Nonostante i grandi annunci, per la quasi totalità praticamente già noti grazie ai leak, il vero motivo per cui i più informati attendevano BlizzCon 2019 era capire come ne sarebbe uscita Blizzard dall’evento, a seguito delle vicende delle ultime settimane che hanno coinvolto l’azienda di Irvine.

Con un’onda lunga partita da BlizzCon 2018 e quel reveal infame di Diablo Immortal, Blizzard non ha vissuto un anno straordinario, per usare un eufemismo. Tra le continue defezioni di responsabili dei progetti più importanti, così come i fondatori originali che sono praticamente tutti fuori dall’azienda ormai, e le proprietà intellettuali che, ad esclusione di Hearthstone, hanno avuto un fisiologico momento di flessione negativa senza nessun vero intervento, e per finire la vicenda di Blitzchung e correlati, c’era bisogno di vedere una risposta forte da parte dell’azienda.

In parte c’è stata, perché durante BlizzCon 2019 sono state annunciate una miriade di cose, esattamente quello che i fan volevano sentire: Diablo IV, Overwatch 2, Shadowlands per World of Warcraft, espansione per Hearthstone, e perfino novità per StarCraft II ed Heroes of the Storm (MOBA ingiustamente ignorato, ve lo dico).

Il diavolo e l’eroe santo

Nonostante la bontà dei titoli presentati, va detto che non sono state annunciate date precise. Sappiamo che Diablo IV ed Overwatch 2 usciranno anche su console di attuale generazione (quest’ultimo anche su Switch), ed al massimo si può fare un calcolo a spanne sul fatto che, considerato che il 2020 è l’anno di PlayStation 5 almeno, i due titoli potrebbero uscire proprio entro i prossimi 365. Ma il silenzio di Blizzard è altrettanto eloquente perché, nonostante gli streaming su Twitch fatti da giocatori, fan ed influencer presenti in loco - quindi non “pilotati” ma vero e proprio gameplay libero – possano far pensare ad una build abbastanza avanzata, in realtà non ci sono finestre di lancio di nessun tipo.

E questo è un problema, potenzialmente. Perché significherebbe un 2020 privo di vere novità per le piattaforme Blizzard. Certo ci aspettiamo l’espansione di Hearthstone, almeno uno o due nuovi eroi per Overwatch, magari Shadowlands che a sorpresa potrebbe essere più pronto di quanto pensiamo, ma non è detto che potrebbe bastare. Certo già l’idea di “dover” aspettare Diablo IV ed Overwatch 2 può essere abbastanza per far tornare all’ovile molti fan, ma è una mossa troppo rischiosa.

Ed è un peccato, perché i due titoli di punta annunciati a BlizzCon 2019 sembrano davvero in grado di far sciogliere ogni dubbio riguardo lo stato delle cose dentro Blizzard. Diablo IV finalmente ritorna al suo look gotico e raccapricciante, le nuove classi sembrano molto interessanti ed il gameplay è stato aggiornato e rinnovato. Overwatch 2, allo stesso modo, propone finalmente tutto il comparto PvE, largamente atteso e voluto da una parte dei giocatori.

BlizzCon 2019_proteste
Mei è diventata, suo malgrado, testimonial delle proteste contro Blizzard e governo Cinese.

La quiete dopo la BlizzCon 2019

La seconda parte di questo discordo non può non concentrarsi sulla vicenda politica legata a Blizzard. In fondo, già prima dell'evento è andata in scena una protesta, pacifica ed assolutamente tranquilla, fuori dal convention center che ospitava l'evento.

Vicenda talmente nota che ha raggiunto la politica e la stampa generalista e che, probabilmente, non ha bisogno di essere riassunta. Nel caso non abbiate seguito, ecco alcuni link utili per recuperare la questione:

Personalmente, durante BlizzCon 2019 mi aspettavo due scenari possibili: glissata totale dell’argomento; presa di posizione forte. Curiosamente, non è successa nessuna delle due cose.

Questo perché Blizzard ha sì aperto la convention facendo delle scuse ufficiali, dicendo che hanno sbagliato, che si sono allontanati dai propri valori, e così via. Parole importanti, senza dubbio, che arrivano in un momento molto importante (e dovuto) come l’evento più importante dell’anno per il colosso di Irvine. Però, a voler essere un po’ cinici e conoscendo soprattutto “le regole del gioco”, queste parole risultano più un buon comunicato stampa scritto da professionisti che una dichiarazione vera e propria. Parole un po’ vuote, prive di quell’emozione che ci si aspetta da un’azienda che ha fatto della genuinità il suo punto di forza, da sempre.

Questa freddezza viene confermata dal fatto che Blizzard si è scusata, ma non ha fatto niente per ritirare il ban a Blitzchung oppure alleviare la pena inferta al giocatore. C’è infatti una frase molto importante, che è il fulcro dell’intenzione dell’azienda, tra quelle dette durante il monologo di apertura. Il problema, dice Blizzard, è che hanno “agito troppo in fretta”, non che hanno fatto qualcosa di sbagliato.

Ecco, questo è abbastanza focale come punto. L’idea che ne esce non è che sia stato sbagliato punire così pesantemente un giocatore che, del tutto comprensibilmente, ha errato nel manifestare politicamente durante un evento sportivo, ma che “semplicemente” Blizzard abbia fatto tutto troppo in fretta.

Come se ne esce Blizzard dopo questa BlizzCon 2019, quindi? In modi diversi a seconda del punto di vista.

I giocatori occasionali gioiranno per l’arrivo di Diablo IV, Overwatch 2 e tutte le altre novità presentate, nonostante un 2020 ancora incerto ma che potrebbe sostenersi con gli aggiornamenti delle piattaforme esistenti. Quelli più esperti, che seguono le news, ed ovviamente analisti e giornalisti (tra cui il sottoscritto) non possono non pensare che la Blizzard di una volta sia semplicemente scomparsa. Magari si è solo trasformata, ma in ogni caso fa specie riflettere sul fatto che, tra gli otto motti dell’azienda, ci siano “Think Globally” ed “Every Voice Matters”.

Sembrano quasi uno sfottò, a voler essere cattivi. Serviva una risposta forte, una dichiarazione imponente per zittire tutti i detrattori. Invece, queste timide scuse di Blizzard offrono l’assist per altre cattiverie e commenti al vetriolo.