Curioso come ogni volta che mi ritrovo per le mani un hack’n’slash diablo-like i miei sentimenti siano un’escalation di emozioni negative: partiamo da un “bellissimo questo gioco” fino ad arrivare a sbadigli sonanti e ad un’attesa morbosa dei titoli di coda per chiudere quanto prima questo ennesimo capitolo della mia storia videoludica.

Bene o male è lo stesso che mi è successo con Cat Quest II: The Lupus Empire nonostante fra tutti gli esponenti del genere sia stato uno dei pochi a tenermi incollato allo schermo perché, in mezzo alla mole di ripetitività delle azioni di gioco, mi sono anche divertito.

Complice probabilmente il fatto di averlo giocato quasi tutto in ottima compagnia, il titolo mi è sembrato notevolmente migliore dei suoi fratelli sul mercato: sulla bilancia finale ci sono stati più momenti in cui ero sinceramente divertito rispetto a quelli in cui avrei voluto tanto giocare ad altro.

Scendendo nel dettaglio dell’esperienza di gioco, possiamo dire che Cat Quest II non è altro che un piacevole passatempo, diablo-like, studiato per un pubblico di giovanissimi o comunque per un pubblico che ha avuto poco a che fare con il genere nel corso della sua carriera.

Il titolo è piuttosto semplice non solo nella sua composizione ma anche nella sua interfaccia e nello schema dei comandi, padroneggiabili in una manciata di minuti grazie ad un ottimo tutorial e ad un’azione di gioco piuttosto semplice e basilare.

In soldoni avremo un tasto per attaccare, uno per schivare, e 4 per le abilità attive che abbiamo deciso di equipaggiare sui nostri personaggi. Il titolo ce le offre sapientemente a scaglioni così da non dare subito l’impressione di uno schema dei comandi eccessivamente complesso in modo tale da risultare fruibile per chiunque approcci il gioco.

Cat Quest II non ha dalla sua solo la semplicità di gameplay, ma anche una semplicità di interfaccia e di meccaniche di ruolo: i menù sono molto semplici e le statistiche, ridotte a tre, piuttosto veloci da consultare e livellabili solo attraverso l’equipaggiamento.

L’equipaggiamento disponibile all’interno del gioco non è di certo esente dalla regola della semplicità su cui si basa l’intera struttura di gioco: avremo un’armatura, un cappello e un’arma, magica o fisica.

Queste aumenteranno o abbasseranno le nostre statistiche e potranno essere potenziate in due modi: presso Hotto Doggo (per le armi) o Kit Cat (per le armature), due fabbri specializzati all’interno dello strambo mondo di gioco, oppure trovando un pezzo uguale all’interno dei dungeon presenti che potenzierà automaticamente quello che abbiamo.

Per quel che riguarda le magie invece avremo a disposizione un ulteriore shop in cui poter entrare per potenziare le singole magie a nostro piacimento.

Il sistema di gioco di cat Quest II si sposa perfettamente quindi con tutti quei giocatori che hanno voglia di dedicarsi ad un genere complesso senza tutti quei fronzoli che tanto sono cari agli appassionati ma che si rivelano uno scoglio piuttosto importante per tutti i neofiti.

Ovviamente a favore di questa, forse eccessiva, semplicità abbiamo un notevole aumento della ripetitività delle azioni di gioco che alla fine dei giochi si limitano ad un button smashing senza né arte né parte che porta all’immancabile arrivo della noia dopo qualche ora di fendenti per aria e palle di fuoco.

A rendere più piacevole la permanenza all’interno del titolo vi è l’ambientazione che appare fin da subito pucciosissima, ricca di colori e decisamente più interessante di quel che ci si possa aspettare nella sua struttura narrativa.

In soldoni due eroi, un cane e un gatto, si risvegliano da un lungo sonno per portare nuovamente la pace nel regno che è sconvolto dall’arrivo di due sovrani piuttosto cattivi che non fanno altro che opprimere il popolo.

Per farlo è necessario riforgiare una spada antichissima il cui potere era tanto grande che i fabbri del regno decisero di scomporla in vari pezzi per evitare che qualcuno potesse riutilizzarne il potere prima o dopo.

Il titolo si snocciola in una sequela di dungeon e missioni, principali e secondarie, che vertono al nostro potenziamento e all’avanzamento della storia che ,ora dopo ora, appare sempre più pazza e ricca di umorismo. Quanto basta per fare finta di non stare sbadigliando e procedere avanti con l’avventura.

Il titolo da il meglio di sé se giocato in compagnia, specie con un amico con cui si condivide lo stesso sentimento per il videogioco e che può regalarvi quindi una piacevolissima serata, specie se accompagnata da un paio di birre.

Difficile consigliare Cat Quest II agli appassionati e puristi del genere, che ne rifiuteranno sicuramente tutte le eccessive esemplificazioni, ma di certo è un gioco divertente e tanto basta per poter dire che è un buon videogioco.

Disponibile per PC (versione testata) PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One.