Ho perso il conto, oramai, di tutti quei porting su Switch che mi è toccato giocare dall’uscita dell’ibrida di Nintendo sul mercato ad oggi, e, generalmente, me ne sono sempre lamentato pubblicamente al netto delle dovute e stupefacenti eccezioni.

Il problema, se così possiamo chiamarlo, risiede solo ed esclusivamente nel comparto tecnico della console stessa che di certo non può, e non vuole, competere con il resto dei dispositivi presenti sul mercato che spinge certi sviluppatori verso certi limiti.

C’è chi riesce a superarli brillantemente, come succede per Panic Button che hanno sviluppato fra i migliori porting per Nintendo Switch, e c’è chi si lascia sopraffare dalle difficoltà, e da un budget ridotto (spesso e volentieri i piccoli sviluppatori non possono far fare il lavoro a studi esterni) offrendo al pubblico un prodotto deludente.

Con The Witcher 3 in arrivo proprio sulla console della grande N è naturale chiedersi come il titolo arriverà sulla console in forma smagliante o arriverà castrato in qualche sua parte. Chiaramente la paura maggiore è quella di avere per le mani non solo un gioco brutto da vedere ma anche difficoltoso da giocare per via di un frame-rate discutibile.

Ho preso in mano il gioco, purtroppo solo in modalità portatile per via della mancanza di una prova su campo in modalità dock, durante la Milan Games Week e il risultato è stato a dir poco sorprendente e decisamente inaspettato.

Il gioco offerto presentava un piccolo spaccato di una delle missioni iniziali e, dopo il primo caricamento, ho spalancato la bocca di fronte ad uno dei tramonti più belli di sempre su Nintendo Switch, completo di gioco di luce e ombre fra gli alberi della foresta in cui Geralt si trovava.

Mentre cercavo di contenere lo stupore per un titolo che non mi aspettavo potesse avere una simile resa, nella postazione vicino alla mia un avventore si lamentava di quanto il gioco fosse insulso in comparazione alla versione PlayStation 4 che lui aveva giocato e spolpato.

Così ne ho approfittato per fare quattro chiacchiere e capire cosa, secondo lui, non stava andando nel gioco strabiliante che stavo provando, il tutto sotto gli occhi divertiti di uno degli addetti di Nintendo di turno alle postazioni dello Strigo.

Pare, dunque, che il gioco debba essere brutto solo perché non ha, di fatto, lo stesso stile e la stessa risoluzione del gioco sulle altre piattaforme. Così gli ho chiesto quale dovrebbe essere, secondo lui, il target di questo porting.

“Nessuno, chi comprerebbe questa *****?”. Discutibile, vero. Il fatto è che il gioco è strabiliante non perché sia esattamente come nelle versioni “pompate” che abbiamo già giocato, ma perché è schifosamente bello da vedere nonostante gli evidentissimi dowgrade, oltre ad essere perfettamente giocabile con un frame-rate incredibilmente stabile e alto

Quello che ne è emerso, da quella manciata di minuti in cui mi sono goduto una cavalcata nel bosco e qualche combattimento, è che The Witcher 3 su Nintendo Switch non è un gioco che è indirizzato a chi il titolo lo ha già giocato ampiamente sulle altra piattaforme.

Questa versione di The Witcher 3 pensata solo ed esclusivamente per chi il gioco non ha ancora avuto modo di giocarlo e possiede una console Nintendo: CD Projekt RED ha confezionato il suo gioco appositamente per strabiliare queste persone così come siamo rimasti strabiliati noi a nostro tempo.

Impossibile non rimanere affascinato dalla bellezza dell’azione e dei paesaggi offerti dal gioco che, senza troppi giri di parole, è il miglior titolo presente sull’ibrida di Nintendo in termini di qualità tecnica e pulizia.

Certo, è vero: Nintendo non è stupida e ha deciso volutamente di non mostrare a nessuno, fino al day one, il titolo in modalità dock perché in quella sua particolare iterazione, non ne dubito, The Witcher 3 sarà pessimo sotto milioni di livelli.

C’è ben poco da fare. Una risoluzione di quel tipo appare strabiliante sullo schermo della portatile ma perderà di significato nel momento in cui lo schermo di ingrandisce e mostra tutti i difetti che un porting di questo tipo non può non avere.

Quindi sto The Witcher 3 è o non è un bel gioco da giocare su Nintendo Switch? Lo dobbiamo comprare, lo dobbiamo attendere spasmodicamente aspettandoci una versione che sia all’altezza del nome che porta?

Decisamente sì. Chi se ne frega del dock, io continuo a rimanere estasiato dal ricordo che porto di quella prova che mi ha spinto a desiderare ardentemente il gioco, nonostante abbia già avuto modo di perdermi per ore in quel mondo fantastico.