Manca meno di un mese all’uscita dei due nuovi di Pokémon che segneranno l’entrata del brand nell’ottava generazione, Spada e Scudo, e dei giochi sappiamo quanto basta per scivolare inesorabilmente nell’abisso dell’hype.

Siamo in quel momento magico in cui vorremmo tutti che non venisse svelato nient’altro in merito ai giochi ma allo stesso tempo vorremmo sapere di più, e ancora di più, in merito alle novità di gameplay e, sopratutto, in merito alle nuove creature che scorrazzeranno per tutta Galar.

Ma non sono qui per parlavi di Pokémon Spada e Pokémon Scudo perché non ci sarebbe niente da dire se non che li desidero ardentemente con tutto me stesso, come ogni nuovo gioco del brand d’altronde, ma sono qui per parlarvi di come l’hype verso questi nuovi titoli mi ha spinto a fare una cosa brutta, molto brutta. Ho cliccato sugli annuncini di Facebook in cui vengono pubblicizzati i giochi tarocchi.

Non sto parlando di hack rom, nonostante sia finito su un paio di esse, ma di tutti quei giochi terribili e terrificanti, tutti uguali fra di loro, ambientati nel mondo Pokémon ma che con il brand non c’entrano nulla: pensate che alcuni di loro vengono pubblicizzati con un nome e con alcuni screen sui social, per poi avere un nome e immagini differenti sugli store in modo tale da prvare a non subire le ire di Nintendo.

Mentre scaricavo l’ennesimo di questi tarocconi brutti e mi accingevo ad iniziarlo con la bavetta alla bocca e con gli occhi di un invasato ho pensato bene di scriverci uno dei miei classici pezzi esplorativi, uno di quelli in cui vi mostro cosa ho trovato nella mia ricerca involontaria e di come il mio feed sui social sia pieno di schifezza ora.

Partiamo dal più famoso, quello che un giorno sì e l’altro pure mi appariva in home cercando di farsi cliccare: Carnival Monster, un MMO che avevo già avuto modo di notare in tempi non sospetti durante il mio periodo universitario, quando qualche collega cercava di farmici giocare.

Il gioco è un orrendo MMORPG pieno di iconcine, bottoni e banner, in cui andare in giro all’interno di un mondo di cui francamente non ricordo il nome assieme al proprio Pokémon.

Come spesso accade in produzioni simili, il titolo offre un battle system pessimo, che potrà essere automatizzato, che richiede di spendere chiaramente un po’ di soldi o di passare tante, troppe, ore dietro al gioco fino al potenziamento delle proprie creature.

Interessante osservare i livelli altissimi dei pokémon, le mosse utilizzabili e il generale power level sbroccato del nostro avatar nelle prime ore di gioco, quelle necessarie a catturarci all’interno di questa trappola di soldi, soldi, soldi e icone che ti strappano gli occhi.

Oggi Carnival Monster non esiste più sullo store, chiaramente per via di qualche strike per il copyright, o almeno non esiste più con questo nome. Oggi il gioco s chiama Pixelmon Master, ha un’icona e delle immagini di gioco chiaramente differenti e ha maturato un’interfaccia completamente diversa e molto più confusionaria delle sue origini, sulle quali mi sono documentato guardando alcuni gameplay su YouTube: a quei tempi forse ci avrei giocato di più.

Interessante come il titolo ci accolga con una schermata di caricamento senza Pokémon e di come ci avvisi che il titolo crasherà, si riavvierà da solo per poi regalarci qualche minuto di schermo nero prima di accendersi sul serio. Credo sia un modo per aggirare certi controlli di qualità, e lo credo perché tutti questi giochi tarocchi, tranne uno, utilizzano il medesimo espediente.

Quello che non lo utilizza è, stranamente, il migliore fra tutti questi oltre che quello effettivamente originale che non rischierebbe assolutamente nulla in ambito legale.

Nel mio giro di download ho beccato anche Carnival Monsters 2, il che mi ha particolarmente stupito visto che l’autore è non è lo stesso. L’ho scaricato, stessa schermata iniziale, stesso identico gioco. Identico.

Ci ho fatto un’oretta, poi ho deciso che era il momento di passare al prossimo così ho ceduto all’annuncio di Mons Tale che mi ha accolto con una pagina dello store molto particolare ed invitante: non c’erano i classici pokémon, il gameplay sembrava differente e io ci sono cascato.

Nelle due ore successive a quel download ho giocato a Carnival Monster, con un nome differente, con un pagina del negozio differente, con dei server differenti, con la possibilità di scegliere un avatar fra più scelte.

Ma era Carnival Monster, in ogni suo più piccolo e schifosissimo pixel. Perché ho continuato a giocarci? Forse per scoprire se ad un certo punto sarebbe cambiato, forse perché non sono in grado di dire di no a certa monnezza.

Forse volevo solo credere che fosse un novo gioco di Pokémon. Ci ho giocato fino all’arrivo del prossimo banner sotto ai miei occhi: Monster Assemble.

Nuovo nome e pagina invitante: dalle immagini sembrava un gioco di carte su scacchiera, uno di quelli che piacciono tanto a me, ma con i personaggi tratti dal gioco vero. Cosa poteva andare storto?

Download. Messaggio di warning. “Questo software potrebbe essere un malwware. Vuoi disintallare?” Ma ti pare? Io voglio giocare con i pokémon.

Dopo aver formattato il telefono ho cercato un altro banner, oramai avevo la home intasata e non ci sarebbe voluto troppo tempo prima di arrivare di fronte all’ennesima monnezza: Monster Zone!

Che cos’è Monster Zone? Ecco, è Carnival Monster, con un nuovo nome, immagini diverse, uno studio di sviluppo diverso e un diverso modo di rompermi i Voltorb.

Avevo deciso di smettere di cercare ma Facebook mi ha regalato la pubblicità di Poke Fairy le cui immagini erano tre fakémon e nient’altro. Che fai, non lo scarichi?

Dopo aver ri-formattato il telefono nuovamente decido che l’esperimento è finito e che in effetti non esiste un gioco tarocco in grado di farmi alleggerire l’hyper per Spada e Scudo, devo arrendermi alla qualità di alcune hack rom e dedicarmi per un po’ a quelle.

Però squilla il telefono. Dall’altro lato un amico. “Ma Nexomon lo hai provato?” Così eccomi qui, oggi,ad aver speso qualche spicciolo per comprare la versione completa di Nexomon, un gioco completo, tarocco, vero, senza iconcine, con fakémon quasi guardabili che è riuscito, per qualche giorno, a farmi dimenticare che escono Spada e Scudo.

Qui finisce il nostro viaggio, un viaggio che ci ha insegnato a non perdere le speranze perché in mezzo alla spazzatura qualcosa di interessante si trova. Forse. Almeno credo.