A ben tre anni dall'uscita originale, Overwatch arriva su Nintendo Switch, come parte di un'infornata di tripla-A proveniente da grandi sviluppatori ed editori che ha portato negli ultimi tempi anche The Witcher 3: Wild Hunt sulla piattaforma ibrida.

Esattamente com'è stato per The Witcher 3, il lancio di Overwatch per Switch è stato accolto con un certo scetticismo, e con tanti che si sono chiesti come mai giocare su una piattaforma meno performante (e ad un prezzo probabilmente più alto) un titolo disponibile in giro da così tanto tempo.

In rete ho assistito nei giorni scorsi alle consuete disamine che hanno focalizzato i problemi tecnici legati alle minori prestazioni garantite dalla console di Nintendo, salvo scoprire, una volta messo mano al codice inviatoci da Blizzard, che questi sono assai meno importanti di quanto messo in preventivo.

In tutta onestà, non avevo pensato di essere la prima scelta per questa recensione perché so quanti fan di Nintendo Switch ci siano in redazione, ma notando che molti di loro erano in altre faccende affaccendati mi sono detto “massì, perché no?”.

Ho giocato Overwatch per un periodo di tempo piuttosto prolungato per i miei canoni, al momento del lancio originale, su PC, e immaginavo che “scendere” di livello su una piattaforma letteralmente agli antipodi sotto il profilo della potenza di calcolo sarebbe stato abbastanza traumatico.

Invece, non senza una certa dose di sorpresa viste le nefandezze che di questa versione venivano raccontate, sono rimasto alquanto soddisfatto delle ore che ho speso sul nuovo Overwatch, per quanto sia stato evidentemente ripensato per adattarsi ai limiti del suo ospite.

Com'è consuetudine, Nintendo Switch e le ripubblicazioni di titoli già disponibili che lo riguardano portano in dote una grossa novità, su cui non è possibile sorvolare: la possibilità, cioè, di giocare in modalità portatile.

Non c'è molto da dire: ancora oggi, ancora con Overwatch, prendere tra le mani Switch e vederci giocare produzioni pensate per una fruizione casalinga, su grande schermo, ha quella componente magica che quasi non ti riesci a spiegare.

Su questo aspetto non c'è limite che tenga: il frame rate e la grafica scalati, magari una certa scomodità che si può avere (eccomi) e non avere perché si pensa (eccomi) che la versione base di Switch sia troppo ingombrante per una vera portabilità (eccomi); passa tutto in secondo piano.

Il momento stesso in cui ho iniziato a giocare a letto, oppure alla mia scrivania seduto bello comodo senza incurvarmi davanti allo schermo del televisore, ho colto istantaneamente la magia, e quanto sia sorprendente oggi come lo era nel 2017 giocare dovunque si sia e qualunque cosa si stia facendo giochi di questo spessore qualitativo e quantitativo.

Peraltro, e ora ne parliamo anche meglio, va sottolineato che sullo schermo della console i diversi difetti e le molteplici imperfezioni del comparto tecnico di Overwatch passano in un secondo piano, ed è possibile godersi un design dei personaggi e delle ambientazioni che nella sua vivacità rimangono (e presumibilmente rimarranno tali per sempre) freschissimi.

La modalità televisiva è, ciò detto, anch'essa molto seria, sebbene nell'economia della valutazione oggettiva permane il dubbio che forse si sarebbe potuto fare di più per mantenere inalterato il frame rate di 60fps che per molti incide quando si parla di sparatutto.

Francamente pensavo molto peggio, pensavo che lo scalino, nello scendere da 60 a 30, avrebbe causato qualche inciampo e creato un certo imbarazzo nella fruizione, e invece nonostante la metà del frame rate il gameplay scivola via liscio.

Pur avendolo giocato a lungo su PC ad un frame rate più elevato, non ho avvertito quella fastidiosa sensazione di downgrade che magari si sarebbe potuto immaginare di poter avvertire in questo passaggio, e la cosa in se mi ha sorpreso quasi quanto la modalità portatile.

Overwatch per Nintendo Switch rimane veloce e vivo esattamente come lo era e lo è sulle altre piattaforme, segno evidentemente che in Blizzard e Iron Galaxy si è valutato con una certa attenzione se fosse il caso di “scendere”.

Ovviamente si cataloga tra i contro il fatto che sia stato necessario ricorrere ad un trucchetto così marcato per far sì che il gioco girasse su Switch, ma da qui a dire che sia un qualcosa di penalizzante ce ne passa.

Forse, come la stessa Nintendo ha fatto con (penso ad un caso più eclatante degli altri) Xenoblade Chronicles 2, si sarebbe potuto ricorrere più massicciamente alla risoluzione dinamica per mantenere quel frame rate ancorato ai 60fps.

Invece, e sarete contenti se tale espediente di design vi infastidisce particolarmente per qualche ragione, la risoluzione cala molto di rado, e lo noterete, se proprio, quando a fine partita tutti gli eroi vincenti saranno presentati sullo schermo con un counter dei pixel visibilmente più basso che altrove in questa versione.

Da notare, infine, una certa applicazione dello sviluppatore sulle peculiarità di Switch, tra cui il giroscopio: non si tratta di una semplice gimmick ma, altra sfumatura che mi ha abbastanza colpito, di una possibilità in più nel campo del gameplay.

Ciò perché questa feature consente di avere un tempo di reazione in più, di poter spostare la visuale più agilmente oltre il primo movimento della leva analogica, una volta che si prende la mira per colpire un avversario nel proprio campo visivo.

Overwatch per Nintendo Switch è, in conclusione, un prodotto che scende ad un compresso piuttosto marcato, ovvero il ricorso ai 30 fotogrammi al secondo in luogo dei 60 cui siamo stati abituati sin qui, per offrire un'esperienza che rimane degna di nota esattamente come nella versione originale. A questa viene però aggiunto il valore di tutte le skin della Legendary Edition, un abbonamento da tre mesi a Nintendo Switch Online e del gioco in portabilità. Che sa di magia. Ma anche a questo siamo stati abituati sin qui.