Qualche giorno fa chiacchieravo con Paolo di giochi di calcio, o meglio, lui mi utilizzava, al suo solito, come diario della sua vita videoludica parlottando di giochi indie a tema particolarmente carini e coccolosi, come Football Drama, un gioco che ho in wishlist da un po’.

Sembrerebbe essere naturale stupirsi del fatto che uno come me, che detesta il calcio e non capisce assolutamente niente dello sport, possa avere voglia di giocare ad un titolo di questo tipo basato, appunto, sullo sport col la palla bianca e nera (spero non esistano altri sport con una palla simile, altrimenti sai che gaffe).

Così ho “confessato” a Paolo di apprezzare certi titoli calcistici, quelli che offrono qualcosa di diverso del semplice calciare un pallone fino ad arrivare in porta, attività che ho sempre trovato noiosa.

Ora che ci penso una tale definizione, data da un babbano come me, potrebbe portare molti di voi ad affilare i forconi ed imbracciare le torce per darmi su, sottolineando tutte quelle sottigliezze calcistiche di cui non capisco e non capirei niente.

Passatemi quindi per buona ogni definizione superficiale e banalotta che darà dello sport e delle sue meccaniche intrinseche, non perché io voglia sminuirlo in qualche modo ma semplicemente perché non ho la benché minima idea di quello che sto dicendo.

FIFA 20

Verrebbe da chiedersi allora perché ne devo parlare proprio io, che di calcio non capisco niente, quando in giro esistono persone più interessate e competenti di me che potrebbero scrivere migliaia di righe in merito ai titoli calcistici e a questo particolare sport.

Il fatto è che reputo interessante potervi raccontare questo tipo di storia, la storia di un appassionato di giochi di calcio a cui non solo non frega niente dello sport in sé, ma che non ne capisce assolutamente niente per giunta.

Ma cosa ho giocato, o gioco, sul tema tanto da stupire Paolo e averci fatto partorire la malsana idea di scrivere un articolo sull’argomento?

Ebbene gioco piuttosto costantemente Football Manager e PES (dove costantemente significa che mi ci faccio le mie partite quando ho tempo) e nella vita ho giocato moltissimo a FIFA, fino al ‘99, ai vari giochi di calcio su NES (di cui non ricordo assolutamente i nomi) e ho ottimi ricordi di un FIFA Street per cellulare in un’epoca in cui si usava ancora il tastierino numerico per fare le cose.

Certo ho giocato anche altri titoli manageriali a casaccio trovati qua e la sul web e qualche titolo indipendente strano di cui ho solo vaghe immagini impresse nella memoria, ma di base l’elenco contiene solo quelli più rilevanti (o almeno credo che lo siano).

Football Manager 2018

Il fatto è che questa “passione” (se proprio così dobbiamo definirla) deriva un po’ dal me ragazzino che guardava le partite di calcio in TV con suo nonno (all’epoca ricordo definirmi un tifoso del Milan, pensa te) che cercava di spiegarmi ogni cosa di quella roba che stavamo guardano.

Spoiler: non me ne fregava niente, ma era piacevole passare del tempo assieme e sentir dire “stasera devo guardare la partita con Salvatore”. Ho gran bei ricordi di quelle serate passate nel lettone con lui (abitavo con i miei nonni) con lui che si arrabbiava perché lo riempivo di domande e non lo lasciavo seguire la partita.

Giocavo, come tanti ragazzini, ai videogiochi così è stato piuttosto naturale provare qualche videogioco di calcio, nel particolare mi sono avvicinato alla serie di FIFA, su PC, grazie ad un disco masterizzato che mi aveva regalato qualcuno.

Di quel periodo ho il ricordo vivido di FIFA ‘99 e di come avessi imparato a fare praticamente sempre goal semplicemente “forzando” continuamente i calci d’angolo e prendendo “A D D D D” sul tiro: partiva una rovesciata che credo fosse imparabile.

Non so perché, ma mi piaceva quella cosa. Sono poi passato, grazie all’arrivo di un NES da non so dove in casa, a giocherellare un po’ a tutti quei giochetti pixellosi a tema calcio perché, essenzialmente, non avevo altro: la console era arrivata solo con quelle cartuccia.

Ecco, diciamo che da quagli anni ad oggi ne è passato tanto di tempo e quel poco che avevo appreso su questo sport l’ho dimenticato, complice la scomparsa di nonno e l’assenza del calcio in famiglia (in fin dei conti ero più interessato alla sua compagnia che a vedere davvero la partita) così l’interesse per il calcio è sfumato mentre quello dei videogiochi è rimasto sempre attivo.

Il prossimo grande contatto in questa storia avviene con l’arrivo di una PlayStation 2 in casa, comprata di seconda mano da un amico che la vendeva (eravamo in piena era PlayStation 3) assieme alla prima Xbox e alla 360.

Con queste arrivò PES e il mio amore verso la serie: ci giocavo con mia sorella inizialmente poiché era l’unico gioco che avevamo per giocare in due, per poi iniziare a giocherellarci da solo e imparare un po’ di cose su un gioco che, al di là della sua componente calcistica, aveva da offrire tanto di più.

Non sono propriamente in grado di spiegare cosa aveva che mi affascinava di più, sarà stato il livello di difficoltà più alto o chissà cosa, ma so solo che ancora oggi arriva PES e io mi ci devo fare un campionato con una difficoltà abbastanza elevata e bestemmiare con le mie innumerevoli sconfitte.

Però mi rilassa e mi diverte, anche senza sapere effettivamente la differenza fra un “passaggio” o un “passaggio filtrante” che ai miei occhi sono sempre e comunque la palla che va da A a B.

football

Con il buon Football Manager le cose sono leggermente diverse invece: sono un amante dei gestionali, qualunque sia il loro tema, e Football Manager non è di certo un titolo che posso lasciarmi scappare.

Cerco di essere abbastanza semplice nel concetto: non sono un appassionato della storia di Roma ma non mi serve esserlo per apprezzare Rome: Total War, uno dei miei strategici preferiti di sempre, così come non sono un appassionato di calcio ma non mi serve esserlo per potermi godere Football Manager.

Per entrare più nel dettaglio con un titolo molto più simile vi basti sapere che capisco poco niente di politica e attività manageriali collegate e, salvo eventi importanti, sono abbastanza disinteressato a questo mondo eppure Democracy 3 è uno dei miei 10 giochi preferiti.

Lo stesso discorso lo posso applicare a Football Manager: non è necessario capire come si svolge una partita di calcio (tant’è che non le guardo mani nel gioco) e tutto quello che ne consegue per essere in grado di giocarci.

O meglio, è importante sapere la differenza fra certi parametri e il significato di determinate scelte, ma negli anni di gioco oramai ho imparato ad essere “meccanico” sotto questo aspetto imparando cosa è meglio e cosa non lo è semplicemente giocando.

pes 2018

 

Football Manager mi piace perché mi rilassa, mi piace perché è bello e mi piace perché, molto semplicemente mi diverte, al contrario di una partita in televisione (o dove si guardano oggi le partite di calcio) per le quali non nutro nessun tipo di interesse.

Ma sono convinto che in molti, fra voi, siano giocatori assidui di videogiochi la cui tematica appartiene ad un mondo differente, del quale non issa e non si è interessati a sapere niente: ma il bello dei videogiochi è anche questo, immergersi in mondo decisamente lontani dalla propria realtà, no?