Chi fra di voi ci legge continuamente avrà oramai imparato a conoscere i gusti di ognuno di noi: per esempio saprete che il sottoscritto sbava dietro i gestionali, specie se questi nascono da una matrice mitologica dalle fondamenta piuttosto solide. Se poi parliamo di Vichinghi mi avete completamente rapito.

Non so spiegarmi come mai non ho giocato Northgard subito, al momento del suo lancio: ricordo un collega in università che ci si era fissato, quando si parlava ancora di un early access, e che mi parlava con entusiasmo di un gioco che da li a poco sarebbe finito nella mia lista dei desideri.

Per un motivo o per un altro però non comprai mai, e di conseguenza non giocai mai, Northgard, una mancanza che, ironia della sorta, riesco a colmare su console quando Paolo mi propone la versione Switch del gioco. Un momento in cui ho sudato freddo.

Chi ha imparato a conoscermi capirà anche perché ho sudato freddo, no? Detesto giocare gestionali, strategici e chicchessia su console perché non so fare a meno del buon vecchio e caro mouse. Se poi dovevo pensare che la console in questione era Nintendo Switch, sulla quale storicamente è difficile avere a che fare con porting decenti capirete il mio scarso entusiasmo.

Lasciai Northgard a marcire nella console per qualche giorno prima di avviarlo pigramente, pronto a lamentarmi dell’ennesimo gioco che avrei dovuto ricomprare su PC.

Non so nemmeno adesso in che modo possa scusarmi con gli sviluppatori del gioco e con il me stesso di qualche giorno fa per aver posticipato quella che, attualmente e secondo il sottoscritto, è la miglior esperienza di un gestionale su una console nonché il miglior porting che abbia avuto modo di provare su Switch.

Prima di dedicarmi alle lodi di questa versione del gioco, spenderei giusto un paio di parole su Northgard e sul perché ogni amante del genere dovrebbe giocare questo titolo, perché sì, parliamo anche di un gioco eccezionale al di là della sua iterazione sulla console Nintendo.

Northgard è un gestionale, con sporadici elementi da RTS, in cui dovremmo portare avanti la civiltà di un piccolo villaggio vichingo.

La parte meravigliosa ed intrigante sta nel fatto che a discapito di tema e ambientazione, che siamo sempre stati abituati a fruire sotto forma di sanguinose battaglie, il titolo ci mostra la vita “vera” dei vichinghi, aditi al commercio, all’agricoltura, alla caccia e sì, anche a battaglie fra clan per la sopravvivenza.

Ecco che Northgard si pone al suo pubblico come una sottospecie di “simulatore di vita vichinga” più che RTS puro come possiamo semplicemente immaginare, ed è proprio per questo aspetto che il titolo riesce ad elevarsi sugli altri suoi simili divenendo uno dei giochi più interessanti sul tema che possiate trovare sul mercato.

Northgard non punta solo su questo fattore però. La sua intera esperienza ha dalla sua una semplicità da mozzare il fiato: tutte le azioni sono piuttosto semplici da capire, così come la funzione di ogni edificio e di ogni menù presente nel gioco.

Gli sviluppatori hanno voluto seguire una filosofia molto particolare riducendo praticamente all’essenziale gli edifici, le voci negli alberi tecnologici e le “interazioni” dirette con la mappa di gioco. Ecco quindi che possiamo premere su un edificio per “convertire” abitanti nel tipo di lavoratore generato da quella struttura ed ecco che lo vediamo subito dedicarsi, autonomamente, alla sua mansione.

La semplicità delle meccaniche di gioco non è necessariamente sinonimo di un “cattivo” gioco o di un titolo il cui livello di difficoltà si attesta ai minimi storici per favorire la fruizione del prodotto ad un pubblico di neofiti poiché Northgard, a discapito del suo essere accessibile nasconde una profondità non da poco.

Ogni territorio può contenere un numero limitato di edifici e ogni edifico può addestrare un numero limitato di abitanti i quali sono soggetti a cambi di umore piuttosto repentini per mancanza di cibo o qualsiasi altra risorsa disponibile oppure semplicemente per qualche catastrofe naturale.

Questo si traduce in impossibilità di portare avanti costruzioni o, nel peggiore dei casi, nella morte dei nostri poveri vichinghi.

Proprio la componente di gestione delle risorse e del territorio è alla base della complessità strategica di Northgard che ci vede impegnati più contro una natura maligna e difficile da domare che contro i nostri simili nelle classiche battaglie epiche a cui siamo abituati, ed è proprio questo l’aspetto di Northgard che convince di più.

Ovviamente non mancano i contenuti che possono tenerci incollati allo schermo, dalla campagna principale, composta da 11 missioni, piuttosto piacevole da seguire nel suo svolgimento, al singolo e multi giocatore, vero cuore pulsante dell’intera esperienza.

Grazie alle mappe generate proceduralmente, che ci garantiranno partite sempre diverse, e grazie ad una buona varietà di gameplay, al netto della “scarsità” di meccaniche disponibili, Northgard si pone come un piccolo gioiello incastonato nella corona dei migliori gestionali sul mercato.

Ma la versione Switch? Cos’ha di così spettacolare questo porting da essere quasi preferibile alla sua sorellona maggiore su PC?

La semplicità delle interazioni e dell’interfaccia di gioco che si sposa perfettamente con i JoyCon e con la loro struttua.

Avremo a che fare con 4 azioni sempre disponibili, una per ogni tasto di azione (A, B, X ed Y) , che non sono altro che “shortcut” per le azioni principali eseguibili in quel particolare pezzo di terreno (o edificio) che stiamo puntando.

Una delle azioni ci aprirà invece il menù intero, gestito con una ruota dalla quale possiamo accedere a tutto quello che il gioco ha da offrirci, tenendo a mente che le possibilità sono comunque limitate su Northgard. Questo ci consente anche di cambiare le azioni disponibili sui 4 tasti in base a quello che utilizziamo di più o in base alle nuove costruzioni presenti sul terreno.

Questo ci garantisce una certa velocità di esecuzione e una semplicità che non mi sarei mai aspettato dal genere con un pad in mano.

A questo aggiungiamo la funzione dei due trigger che ci permettono di passare alla visuale delle abilità, anch’esse distribuite sui 4 tasti di azione, e a quella militare che ci offre lo stesso tipo di funzionalità.

I due dorsali sono relegati ad osservare statistiche e abilità legate alla lore del gioco, mentre i 4 direzionali ci permettono di tenere sotto controllo il resto delle informazioni di gioco, come il meteo ad esempio.

Northgard, su Nintendo Switch, rappresenta (si, sto per dirlo), probabilmente la miglior scelta per coloro che vogliono approcciarsi al titolo: poterci giocare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo non ha prezzo, specie per chi come me ha ritagli di tempo libero lontano da casa o dalla poltrona e può giocare quando e dove può.

Se ogni porting su Switch avesse questo livello di cura nella trasposizione sarei felicissimo di smettere di utilizzare tutti gli altri miei dispositivi. Per adesso non posso fare altro che consigliarne l’acquisto anche a tutti coloro che hanno già il titolo altrove che potranno giovare così di una portatilità strabiliante per un gioco strabiliante.

Disponibile per Nintendo Switch (versione provata), PC, PlayStation 4 e Xbox One