi di tutto ciò cercando di avvisarci.

Purtroppo è troppo tardi, il mondo ha subito questo evento catastrofico e solo noi, Adrian Darian Volpe possiamo riconnettere tutti verso un’ideale di libertà e rivoluzione. Sapete che ora lo vorrei giocare sul serio?