Quando ami tantissimo una persona sei pronto a tutto pur di riuscire a incontrare il suo cuore, anche a affrontare i tuoi demoni più grande e a recriminare le parti di te che più odi e detesti. A volte sei semplicemente pronto a recriminare la tua stessa natura.

Felix è un uomo innamorato, semplicemente questo, che per una pura coincidenza del destino fa parte di quel lato della moneta oscuro: lui uccide la gente e lo fa per lavoro. Non può farne a meno, è più forte di lui e fa parte, in qualche modo della sua natura.

Betty è diversa: lei ha avuto la fortuna di nascere e crescere in quel lato giusto e corretto del mondo, quello colorato e in cui si celebra la vita. Per lavoro Betty le salva queste vite, quelle stesse vite che Felix deve portarsi vita.

È il loro lavoro, non possono farci niente eppure si amano, o almeno Felix è perdutamente innamorato della sua bella. Lui quel lavoro non lo voleva neanche fare, ma il destino, crudele, glielo ha imposto e quando quello si mette in testa una cosa non puoi fare altro che seguirlo.

Però a Felix quello che fa non piace, a lui piace Betty, a lui piace la musica, a lui piace ballare, tutte cose che i suoi amici, colleghi e superiori non vedo troppo di buon occhio. Insomma ballare sul posto di lavoro mentre si cerca di compiere un omicidio bello pulito! Che razza di modi.

Purtroppo, o per fortuna, Felix però ha bisogno di ballare e il suo essere schifosamente bravo e portato per il mestiere porta la gente a non potergli nemmeno dire niente: che importa se uccide le persone a passo di danza se alla fine esegue il suo lavoro maledettamente bene?

Certo, lui lo esegue così meticolosamente bene perché ha uno scopo nella sua vita: incontrare Betty, e questo può succedere solo con dei casi grossi, quelli per cui il Ministero della Vita di scomoderebbe per mettere i bastoni fra le ruote a quello della Morte.

Così Felix passa le sue giornate ascoltando musica, ballando e uccidendo persone nella continua speranza che Betty si palesi per fermarlo dal suo intento così che lui possa dichiararle tutto il suo amore e possa vivere il suo sogno.

Felix The Reaper si presenta come un eccellente puzzle game, uno di quelli che ti entra nella testa e si fa strada nel tuo cervello fino a tenerti sveglio la notte, spingendoti a provare e riprovare prima di ottenere la soluzione corretta. Spinge i tuoi neuroni al limite e ti regala una soddisfazione ineguagliabile all’interno del genere.

Sapete cosa fa di questo titolo uno dei migliori della sua categoria? La sua dannata semplicità. Un puzzle game non deve essere fantasioso o macchinoso nella sua composizione per essere apprezzabile, anzi, si potrebbe dire l’esatto contrario.

Un puzzel game per essere apprezzabile in ogni sua sfaccettatura ha bisogno di meccaniche semplice, facili da imparare e di situazioni che le sfruttano in modo differente e fantasioso che continuino a mettere a dura prova le capacità del giocatore.

Felix The Reaper lo fa e lo fa così dannatamente bene che anche una volta chiuso il computer si continuerà a pensare a quei puzzle, alla loro composizione e a quel passaggio mancante per completare lo schema. Lo si fa così spesso all’interno delle proprie giornate che i livelli quasi si risolvono lontano dallo schermo, a lavoro, in bagno, sull’autobus, per poi concretizzarsi una volta arrivati davanti al proprio schermo.

All’interno del gioco Felix deve compiere l’omicidio commissionatogli dal Ministero e per farlo deve ricreare una data situazione, come ad esempio spostare un uomo nella direzione di una freccia e far si che venga colpito.

Il Ministero della Morte ha dalla sua un incredibile potere, quello di congelare il tempo in modo tale da poter agire in tutta libertà, o quasi, all’interno del mondo reale. L’unica limitazione è l’impossibilità di muoversi alla luce del sole.

Ecco quindi che ci vengono in aiuto una meridiana, con la quale possiamo far ruotare il sole, e numerosi oggetti dello scenario, alcuni trasportabili e altri meno, con cui crearci dei percorsi di ombra per riuscire nel nostro intento.

Il titolo è tutto qui: compiere l’azione desiderata all’interno del livello corrente creandosi un percorso particolare all’interno delle zone luminose.

Se da un certo punto di vista i livelli base richiederanno uno sforzo minimo per essere completati, completare la loro controparte difficile sarà un’impresa per uomini veri: qui non abbiamo limiti di tempo, mosse o errori. Dobbiamo svolgere il compito in un’area più complessa e articolata raccogliendo anche tre monete.

Questo livello difficoltà avanzato, assieme alle sfide sbloccabili ottenendo le classiche tre stelle in ogni livello, rappresentano il clou del lato videoludico di Felix The Reaper grazie ad una composizione dei livelli a dir poco sorprendente e dei puzzle disegnati a regola d’arte.

Ma Felix non è solo questo, così come si è potuto evincere dalla lunga introduzione. Il gioco si articola infatti anche attraverso un intreccio narrativo che fa quasi rabbrividire per la potenza della storia narrata e dei temi affrontati, specie pensando di essere di fronte ad un puzzle game.

Non solo. Felix The Reaper ha dalla sua anche un comparto artistico eccezionale, quasi fuori parametro grazie ad un’estetica da paura mixata perfettamente con una delle migliori colonne sonore di sempre (all’interno di ogni livello possiamo scegliere la traccia da ascoltare, e danzare).

Il gioco ci immerge completamente nei suoi puzzle, nei suoi personaggi peri quali è impossibile non provare affetto e nelle sue ambientazioni e situazioni che non possiamo fare altro che definire geniali oltre ogni modo.

Verrebbe quasi da dire che Felix The Reaper è il miglior puzzle game esistente sul mercato ma per fortuna non è così: è semplicemente uno fra i migliori e, ve lo assicuro, si tratta di una delle esperienze videoludiche più belle dell’anno.

Non ci sono motivi per sconsigliarne l’acquisto così come non ne esistono per evitare di giocarlo. Davvero.

Disponibile per PC (versione testata) PlayStation 4, Nintendo Switch, e Xbox One