Per questo genere di titolo 20 ore non sono niente e probabilmente tutto: ti servono a farti capire se un gioco ti prende o meno, ma non sono sufficienti per avere un quadro completo delle meccaniche e delle narrazioni che vuole trasmetterti.

Con Disco Elysium, semplicemente abbiamo ricevuto il codice nel fine settimana scorso e oggi che è il giorno del suo lancio ci tenevo a farvi sapere che lo abbiamo avuto, e che mi sta piacendo oltre ogni più rosea aspettativa.

Non sono ancora pronto per una recensione finale, visto che presumibilmente sono ad un terzo della sua estensione totale, ma quello che posso dirvi è che se siete amanti di cRPG e volete un twist particolare sulla formula di questo genere... la produzione di ZA/UM fa al caso vostro.

Mi voglio levare subito il dente: Disco Elysium ha una barriera all'ingresso notevole, ovvero è pieno di testi e lunghi, lunghissimi dialogo che spesso e volentieri vanno ben oltre l'estensione che sarebbe stato giusto concedergli.

Mi è capitato talvolta di incontrarne alcuni partiti in maniera interessante, che hanno esaurito il loro compito nel mezzo e sono andati avanti senza grosse ragioni, come se fossero un esercizio di stile (uno stile fantastico, va detto).

Già di per se questo potrebbe infastidire, mettiamoci che non c'è alcun tipo di localizzazione e che l'Inglese in cui vengono forniti gli scritti è particolarmente ostico, e il gioco è fatto.

Ritengo di avere una conoscenza avanzata dell'idioma di Albione, come dicono gli studiati, ma ciò non toglie che ogni tot di ore ho dovuto staccarmi dallo schermo per il sopraggiungere di un mal di testa dovuto proprio allo sforzo necessario per comprendere il testo e gli innumerevoli sottotesti che trasudano da ogni parte del racconto.

Siate pronti ad affrontare un simile livello di “sfida” intellettuali; e se lo siete, anzi se tale livello di sfida vi eccita, continuate a leggere e non ve ne pentirete, perché le prime 20 ore di Disco Elysium sono state le prime 20 ore che più mi hanno soddisfatto quest'anno... e forse persino nell'intera generazione, se parliamo del genere di riferimento.

Mi fa piacere che siate voi a scoprire i particolari, anche quelli macroscopici, sulla storia di Disco Elysium, ma sappiate che nel gioco vestirete i panni di un detective alcolizzato che ha perso la memoria e si è ritrovato, come per magia, proiettato in una versione alternativa del mondo (alternativa per noi che ci giochiamo, almeno) negli anni '50.

Abbiamo diversi piani narrativi che, nella storia, vale la pena di analizzare.

Il racconto poliziesco è affascinante di per se, al punto che vorrete davvero sapere quale sarà il prossimo passo nell'indagine e come andrà a finire (non nascondo che questo è l'aspetto principale che mi sta tenendo incollato allo schermo).

A questo si aggiunge la creazione di un mondo con le sue dinamiche socio-politiche altamente credibili, un vero e proprio universo che, partendo dai colori della cultura odierna, propone un mosaico di posizioni etiche e morali, di prospettive sulla vita e sugli affari, passando dal microscopico di una storia d'amore finita male ai massimi sistemi della civiltà.

C'è comunismo, c'è fascismo, c'è razzismo, c'è sindacalismo, c'è capitalismo, c'è protesta, c'è malavita, e la cosa affascinante è che questi pezzi del puzzle non stanno sul tavolo come un semplice vezzo narrativo, ma si incollano tra le mani del giocatore in base a come giocherà.

Una risposta compiacente ad un personaggio che crede in una bizzarra teoria delle razze, ad esempio, contribuirà ad assegnare al nostro protagonista un punto alla voce “fascismo”, così come ci sarà chiesto a più riprese di prendere posizione tra lavoratori e imprenditori in rotta di collisione, e ciò ci schiererà inevitabilmente dal lato del proletariato o da quello del capitale.

Insomma, Disco Elysium non solo si prende la responsabilità di trattare argomenti ritenuti per qualche ragione scomodi nel gaming, ma lo fa anche coinvolgendo attivamente nel discorso l'utente, chiamandolo a prendere una posizione su temi di vitale importanza nel percorso di evoluzione, o involuzione, della comunità in cui si ritrova smemorato.

Il tutto avviene sotto gli occhi di sistemi di gameplay atipici a dir poco: parliamo di un cRPG che rinuncia completamente a meccaniche di combattimento in favore di una linea che sposa a pieno un regime narrativo, non imperante, non preponderante, ma assoluto.

Non c'è nient'altro che storytelling in questo gioco: tutte le strade portano a Roma, e qui Roma è la narrazione. Le abilità sbloccate in fase di costruzione del personaggio e durante il gioco sono di natura mentale o relative alla psiche e al fisico, ma non ci saranno scontri se non verbali da vincere.

In base alle caratteristiche c'è una probabilità di poter compiere certe azioni con successo, mediante il lancio simulato di dadi come piacerebbe ai miei amici e colleghi di VideoGamer Italia (ciao Valentino, Fabio, Salvatore, Jonathan...), ma avere una percentuale elevata non assicura di avere un outcome favorevole.

Lo sviluppo delle abilità, inoltre, non è fine a se stesso – manco lui. Questo influenza e cambia radicalmente la narrazione e il modo in cui il personaggio legge la storia (e la realtà intorno a se); se avremo sviluppato il parametro dell'Autorità, ad esempio, vivremo il racconto dalla prospettiva di un poliziotto vagamente fascistoide; l'Empatia ci darà un filtro che ci avvicinerà di più umanamente alle esigenze degli interlocutori; la Logica ci porterà dietro le quinte delle situazioni e ci aiuterà a comprenderle meglio, e così via.

Avere un approccio unilaterale o quasi nell'assegnazione dei punti abilità, quindi, ha un impatto notevole su questi filtri e, al di là del protagonista che già di base è alquanto fuori di testa, dall'attribuzione qui o lì delle skill potremo ottenere un racconto gonzo stralunato o una clinica disamina poliziesca...

… oppure un mix di tutt'e due, o altre strade parallele, e si sprecherebbero gli accostamenti ai vari True Detective (nichilismo e decostruzione della realtà) o a tutti gli altri cop drama che non si sono accontentati di partire in quel modo e finire in quello stesso preciso modo ma hanno tentato di ammantarsi di un fascino noir declinato in maniere diverse a seconda delle filosofie sposate.

In base alle abilità che sbloccheremo avremo tanti percorsi alternativi per raggiungere gli stessi obiettivi (per entrare in un palazzo potremo prendere una chiave la cui posizione ci sarà stata segnalata da un NPC con cui avremo stretto un legame o, con l'Autorità, convincere la vecchia portinaia diffidente ad aprirci), e questo possiamo dire che lo davamo per scontato.

Questi percorsi porteranno a delle situazioni delle quali, come dicevamo, avremo una prospettiva diversa a seconda delle skill che avremo sbloccato: di base ci sarà una vena di umorismo, ma alcune delle risposte che avremo potenziando certi parametri saranno qualcosa di una comicità rara nel genere.

Ci sono poi le linee di pensiero, una sorta di talenti passivi, se vogliamo, che al pari dei capi d'abbigliamento ci daranno dei bonus sulle abilità e al contempo dei malus su altre collegate.

L'aspetto divertente è che bisognerà sbloccarle parlando con la gente del posto ed equipaggiarle per tot tempo prima di poterle usare effettivamente, e questo è connesso alla dinamica di missioni a tempo che prevede, per citare un caso, di passare per una location ad un dato orario per trovare la persona di cui avremo bisogno per mandare avanti la storia.

Dinamica carina, che dà respiro al gioco e un senso alle tantissime quest collaterali più o meno frivole, ma l'ansia di dover stare lì a trovare soldi per pagarmi l'albergo ogni dì a fine giornata – arrivando persino a mendicare, sigh... - non è troppo piacevole, almeno per ora, e rischia di sciuparla un po'.

In questo passaggio preliminare su Disco Elysium ho visto confermate le mie aspettative per un gioco che mi avrebbe segnato profondamente (del resto, poliziotto dannato, alcol, politica... è uno di quei videogiochi che potrei aver scritto tranquillamente io stesso, se ne fossi capace) se non aumentate a dismisura.

Per questo, prima di sbilanciarmi ulteriormente con un voto, preferisco prendermi dell'altro tempo non solo per finirlo ma anche per digerirlo. Fino ad allora, se cercate un consiglio in questo day one che si celebra oggi, sappiate che qui troverete soltanto pareri positivi.

Disponibile per PC