Vi sarete di certo ritrovati, una volta nella vita, a pensare che il gaming su mobile sia semplicemente una roba da bimbetti che non merita nemmeno un filino della vostra attenzione.

Certo, in parte è vero, ma di base chiunque sia di questa idea è evidente che non ha mai avuto a che fare con un gioco “vero” per questo tipo di dispositivi limitandosi a tacciar lo smartphone come uno di quegli affari su cui giocare a Candy Crash.

Non ho la minima idea di quale sia il sostituto odierno del giochino delle caramella, ma ho ottime ragioni di pensare che, nel bene o nel male, ci sia Supercell di mezzo.

Eppure, se guardiamo oltre la punta del nostro naso possiamo osservare una pletora di produzioni, esclusivamente su mobile, che fanno impallidire i titoli “veri”, o quelli reputati tali, sulle macchine più blasonate.

Il gioco di cui parliamo oggi non è fra quei capolavori fra cui si annidano un Monument Valley a caso, ma è uno di quei titoli che sa il fatto suo e che riesce, nel suo piccolo, a tenere piuttosto alta la bandierina del gaming su mobile.

Parliamo di Witcheye, un titolo che porta la firma di Devolver Digital, e che, per quel che riguarda la mia esperienza, è riuscito a rendere le mie esperienze in bagno più interessanti e decisamente più frustranti del solito.

Come è facilmente intuibile siamo di fronte ad un titolo folle nel suo concept, altrimenti quei buontemponi di Devolver non ci avrebbero mai messo il loro marchio sopra, ma che rispetto ad altri titoli facenti parte della stessa famiglia riesce ad essere decisamente più sobrio e più soft.

La prima cosa di sapere di Witcheye è che si tratta di un titolo a scorrimento orizzontale in due dimensioni molto particolare: non è uno shooter, non è un platform. Sa solo quello che non è.

Citazioni a parte si tratta di un gioco il cui gameplay è riassumibile in “vai da A a B cercando di non morire e cerca 4 gemme nascoste all’interno del livello per prenderti un 100%”. Aggiungendo un “cercando di non lasciarci le penne sui vari nemici e trappole in giro per il livello”.

La parte realmente interessante, al di là del gameplay su cui ritorneremo a brevissimo, è quella della “storia” se così possiamo chiamarla poiché ci mette nei panni di un personaggio piuttosto atipico per questo tipo di narrazione. Ma d’altronde non saremmo all’interno di un gioco Devolver, dico bene?

In Witcheye noi impersoneremo l’occhio di una strega che deve inseguire il prode cavaliere che le ha rubato i tesori per conto del Re del regno che ne ha bisogno per salvare il mondo da un ignota minaccia.

Sì, non non siamo il prode cavaliere ma l’ipotetica strega cattiva che è stata derubata dei proprio averi dal più classico degli eroi fantasy.

Il nostro scopo sarà quello di seguire attraverso il viaggio di ritorno l’erouncolo e raccogliere il maltolto che perde dal suo sacco bucato, sconfiggendo i vari nemici e il classico boss di fine mondo che ci fa accedere al pezzo della collezione rubato.

I livelli, circa 50, sono abbastanza interessanti: arrivare alla fine dello schema è piuttosto semplice, arrivarci avendo avuto cura di trovare tutte le gemme nascoste è tutta un’altra storia.

Per capire al meglio come trovare le gemme è bene spendere qualche parola sul gameplay di Witcheye: il nostro occhio si muove fisso in una direzione (anche se non proseguirà proprio in linea retta perché certi sviluppatori hanno solo voglia di vedere bruciare il mondo) che oi possiamo cambiare tramite uno swipe del dito o possiamo bloccare tramite un tap. Fine.

I vari nemici presenti sulla mappa possono essere uccisi semplicemente colpendoli, avendo però cura di evitare ogni loro tipo di attacco che ci costerà un cuore. Sconfiggendo certi nemici o rompendo determinati blocchi è possibile ottenere queste gemme, tre verdi generalmente semplici da scovare e una blu per la quale avrete cura, spesso e volentieri, di invocare qualunque santo voi conosciate.

Witcheye presenta uno stile grafico sobrio e piuttosto semplice seppur molto piacevole da vedere con la sua incredibile pixel art che regala all’intera produzione quel quid in più per elevarsi in mezzo a tutto il resto del parco titoli mobile.

Purtroppo il gioco presenta come difetto principale proprio il suo essere su mobile con quel tipo di controllo: il più delle volte si perderà per uno swipe sbagliato e generalmente l’esperienza su smartphone sembra urlare a piena voce “vi prego, portatemi su Switch”.

Witcheye è un gioco interessante, piacevole e stimolante nonché un passatempo meno scemo di altri per perdere tempo in coda alla posta o sul sedile di un bus. Resta quel sapore amaro però, quella sensazione che se fosse uscito altrove sarebbe stato decisamente meglio.

Ma noi lo giudichiamo per quello che è, e come gioco mobile è proprio una gran bella esperienza.

Disponibile per Android (versione testata) e iOS.