Puzzle e platform con una vena filosofica ne abbiamo ormai avuti a bizzeffe, spesso e volentieri molto riusciti. Quando ho visto The Sojourn per la prima volta, era un artwork, mi sono detto che anche stavolta sarebbe andato tutto bene.

E, alla fine della mia prova su strada per questa recensione, ho in effetti la sensazione che sia andato tutto bene; che di più all'opera prima di un piccolo team di sviluppo come Shifting Tides non fosse neanche giusto chiedere.

Che, del resto, ad un puzzle in prima persona di questo tipo raramente riesce di più, solo quando scocca quella scintilla che fa passare un titolo da uno di quelli in cui “va tutto bene” allo stato di capolavoro, chiedere a The Witness o a Portal cosa intendo.

In The Sojourn la scintilla non c'è, se vi state chiedendo questo vi rispondo subito; c'è un gioco che propone una serie di sfide l'una dietro l'altra e non cambia praticamente mai marcia, accontentandosi di fornire un set di strumenti all'inizio e finire l'avventura con quello stesso mindset.

Nell'avventura siamo chiamati a girare continuamente per un mondo di luce e uno di ombra, la sapiente intersezione dei quali ci porterà a risolvere i puzzle e proseguire nel nostro cammino, basato in maniera preponderante sulle tappe della vita e sui modi per attraversarle.

Una volta nel regno delle ombre potremo ad esempio muovervici con un tempo limitato e cambiare la posizione di alcune statue che abiliteranno una sorta di teletrasporto, da sfruttare magari per superare un cancello. Sempre lì potremo far suonare delle arpe in modo tale da ricostruire ponti crollati, badando ancora a fare le nostre mosse con un timer allo scadere del quale ripiomberemo sotto la luce.

Le ombre non sono soltanto un modo per risolvere problemi, tuttavia, e talvolta ce ne metteranno di altri davanti ai piedi, come un cespuglio di rovi invalicabile se non tornando nel mondo della luce. Ne conviene che alternare con le giuste tempistiche questi due ambiti è spesso e volentieri la soluzione agli enigmi.

In una fase successiva sovvengono altri strumenti, quali una reliquia che permette di utilizzare le statue o le arpe anche fuori dalle ombre, e una serie di messaggi sparsi per le ambientazioni forniscono suggerimenti su come vivere le svariate stagioni dell'esistenza, a mo' di biscotti della fortuna.

Insomma, è evidente che nel contesto di The Sojourn manchi la volontà di fermarsi un attimo all'infuori della corsa ad ostacoli che deriva dal fornire continuamente delle sfide senza una narrazione coesa e neanche dei momenti di respiro per godersi un paesaggio o semplicemente esplorare.

E questo è sicuramente un peccato visto che il titolo viene proposto in una deliziosa grafica in stile Rime, che ha tanto potenziale visivo e un certo alone di mistero che in una fase iniziale almeno ti invoglierebbe a saperne di più su come si sia arrivati a quello stato, in quel mondo.

Shifting Tides non ha mostrato troppo interesse per questo aspetto e si è invece concentrata sulla questione puzzle in maniera praticamente esclusiva, puntando su un paio di trovate interessanti e non andando neppure oltre queste ultime.

Da qui ne consegue un gioco che ha, sì, nella meccanica delle statue, delle arpe e delle reliquie qualcosa di appagante, che a volte persino esalta nella riuscita di un puzzle, ma che raramente prende fiato per approfondire e approfondirsi sotto tutti i punti di vista.

L'impressione che ho avuto è che The Sojourn sia migliorato man mano che gli concedevo del tempo, proponendo ad esempio nelle sfide opzionali un tasso di difficoltà ben superiore a quello del golden path di norma relativamente semplice e in qualche caso superato non ho neanche capito troppo bene come.

La fase iniziale, complice l'assenza di sviluppi narrativi, non è facilissima da superare, non per una questione di difficoltà quanto per la piattezza del gioco davanti al quale vi ritroverete e che presumibilmente penserete di restituire per un rimborso.

Con una dose superiore di fiducia, e con la consapevolezza che esistono buoni giochi anche senza la scintilla di cui parlavamo sopra, potrete godervi una produzione che sa quello che fa, per quanto limitata, evidentemente per una scelta ponderata, nel design.

Disponibile per PC